De Ficchy Giovanni

Infatti quando il sottosegretario è stato ascoltato per quasi due ore dal comitato parlamentare di controllo sui servizi segreti a palazzo San Macuto, non si è parlato solo del caso Elmasry.

Anzi, il punto di partenza della discussione era proprio un altro: la vicenda di Gaetano Caputi, il capo di gabinetto di Giorgia Meloni che l’Aisi avrebbe messo sotto controllo accedendo ai suoi dati presenti sul database Punto fisco.

Materiale finito in un documento riservato messo nel fascicolo aperto con la denuncia sporta dallo stesso Caputi contro quattro giornalisti di Domani. Il problema è che, per legge, le carte dei servizi non dovrebbero essere messe a disposizione delle parti, che possono averne lettura ma non copia.

Su questo la procura di Roma retta da Francesco Lo Voi rischia quantomeno un’ispezione del ministero della Giustizia. 

La Corte penale internazionale secondo le ricostruzioni, avrebbe fatto diversi errori, a partire dalla redazione di un testo, quello con i capi d’accusa, ritenuto «confuso» e «non inattaccabile», anche perché, nel collegio dei tre giudici che hanno chiesto l’arresto, c’era il parere dissenziente della messicana Maria Socorro Flores Liera.

La Procura di Perugia avrebbe aperto un fascicolo ancora senza ipotesi di reato o indagati dopo l’esposto presentato dall’avvocato Luigi Mele nei confronti del Procuratore di Roma Francesco Lo Voi e dell’avvocato Luigi Li Gotti, l’avvocato che aveva denunciato Giorgia Meloni e altri esponenti del governo per il caso Almasri

Mosso dalla sua “coscienza giuridica”, l’avvocato Luigi Mele ha denunciato il collega Li Gotti e il pm Lo Voi: il primo accusò Meloni, l’altro ha aperto l’indagine

La notizia è stata anticipata dal Messaggero.

Secondo Luigi Mele, il collega Luigi Li Gotti si sarebbe macchiato dei reati di calunnia aggravata, attentato contro organi costituzionali e vilipendio delle istituzioni.

Contro il pm capitolino Francesco Lo Voi l’ipotesi è di omissione di atti d’ufficio aggravata e oltraggio a un corpo politico.

L’esposto, di cui si è avuta notizia ieri, era stato poi inviato alla Procura di Perugia competente a occuparsi di tutti i procedimenti che riguardano i magistrati romani. 

Mele infatti ha chiesto la trasmissione della sua denuncia alla Procura di Perugia, sede competente per le accuse che riguardano i magistrati del distretto romano.

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