
Alla luce della posizione di Trump su Europa e Ucraina, il futuro cancelliere ha annunciato un piano storico per rafforzare la difesa e l’economia.
Così il nuovo cancelliere tedesco prevede di prendere in prestito altri 900 miliardi di euro!
Per l’esercito e le infrastrutture!
Ossia 900 miliardi di euro distribuiti su 80 milioni di persone, ovvero circa 11.200 a persona.
Il futuro cancelliere è pronto a fare qualunque cosa sia necessaria, per rispondere
«alle minacce alla nostra libertà e alla pace nel nostro continente».
E ci sarà anche un super fondo da 500 miliardi di euro in dieci anni per le infrastrutture.
La maionese è impazzita e l’Europa è allo sbando.
Tra crisi industriale, regole di bilancio e difesa europea, le sue decisioni influenzeranno il futuro tedesco ed europeo.
Adesso siamo in una fase molto pericolosa
Un ulteriore debito di tali somme, mentre l’economia tedesca sta crollando… è pura follia.
I tedeschi si mettono a spendere alla grande (all’incirca) perché consapevoli di dover letteralmente reinventare la loro manifattura e ricostituire il loro valore aggiunto, visto che l’automotive tra qualche anno sarà molto più piccola e non più in grado di dare un contributo rilevante allo sviluppo del paese.

L’annuncio, del maxi piano di spesa tedesco, concordato dal cancelliere in pectore, Friedrich Merz, coi socialdemocratici prossimi partner del suo governo ma anche coi Verdi, numericamente decisivi per raggiungere la maggioranza costituzionale, per essere votato entro i prossimi venti giorni dall’attuale Bundestag e modificare il freno al debito.
Merz ha annunciato così un piano di vasta portata per esentare di fatto la spesa per la difesa dai vincoli di spesa costituzionali del Paese.
E’ un piano concepito per stimolare la malata economia tedesca e anche per fare appello ai legislatori di sinistra che altrimenti potrebbero opporsi all’allentamento delle regole sul debito per consentire solo la spesa per la difesa.
Tuttavia, l’approvazione non è assicurata.
Merz ha bisogno di una maggioranza di due terzi in parlamento per esentare parzialmente la spesa per la difesa dai vincoli fiscali costituzionali e per approvare il fondo speciale per le infrastrutture.
La spesa per la difesa sopra 1 per cento del Pil esentata dal freno al debito, che oggi limita il deficit strutturale allo 0,35 per cento del Pil, derogabile nelle emergenze.
Poi, fondo costituzionalizzato da 500 miliardi in dieci anni per finanziare progetti infrastrutturali, in una sorta di do ut des per ottenere il via libera dai parlamentari di sensibilità progressista.
Altrettanto importante, i Laender potranno fare deficit fino allo 0,35 per cento del loro Pil.
Guai agli indebitati !!
