De Ficchy Giovanni

Un evento straordinario dedicato alla cultura e all’umanesimo nella società digitale si è tenuto ieri a Roma

– Prof. Antonino Giannone, Presidente UMET&SD
– Arch. Raimondo Grassi, Presidente movimento civico nazionale “Italia Sceglie”
– Prof. Guido Perboli, Professore Ordinario di Ricerca Operativa ed AI, Politecnico di Torino e Scrittore
– Prof. Giorgio Piras, Professore Ordinario di Filologia Classica, La Sapienza di Roma
– Sofia Solitro, Pittrice
– Dott.ssa Valeria Spagnuolo, Advisor Digital accessibility expert .

Moderatrice:

Dottoressa Angelica Bianco, Direttore Magi edizioni

Ha aperto il convegno con la presentazione del libro “Sulle piccole cose del mondo” dell’autore Guido Perboli.

Viviamo in un’epoca in cui l’intelligenza artificiale sta sostituendo il pensiero umano, i sistemi digitali dettano i confini della parola e della fede e le istituzioni globali stanno crollando sotto il peso del loro stesso inganno.

Ogni pilastro della civiltà (fede, famiglia, libertà) è assediato da forze determinate a rimodellare l’umanità a propria immagine.

Il mondo che conoscevamo sta scomparendo.

La verità viene riscritta, la realtà viene progettata e coloro che controllano le macchine controllano il futuro.

Aumentare ed espandere le capacità umane: la tecnologia dovrebbe servire a valorizzare la creatività, l’empatia e il pensiero critico, qualità insostituibili che ci rendono unici.

Per questo motivo elementi come tradizione, costumi, miti, politiche, rituali e religione devono combattere per la loro sopravvivenza.

È successo con la stampa di Gutenberg, che ha intaccato la cultura orale, è successo col telescopio galileiano che ha messo in dubbio i fondamenti della religione cristiana.

In queste parole si sente l’eco di un altro grande autore esperto di media come Marshall McLuhan, il quale sosteneva con un fortunato aforisma che “il medium è il messaggio”, ovvero un mezzo di comunicazione non ha bisogno necessariamente di avere un contenuto, perché già da solo è portatore di un significato sociale e culturale.

Perché conoscere la filosofia quando sono gli algoritmi che guidano la società odierna? 

 Perché imparare il latino quando è la programmazione il linguaggio dominante del mondo contemporaneo?

La risposta è semplice: perché la programmazione senza latino è routine, gli algoritmi senza filosofia sono macchine stupide con effetti inattesi e perciò pericolose.

Di Admin

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