Giovanni De Ficchy

Il luogo comune fu sintetizzato da uno spot pubblicitario dell’Amaro Ramazzotti, uno dei più celebri amari prodotti in Lombardia, il cui finale diceva: “Milano, la città dell’Amaro Ramazzotti, l’amaro di chi vive e lavora […], che è nato qui e che ancora oggi porta dovunque questa Milano da vivere, da sognare, da godere. Questa Milano… da bere.”

È usata spesso in modo scherzoso per indicare un’idea di vivacità e modernità che in quel periodo si associava alla città ma anche la sua superficialità, individualismo e spesso…. disonestà

E’ la città degli affari, dei manager moderni, dei rampanti arrivisti, delle figure carismatiche che si destreggiavano tra corruzione e progresso padroneggiandone la vita sociale, di Berlusconi e degli aspiranti Berlusconi, dei Craxi e oggi di Sala.

La Milano dei grattacieli, il modello del sindaco Sala, che ha scoperto dai giornali di essere indagato dalla Procura milanese nell’ambito dell’ultimo filone che ieri ha portato i pubblici ministeri a chiedere l’arresto per sei persone. Tra queste figurano alcuni dei nomi più influenti dell’urbanistica milanese: l’assessore milanese alla Rigenerazione urbana Giancarlo Tancredi, l’ex presidente della Commissione Paesaggio Giuseppe Marinoni e il magnate dell’immobiliare Manfredi Catella, fondatore e amministratore delegato del gruppo Coima, società che sta ridisegnando la mappa della città. 

Un solo cantiere ancora da iniziare nella zona che ha cambiato per sempre il cielo di Milano, è il quartiere dei grattacieli, delle banche, dei costruttori, dei calciatori e delle influencer. 

 Così consistenti finanziamenti pubblici che hanno drogato il mercato immobiliare milanese e spinto i prezzi delle case ad un livello insostenibile per tutti i cittadini ad eccezione appunto di un pugno di immobiliaristi, finanzieri d’assalto e architetti compiacenti. 

Afferma oggi la magistratura che “si è svilito l’interesse pubblico” e ne ha giovato soltanto quello privato.

Milano è stata scempiata da tanti grattacieli privati mentre la città pubblica declinava.

Sono stati così venduti immobili pubblici come il Pirellino, le piscine comunali e chiusi i servizi.

Il solo modo per uscire dal baratro è riscrivere regole etiche.

Soltanto in questo modo potremo ricostruire la città pubblica, dare case alle fasce sociali deboli e costruire servizi per città inclusive.

Il modello milanese è fallito miseramente, lasciando tantissima gente che ha acquistato una casa, acceso magari anche un mutuo, senza niente.

Di Admin

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