Giovanni De Ficchy

Venerdì scorso il Consiglio dei Ministri ha approvato una misura attesa da tempo, ossia la riduzione dell’IVA sull’acquisto delle opere d’arte. L’aliquota passa dal precedente 22% all’attuale 5%. Tale percentuale ridotta viene applicata però ai soggetti diversi dall’autore, e ai suoi eventuali eredi o legatari. Si tratta del dato più basso di tutta l’Unione Europea. In Francia e Germania, ad esempio, dal I gennaio l’aliquota è stata ridotta rispettivamente al 5,5% e al 7%. La tassazione italiana diventa ora competitiva anche nei confronti di Paesi extra UE come Regno Unito (5%) e Svizzera (7,7%).
In una conferenza stampa tenutasi nella sede del Ministero della Cultura, al Collegio Romano, Alessandro Giuli l’ha definita “una misura attesa da tempo dagli operatori del settore che oggi è finalmente realtà”.
“Con questa decisione – ha spiegato il Ministro – il Governo pone fine a un’anomalia che ci rendeva meno attrattivi rispetto ad altri paesi europei, dove già esistono regimi fiscali agevolati. Da oggi possiamo tornare a competere ad armi pari, offrendo nuove opportunità a galleristi, antiquari, artisti, restauratori, trasportatori e studiosi. È un provvedimento che valorizza l’intero ecosistema dell’arte, uno dei presìdi più vitali della nostra identità culturale”.
Secondo un rapporto Nomisma, la misura potrebbe generare un aumento del fatturato di 1,5 miliardi di euro in tre anni, con un impatto economico complessivo di 4,2 miliardi.
Federico Mollicone, Presidente della Commissione Cultura della Camera, ha espresso soddisfazione per la riduzione dell’IVA sulle opere d’arte. Mollicone, del resto, era presente alla sopramenzionata conferenza stampa.
Insieme a lui e al Ministro Giuli erano intervenuti anche Roberto Marti, Presidente della medesima Commissione ma al Senato, e Alessandro Amorese, Capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Cultura alla Camera.
“L’IVA al 5% sulle opere d’arte – ha spiegato Mollicone – è il segno tangibile dell’inizio di un nuovo percorso nel settore che questo Governo intende realizzare. Eliminare l’ingiusta mortificazione che viene riservata al collezionismo non significa solo restituire dignità a tante professionalità che il mondo ci invidia, restituendo loro anche il Paese Museo che ereditiamo e temporaneamente disponiamo per destinarlo alle future generazioni”.
“Realizzeremo – conclude – l’anagrafe e la notifica digitale, grazie all’approvazione della legge ‘Italia in scena’, per rendere circolanti e sicure le opere al pari degli altri grandi player culturali mondiali è la sfida che sentiamo nostra perché sappiamo che il collezionismo può essere un grandissimo alleato della valorizzazione e della fruizione del nostro immenso patrimonio artistico”.
Un plauso arriva anche da Massimo Lucidi, Presidente della Fondazion E-novation. Questi ha ringraziato il “Presidente Meloni per averci messo la faccia e [per essersi mossa] per il Bene Comune, come non accadeva da tempo”.

“In questo momento – ha spiegato – se apprezziamo con il Ministro Giuli la rimozione delle catene alle gallerie d’arte in particolare, il mio pensiero va al futuro, a tutti i luoghi comuni da abbattere che hanno generato gravi danni all’economia nazionale come ad esempio la nautica da diporto e pure al recente passato. Al Ministro Gennaro Sangiuliano che aveva denunciato con forza e continuità il sistema di soggezione culturale che questo Paese nutre verso un collaudato e chiuso sistema di produzioni cinematografiche che erogano tax credit guardando forse con scarsa sufficienza le carte e ancor meno le persone”.
“Aveva ragione Sangiuliano – conclude Lucidi – pensando alla misteriosa vicenda della povera donna uccisa dal finto regista americano. Questo spregevole individuo ha avuto accesso e finanziamento al Mibac quando oggi chi produce realmente film e audiovisivi di valore fa ancora fatica a vedere riconosciuti i propri diritti.
C’è molto da fare ancora.
E le associazioni/fondazione/enti morali come il nostro possono e debbono fare di più al fianco delle istituzioni, segnalando il Merito e indicando nel contempo operatori e operazioni di scarso valore”
