De Ficchy Giovanni

Il procuratore della Repubblica Francesco Lo Voi ha inviato avviso di garanzia a Giorgia Meloni, insieme a Carlo Nordio , al ministro Matteo Piantedosi ,e al sottosegretario Mantovano per favoreggiamento e peculato i relazione alla vicenda del rimpatrio del cittadino libico Al-Masri, a seguito di una denuncia presentata dall’avvocato Luigi Li Gotto, vicino a Romano Prodi, famoso per aver difeso vari personaggi appartenenti a Cosa Nostra.

L’imputazione di peculato e favoreggiamento richiama l’attenzione sulle modalità di gestione della vicenda e sull’eventuale utilizzo improprio di risorse pubbliche.

I fatti sono noti, la Corte penale internazionale emette un mandato di cattura internazionale,Njeem Osama Elmasry Habish, numero uno della polizia giudiziaria libica, conosciuto come conosciuto come ‘Almasri’ – e soprattutto noto come torturatore dei migranti, capo del famigerato carcere di Mitiga dove aveva instaurato un regime del terrore e compiva abusi sistematici sui diseredati arrivati in Libia nella speranza di mettere piede in Europa.

Arrestato domenica a Torino su mandato di arresto della Corte penale internazionale, mandato che come richiede la legge doveva essere trasmesso al ministero italiano della Giustizia, la Corte d’appello di Roma decide di non procedere alla sua cattura, a questo punto per ragioni di sicurezza , rimpatria velocemente il poliziotto libico con un volo speciale.

Un «arresto irrituale», non seguito da un’ulteriore richiesta di arresto di iniziativa del ministro della Giustizia, Carlo Nordio.

La motivazione ,secondo quanto riportato nell’ordinanza della Corte d’Appello di Roma, per la quale è stato scarcerato, e subito espulso e rimpatriato in Libia, Najeem Osema Almasri Habish, fermato domenica scorsa a Torino in esecuzione di un mandato di arresto della Corte penale internazionale che lo accusa di crimini contro l’umanità

Ma la procedura prevista dalla norma speciale che riguarda la Corte penale internazionale è un po’ diversa da quella della semplice estradizione. 

Non prevede l’arresto su iniziativa della polizia giudiziaria.

Prevede invece la competenza esclusiva del ministro della Giustizia per dare eventualmente seguito all’operazione di polizia, investendone naturalmente la procura generale che, a sua volta, chiede alla Corte d’appello l’emissione di un provvedimento di custodia cautelare.

Il ministro però non è stato informato prima del fermo.

Il Primo ministro Giorgia Meloni è così apparsa sui vari social ed ha annunciato di aver ricevuto l’avviso di garanzia.

Nel suo messaggio, Meloni ha dichiarato con fermezza: Non sono ricattabile e non mi faccio intimidire. Ha poi sottolineato che continuerà il proprio lavoro “a testa alta”, evidenziando la sua convinzione di essere vittima di un attacco politico. La premier ha inoltre criticato l’accusa definendola parte di una strategia già vista nel caso di Salvini, suggerendo che vi siano finalità più politiche che giuridiche dietro l’iniziativa.

Il governo ha l’autorità prevista dalla legge di espellere un cittadino straniero ritenuto particolarmente pericoloso, è evidente che si tenta di inviare un messaggio intimidatorio agli organi di governo.

Di Admin

Rispondi

Scopri di più da Giornalesera.com

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere