
4 milioni di € in contanti: è quanto avrebbe prelevato, tempo fa, l’ambasciata russa a Roma, secondo quanto riportato dal quotidiano “la Repubblica”
Difficile non pensare a valigette piene di contanti destinate ad ungere gli ingranaggi della propaganda: influencer, opinionisti, giornalisti e manipolatori a gettone.
Secondo le indagini, i diplomatici russi avrebbero effettuato decine di prelievi da due conti correnti nella Capitale, anche da 100.000 euro per volta.
L’ambasciata russa di Roma ha prelevato 4 milioni di euro in contanti tempo fa.
Probabilmente, nel tipico stile mafioso russo, da destinare in mazzette alla marea di influencer, giornalisti, manipolatori e corrotti vari.
.E che vuoi farci?
Mica possiamo meravigliarci.
Questi sono i metodi che usano da sempre. Prima coi comunisti nostrani, adesso coi sovranisti e i negazionisti.
Tanto, i soldi, a loro, non mancano mai.
Vengono dal gas, dal petrolio, dalle ruberie di Stato.
E poi, Roma è piena di gente pronta a vendersi per un piatto di lenticchie, figuriamoci per qualche migliaio di euro in contanti.
Un giornalista che sparge la loro propaganda, un opinionista che minimizza le loro nefandezze, un politico che fa spallucce di fronte alle violazioni dei diritti umani… tutto fa brodo per Putin e la sua cricca.
Tipo quegli animali che da tre anni ci stanno ripetendo che “Putin ha vinto”, e che “se volesse potrebbe subito radere al suolo la capitale ucraina”.
Ecco, quelli lì. Gli stessi che nel 2015 dicevano che la Grecia sarebbe uscita dall’euro in sei mesi, e che Tsipras era un burattino. Quelli che nel 2016 avevano già il cartello “Welcome Back to the Empire” pronto, convinti che la Brexit avrebbe riportato la Gran Bretagna ai fasti di un tempo.
Quelli che nel 2017 scommettevano un rene che Trump sarebbe stato rieletto con una valanga di voti. Quelli che nel 2018 spiegavano che il debito pubblico italiano era un’invenzione dei poteri forti.
Quelli che nel 2019 avevano già comprato il bunker anti-5G.
Quelli che nel 2020 dicevano che il Covid era una banale influenza e che Bill Gates ci voleva microchippare.
Quelli che nel 2021 erano sicuri che l’Afghanistan sarebbe diventato la Svizzera dell’Asia Centrale grazie ai talebani.
E adesso, nel 2024, ci frantumano i timpani con ‘sta storia di Putin invincibile.
Ma dico io, ma un po’ di autocritica, mai?
Un briciolo di onestà intellettuale? Un minimo sindacale di vergogna?
No, eh?
Evidentemente no. Continueranno a sparare le loro fregnacce finché qualcuno non gli stacca la spina, o finché non si stancano da soli.
E purtroppo, temo che non succederà mai.
Quanta più gente si lascia abbindolare, tanto più il regime si sente forte, legittimato.
E non importa se lo fanno per soldi, per ideologia distorta o per semplice codardia.
Il risultato è sempre lo stesso: un regalo a chi vuole destabilizzare l’Europa, a chi sogna un ritorno a un passato che credevamo sepolto per sempre.
E mentre noi ci perdiamo in chiacchiere, in distinguo inutili, loro avanzano.
Silenziosamente, inesorabilmente, corrompendo le nostre istituzioni, avvelenando il dibattito pubblico, seminando zizzania.
Bisogna smetterla di fare gli struzzi.
Bisogna chiamare le cose con il loro nome. E soprattutto, bisogna isolare chi, consapevolmente o meno, fa il gioco del nemico.
E i nostri servizi segreti?
Dormono?
O magari qualcuno ha già preso la sua parte di quei 4 milioni?
E la magistratura dorme o è collusa
Boh, qui in Italia, non ci si può fidare di nessuno.
L’unica certezza è che la verità, come al solito, è sepolta sotto una montagna di bugie e di soldi sporchi.
E chi ci rimette, come sempre, siamo noi.
