De Ficchy Giovanni

Il discorso di Simone Leoni al congresso dei giovani di Forza Italia, al di là di frasi fatte e slogan, è apparso artificioso e suggerito, come un avvertimento indiretto.
Quel colpo basso al generale Roberto Vannacci ha la freschezza morale di un merluzzo scongelato dopo anni in un freezer dimenticato.
Quel grido di “vergogna!”
verso un alleato, con un’assertività degna di Elly Schlein, è risultato più falso di una moneta contraffatta.
In politica, dove l’apparenza inganna, è stato spiacevole assistere a un ventriloquo che, manipolando la sua marionetta, ha tradito a freddo un alleato.
Non è stato bello ascoltare un pargoletto dare del codardo a un soldato il quale, si possano o meno condividere le idee che propone, ha passato la vita sui teatri di guerra di mezzo mondo.
E si è fatto onore.
Non è stato elegante insinuare il sospetto che quel tal generale avesse fatto quello che ha fatto, avesse scritto le cose che ha scritto, solo per l’avidità di racimolare qualche soldo fuori sacco.
Non è stato onesto riassumere un pensiero legittimo sparando quattro battute a effetto, del tipo: “Persone che invece che essere generali a capo di un armata del bene verso il prossimo, scelgono di essere generali della codardia e della discordia per mero calcolo politico.
Persone che dovrebbero vergognarsi perché pur di avere un voto o vendere un libro dicono che i bambini disabili vanno separati dagli altri, che chi ha la pelle nera non è italiano, che chi è gay non è normale”.
Affermazioni schifosamente vergognose.
Per poi concludere che per colpa di queste affermazioni, ci sono persone che stanno male, che soffrono, e coetanei che arrivano a togliersi la vita.
Era palese che quel testo osceno non fosse opera del giovane, ma di Antonio Tajani, se non di Marina e Piersilvio da Arcore.
Se il leader della nuova Forza Italia, avendo superato Berlusconi e il suo pensiero, vuole rompere con la Lega e il centrodestra, lo dichiari apertamente, senza mandare avanti i suoi gregari.
Tajani vuole rompere con Salvini e far cadere il governo Meloni?
L’indiscrezione serpeggia nei corridoi di Montecitorio, alimentata da malumori crescenti all’interno di Forza Italia.
I rapporti tra Tajani e Salvini sarebbero ai minimi storici, con il Ministro degli Esteri irritato dalla deriva sovranista della Lega e dalle continue “fughe in avanti” del suo leader.
Fonti vicine a Forza Italia parlano di un Tajani “stanco di fare da stampella” a un governo che considera troppo sbilanciato a destra.
Ma è davvero pronto a far cadere Meloni?
L’operazione sarebbe ad alto rischio e comporterebbe scenari imprevedibili.
Al momento, si tratterebbe più di un avvertimento che di un piano concreto, un modo per far sentire la voce di Forza Italia e rinegoziare gli equilibri all’interno della maggioranza.
Ma la tensione è palpabile e la situazione potrebbe precipitare da un momento all’altro.
Se ne ha il coraggio, vada con il PD, partito a lui più affine.
Quella che è andata in scena lo scorso sabato al Palazzo dei Congressi dell’Eur è stata una brutta scivolata, anzi un infamita’.
Riguardo il mocciosetto, be’, porti più rispetto, non si monti la testolina, non si atteggi anche se si veste da fighetto e, soprattutto, eviti di farsi mettere in quella testa vuota le fesserie che poi ripete come un pappagallo.
