De Ficchy G

Tra le degenerazioni più estreme della cancel culture rientra a pieno titolo l’opera di demonizzazione di Cristoforo Colombo. Un attacco iconoclasta, slegato dalla storia e assurto a precetto metafisico della sinistra woke. Un veleno da cui non è stata immune neanche la precedente amministrazione USA, con Biden che ha voluto trasformare il Columbus Day in una giornata dedicata agli indigeni: l’Indigenous Peoples’ Day.
.E poco importa se, nel lontano 1492, Colombo fu il protagonista di un’impresa titanica, che aprì le porte al Nuovo Mondo e cambiò per sempre la storia del pianeta.
No, l’unica cosa che conta è dipingerlo come un genocida, un simbolo del colonialismo e dell’oppressione. Un’operazione di revisionismo storico che non tiene conto del contesto dell’epoca, delle mentalità e delle consuetudini di un mondo radicalmente diverso dal nostro. Si preferisce, invece, giudicare con gli occhi di oggi, applicando categorie morali contemporanee a eventi che si sono verificati secoli fa. E così, Colombo diventa il capro espiatorio perfetto, su cui riversare tutte le colpe e le frustrazioni di un Occidente che si auto-flagella e rinnega le proprie radici.
Un’operazione ideologica pericolosa, che rischia di cancellare la complessità del passato e di alimentare un clima di odio e di divisione.

Ora, però, si torna alla normalità, ossia a riconoscere lo straordinario contributo del navigatore genovese alla storia mondiale, nonché la necessità di preservarne la memoria. “Cristoforo Colombo è tornato!”, scrive la Casa Bianca. “Sto facendo risorgere il Columbus Day dalle ceneri”, spiega infatti Donald Turmp.
.E via con le celebrazioni, le parate, le bandiere a stelle e strisce sventolanti accanto a quelle con la croce di San Giorgio. Un’operazione di recupero identitario, certo, ma anche una decisa presa di posizione contro le derive “woke” che, secondo Trump e i suoi sostenitori, mirano a cancellare la storia e a demonizzare figure chiave del passato.
Un passato che, con tutte le sue ombre e le sue luci, va onorato e non rinnegato.
Perché, diciamocelo chiaramente, senza Colombo, l’America non sarebbe l’America.
E senza l’America… be’, il mondo sarebbe un posto decisamente diverso.
“I Democratici hanno fatto tutto il possibile per distruggere Cristoforo Colombo – prosegue – la sua reputazione e tutti gli italiani che lo amano così tanto. Hanno abbattuto le sue statue e non hanno messo altro che ‘WOKE’, o peggio ancora, niente di niente!
Beh, sarete felici di sapere che Cristoforo farà un grande ritorno. Con la presente, ripristinerò il Columbus Day con le stesse regole, date e luoghi, come è stato per tutti i decenni precedenti!”.

E non finisce qui! Stiamo parlando di riportare la grandezza! Grandezza all’Italia, grandezza all’America e grandezza a Cristoforo Colombo!
I radicali di sinistra e i globalisti non capiscono la storia vera.
Vogliono insegnare ai nostri figli solo le cose brutte, le cose che dividono.
Ma noi, noi patrioti, sappiamo che Colombo è un simbolo di coraggio, di esplorazione, di scoperta! Ha aperto un nuovo mondo, ha portato la civiltà!
(Anche se, okay, forse non tutto è stato perfetto, ma chi lo è?)
E sapete cosa?
Farò di più che ripristinare il Columbus Day!
Stiamo pensando a grandi sfilate, statue ancora più grandi, forse anche un nuovo film hollywoodiano – uno che racconti la vera storia, non quella spazzatura ‘woke’ che ci propinano.
Magari chiameremo Mel Gibson.
Lui sa come fare un buon film epico!
E parlando di epico, faremo un Columbus Day così epico che i Democratici si pentiranno di aver anche solo pensato di toccare una statua! Sarà un giorno di orgoglio, di celebrazione, di unità – un giorno in cui tutti gli americani, italiani e non, si uniranno per onorare un grande uomo.
Ve lo prometto!
Sarà un Columbus Day che non dimenticherete mai!
Fidatevi.
E dire che, durante la sua visita a Washington, la stessa Giorgia Meloni aveva citato l’esploratore genovese per rimarcare la vicinanza tra i due popoli.

Tale legame, neanche a dirlo, è particolarmente sentito dagli italoamericani, che più volte sono scesi in piazza per difendere l’illustre antenato.
“Per molti di noi che non hanno mollato – ha dichiarato Vincenzo Arcobelli, rappresentante del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, nonché Presidente del Comitato Tricolore per Italiani nel Mondo – la Celebrazione, con tutte le complicazioni e ostali, è stata sempre presente”.
“Note le battaglie del Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo – prosegue Arcobelli – che assieme ad altre organizzazioni si sono schierate contro le rimozioni delle statue di Colombo a Chicago, con le iniziative a Los Angeles, in New Jersey, a New York ed in Texas, a Dallas, dove fino all’anno scorso si è celebrato il Columbus Day con una parata stile italo-texana!
Ringrazio i collaboratori e i partecipanti che in tutti questi anni hanno contribuito ad organizzare eventi per mantenere la celebrazione che rappresenta la festività della comunità Italoamericana”.

