L’ascesa di Fpo in Austria al governo, la crescita dei consensi per Afd in Germania, le affermazioni dei partiti di destra radicale in Norvegia, Belgio, Olanda, oltre al caso Italia con Giorgia Meloni e alla lunga rincorsa di Marine Le Pen in direzione Eliseo non dicono solo che l’Europa è cambiata. 

I partiti di destra stanno guadagnando velocemente terreno in tutta Europa, trasformando il panorama politico del continente. 

E’ un’onda tenace che torna a lambire con fragore coste e territori sgretolando impietosamente il paesaggio e il suo profilo, cosa ha portato in contesti nazionali diversi all’ascesa di Marine Le Pen in Francia, dell’ADF in Germania, alla vittoria di Giorgia Meloni qui da noi in Italia ?

Cerchiamo di essere onesti, evitiamo per un momento di parlare di Trump, e concentriamoci sui partiti di destra; è evidente che l’opposizione delle sinistre, stia compiendo degli errori in particolare nei toni, nelle modalità di comunicazione e utilizzando slogan e semplificazioni che non sempre aiutano a comprendere la complessità delle discussioni che stanno avvenendo in Europa. 

Di questi tempi, anche se si propongono idee e contenuti di destra con toni pacati, cercando di evitare slogan e articolando riflessioni e idee in modo diverso, il risultato purtroppo è in molti casi lo stesso e il tenore dei commenti e delle osservazioni di chi la pensa diversamente è nella stragrande maggioranza dei casi identico a quello che si otterrebbe utilizzando una comunicazione più spinta, meno articolata e più efficace verso un’ampia parte della popolazione con interazioni sui social network più penetranti.

Fateci caso per i commentatori, di sinistra le destre sono sempre “estreme”, anche se conservatrici e liberali, termine che di rado viene affibbiato ad una formazione di sinistra.

C’è chi l’ha definita “tecno-destra”, chi si sofferma sulla componente estremista, chi rilancia la caratteristica populista e illiberale. 

«Il populismo è la spolverata che si dà in superficie, ed è l’elemento che sui social funziona di più, perché rappresenta un modo morale di vedere la politica».

Raccontano che la nuova destra sta facendo proseliti un po’ ovunque e che, dall’America all’Europa, che si allea con i poteri forti….

L’Europa in realtà …. produce sempre meno, innova sempre meno, invecchia.

 La vitalità si sposta dal Vecchio Continente a popoli più energici. 

Cosa fare allora ?

Riconoscere il bagaglio identitario, calpestato  dalla follia “woke”, è il primo passo.

Occorre poi il coraggio di guardare avanti per trovare soluzioni nuove.

«In Germania e Austria, ad esempio il fatto di non aver saputo affrontare la crisi economica e sociale degli ultimi anni ha portato alla ricerca di risposte identitarie »

La destra si erge a paladina dei ceti medi, e vorrebbe far salire le pensioni al 70% dell’ultimo stipendio netto nel lungo termine, a conforto del timore diffuso, in Germania, che deriva dal duplice timore di ampie fasce di cittadini di vedere in pericolo non solo il loro benessere materiale, ma anche e soprattutto un patrimonio immateriale, di valori, simbolico, uno stile di vita che il processo di globalizzazione e il venir meno della sovranità. 

Dio, patria, famiglia”, una triade che rassicura, recinta, chiude il cerchio protettivo fugando le insicurezze di alcuni strati sociali, quelli sbattuti nella paura della globalizzazione come alberi fragili da un vento insidioso.

 A chiamare pazzo Trump sono le élite globaliste: per mascherare la loro agonia.

Di Admin

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