
| “Mio Figlio NO”, affissi regolarmente in città, sono stati ufficialmente censurati dal Comune di Roma con una diffida scritta che ne chiede la rimozione immediata. E come se non bastasse, attivisti e influencer Lgbtq hanno lanciato un’offensiva sui social, diffondendo bugie, invitando le persone a segnalare le affissioni come illecite presso le autorità con messaggi intimidatori e vere e proprie campagne di censura. Un attacco in piena regola alla libertà di espressione, un tentativo di silenziare chi la pensa diversamente. Con quale diritto si impedisce a dei genitori di esprimere preoccupazione per l’indottrinamento gender nelle scuole? Con quale autorità si calpesta la libertà di affissione, garantita dalla legge, solo perché il messaggio non piace a una certa lobby? Dietro questa censura c’è una mentalità totalitaria, un’ossessione ideologica che non tollera voci fuori dal coro. Ma noi non ci faremo intimidire. Continueremo a difendere i nostri figli e la libertà di educazione, contro ogni forma di censura e di oppressione. “Mio Figlio NO” non si arrende. Questo dichiarano gli attivisti pro vita |
| Ma qual è il “crimine”? Quello di dare voce a migliaia di famiglie, preoccupate per l’indottrinamento ideologico nelle scuole. Quello di denunciare con coraggio ciò che molti genitori vivono nel silenzio: progetti scolastici che promuovono l’identità fluida, “carriere alias” imposte senza consultare le famiglie, attivisti LGBT che parlano di “cambio di sesso” a bambini di 11 o 12 anni. Questa è la realtà. E noi la raccontiamo. il Comune di Roma ha pretestuosamente invocato norme che riguardano solo la pubblicità commerciale, ignorando la normativa vigente. Hanno persino omesso che il decreto attuativo della legge da loro citata… non esiste ancora! Ma non finisce qui: un Giudice di Pace di Roma ci ha già dato ragione recentemente, riconoscendo la legittimità delle nostre affissioni. Proseguono i volontari pro life ; La verità fa paura. E per questo vogliono farci tacere. Chi ci attacca, in realtà, ha paura di un messaggio semplice e forte: i figli sono dei genitori, non dello Stato. E allora cercano di zittirci, screditarci, isolarci. Ma noi non ci arrenderemo. Anzi: è proprio in momenti come questi che dobbiamo alzare la voce ancora di più. Ti dicevo che nessuno vuole mettersi contro tutta l’Amministrazione di Roma Capitale. Ma ci costringono a scegliere tra la morte del silenzio e la lotta per la vita. |
