Giovanni De Ficchy

L’attentato nella chiesa di Mar Elias a Damasco, ha ucciso almeno 20 fedeli.
Alla funzione partecipavano oltre 300 persone: è stato il primo attacco di questo tipo in Siria da anni e sembra diretto ai tentativi del governo islamista di includere le minoranze
Un attentatore suicida ha aperto il fuoco e poi ha fatto esplodere il giubbotto esplosivo che indossava all’interno di una chiesa greco-ortodossa, domenica in Siria, uccidendo almeno venti persone e ferendone una sessantina.
Il patriarca greco-ortodosso di Antiochia, John X Yazigi, ha rotto gli argini: ha dichiarato pubblicamente che il nuovo governo siriano è complice, se non responsabile diretto, per non aver garantito nemmeno il minimo della sicurezza a una comunità ormai decimata.
Una denuncia che dovrebbe far rumore. Ma nessuno ne parla.
Perché oggi, chi uccide i cristiani in Siria non è il solito “tiranno”…
Ora, nel 2025, a 14 anni dall’inizio del caos, la Siria è caduta definitivamente nelle mani di un altro tipo di tiranno. Il nuovo presidente siriano si chiama Ahmed al-Sharaa, meglio noto con il nome di battaglia Abu Mohammad al-Joulani.
È un ex comandante di Hay’at Tahrir al-Sham (HTS), gruppo nato da una costola di Al-Qaeda in Siria.
Un uomo che fino a un anno fa era sulla lista nera del Dipartimento di Stato americano come terrorista internazionale, con una taglia di 10 milioni di dollari sulla testa.
Al-Sharaa non è un volto nuovo per chi segue la guerra siriana.
Era il volto mediatico di Jabhat al-Nusra, braccio siriano di Al-Qaeda, che si è poi “riciclato” in HTS.
Un gruppo che ha massacrato alawiti, cristiani, sciiti e curdi, usando metodi da guerra santa: decapitazioni, pulizia etnica, imposizione della legge islamica.

La comunità cristiana siriana è passata da oltre 2 milioni di fedeli nel 2010 a meno di 400.000 oggi.
I villaggi cristiani sono stati svuotati, saccheggiati, bombardati.
I simboli religiosi distrutti.
Le chiese incendiate.
E ora, dopo l’attentato di Damasco, è chiaro che non c’è nessuna intenzione di proteggerli.
Nessuna.
Nessun leader europeo ha detto una parola.
La nuova Siria jihadista non ha spazio per chi non si piega alla legge religiosa.
I cristiani vengono intimiditi, discriminati, costretti a fuggire.
I loro leader sono lasciati soli.
La loro sofferenza viene ignorata dai media occidentali, troppo impegnati a difendere le “nuove democrazie” nate a suon di bombe.
