Nel corso dell’appuntamento feriale mattutino “Santi e caffè”, in diretta sul canale YouTube ( bit.ly/30Ou8YP ) e sulla pagina Facebook “Radio Domina Nostra”, l’ex parroco siciliano, già scomunicato “latae sententiae” per eresia e scisma.

SEMBRA CHE IL SANTONE DI CARINI ABBIA INIZIATO A PERDERE IL CONTROLLO SUL SUO PICCOLO RESTO E ALLORA OGGI È TORNATO A COMANDARE SEVERAMENTE.

Si può comprendere quanta sofferenza possa portare nelle famiglie la piaga del fanatismo pseudoreligioso, praticato da gruppi che ingaggiano seguaci, spesso riducendoli in stato di soggezione.

.È una sofferenza che si insinua subdolamente, minando i legami affettivi e distruggendo la serenità domestica.

Padri, madri, figli, fratelli, vengono risucchiati in un vortice di indottrinamento che li allontana progressivamente dalla realtà, sostituendo l’amore e la comprensione con un’obbedienza cieca e una fede distorta.

Le famiglie si ritrovano così impotenti di fronte a un nemico invisibile, che si nutre della fragilità umana e della disperata ricerca di un senso nella vita.

La manipolazione psicologica esercitata da questi gruppi è talmente raffinata da rendere difficile anche per le persone più equilibrate rendersi conto del pericolo, fino a quando non è troppo tardi e i propri cari sono ormai irrimediabilmente compromessi.

A volte si arriva al plagio e alla manipolazione del santone che si proclama profeta di una verità solo a lui rivelata.

Minutella sostiene sulla base di presunte locuzioni interiori di essere chiamato a smascherare le “finte” chiese attraverso una critica ossessiva contro di loro.

Naturalmente, il complottismo, oggi onnipresente, amalgama le idiozie più improbabili, offrendo una visione del mondo pseudo-verosimile a persone fragili in cerca di comunità rassicuranti e soluzioni facili.

Gli effetti sono noti: straniamento dalla realtà, allontanamento dagli affetti più cari, forme di religiosità ossessive.

Chi lascia la Setta è considerato/a cretino/a, idiota, stolto/a.

Anche dopo anni, chi se ne va viene denigrato/a, offeso/a e insultato/a, diventando improvvisamente il peggior nemico del Guru.

Chi esce NON deve dirlo pubblicamente, come in una setta.

In preda all’ira, gli ordina furiosamente di inginocchiarsi e umiliarsi.

Con la bava alla bocca, posseduto dallo spirito d’ira gli ordina di andare a mettersi in ginocchio e di essere umile.

 E chiedi perdono per la tua insubordinazione.

Pensa che stavo quasi per farti fuori con le mie stesse mani.

Devi ringraziare tutti i santi che mi trattengo, brutto imbecille.

Adesso, inginocchiati e mostra un po’ di rispetto, prima che perda definitivamente la pazienza!”

La sua voce tuona nell’aria, carica di una rabbia incontrollabile, mentre aspetta che l’altro obbedisca, pronto a riversare su di lui tutta la sua frustrazione.

Lui che l’umiltà non la conosce, pieno di superbia e orgoglio.

Però si deve sempre avere l’umiltà di dare ragione al Guru perché bisogna essere SOTTOMESSI a lui e non osare MAI contraddirlo.

Anche se il suo ego è più grande del Vesuvio, e pensa di essere il re del mondo.

Ricorda, l’umiltà è la chiave, anche quando ti sembra di avere ragione.

Il Guru ha sempre ragione, anche quando ha torto.

La sua parola è legge, il suo volere è il tuo dovere.

Non mettere mai in dubbio la sua saggezza, anche se ti sembra insensata.

Sii un servo fedele, un discepolo devoto, e la sua luce illuminerà il tuo cammino.

Ricorda, l’orgoglio è un peccato, la sottomissione è una virtù.

Sii umile, sii obbediente, e sarai ricompensato

Ed è così che vivono le suorine, nel terrore, sottomesse, mute e NON devono MAI osare contraddirlo.

Sono terrorizzate e costrette a fare quello che il Guru gli ordina.

Non hanno nessuna libertà di pensiero e di parola.

In questo video pubblico si evince la sua aggressività e la sua cattiveria, provate ad immaginare cosa può fare in privato, provate ad immaginare quanto le possa maltrattare psicologicamente e manipolarle a suo piacimento.

Non ci vuole molta immaginazione.

Spesso, la spiritualità può trasformarsi in uno strumento di controllo.

Un esempio è la figura di un prete scomunicato (che sfrutta tale scomunica come “martirio”).

Tra le leve psicologiche di tale controllo, si riscontra:

La demonizzazione del dissenso: chi si allontana viene pubblicamente denigrato (“sedotto”, “traditore”, “ingannato”).

Questo meccanismo rafforza il controllo sul gruppo, scoraggiando la fuoriuscita.

La persona che esce viene disumanizzata, dissuadendo chi resta dal mettere in discussione alcunché.

Di Admin

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