
UNICART è anche questo…..
“Nel pomeriggio del giorno 8 del mese di maggio, alle ore 17 in punto, quasi per una “mistica” coincidenza, mentre nella nobile cornice della Conferenza Internazionale Unicart — manifestazione di altissimo profilo culturale e scientifico, presieduta con autorevolezza dal chiarissimo professor Francesco Favia e sapientemente coordinata dal dotto professor Pietro Iaquinta — si susseguivano interventi di rara profondità, un evento inatteso e solenne ha sospeso il fluire ordinato dei lavori: dal comignolo della Cappella Sistina, nel cuore della Città Eterna, si è levata la fumata bianca.
Quel segno, tanto atteso quanto improvviso, ha attraversato lo spazio e il tempo, penetrando come un’eco sacra nell’aula laica del convegno, portando con sé l’annuncio che da secoli scuote le fondamenta dell’umanità credente: Habemus Papam. Con esso, il mondo ha appreso della morte di Papa Francesco e dell’elezione del suo successore: un passaggio epocale, gravido di significati teologici, storici e simbolici.
In un istante, la dotta assemblea è passata dal dibattito accademico alla contemplazione interiore, come sospinta da una forza più grande, invisibile ma palpabile. Il silenzio, carico di reverenza, si è fatto preghiera muta; le menti, abituate all’argomentazione razionale, si sono inchinate dinanzi al mistero; e i cuori, mossi da una trepidazione profonda, hanno accolto quel momento come un segno alto e indelebile del tempo.
La presenza del Console Onorario della Moldova, Roberto Galanti e di altre illustri autorità — accademiche, politiche e religiose — ha conferito ulteriore solennità al momento, che si è trasformato, quasi per alchimia spirituale, da evento collaterale in esperienza fondante, capace di unire in un unico respiro mondi apparentemente distanti: quello del sapere e quello della fede, quello della terra e quello dell’eterno.
Mentre le immagini da Roma scorrevano, e lo sguardo del mondo si posava sulla Loggia delle Benedizioni, la platea attendeva con animo vigile e palpitante l’apparizione del cardinale protodiacono. E fu così che, dopo circa quaranta minuti di attesa, il reverendissimo cardinale Dominique Mamberti si affacciò per pronunciare la formula latina che da secoli accompagna l’inizio di ogni nuovo pontificato: nuntio vobis gaudium magnum: Habemus Papam. Il nome che seguì — Leone XIV — risuonò come un’epiclesi sul mondo, evocando la forza dei leoni del Vangelo e l’audacia di un rinnovato spirito apostolico.
Un fremito percorse la sala. L’assemblea si raccolse ancora una volta, unita da un sentimento profondo di fratellanza universale, per ascoltare le prime parole del nuovo Pontefice, che, con voce ferma e paterna, si rivolse all’umanità intera. Il messaggio inaugurale, intriso di misericordia, giustizia e speranza, fu seguito dalla soave intonazione dell’Ave Maria e, infine, dalla solenne Benedizione Urbi et Orbi, che parve avvolgere non solo Roma, ma anche ogni cuore disposto ad accoglierla.
La serata si concluse in un’atmosfera che sfuggiva alle logiche del consueto: tra abbracci sinceri, sguardi colmi di riconoscenza e parole intrise di commozione, si percepiva l’onore di essere stati partecipi, anche se da lontano, di un frammento di eternità. I lavori della conferenza, sospesi ma non interrotti, avevano ricevuto un suggello imprevisto: quello di una storia che irrompe e si scrive, non nei soli atti ufficiali, ma nei cuori, nei pensieri, e nelle coscienze.
Così, la sera dell’8 maggio, nella cornice di Unicart, si è fusa la grandezza della cultura con la maestà del sacro, e ciò che era previsto è stato trasfigurato in ciò che è indimenticabile.”
Dal Prof. Elia Fiorenza dell’Università della Calabria il pensiero condiviso con l’intera squadra UNICART.

