Giovanni De Ficchy
Criminologo Investigativo


Ma non solo Ostia: anche Anzio e Nettuno (“città gemelle” in tutto: comuni sciolti per mafia il 22 novembre scorso) sono in mano ad organizzazione criminali.
Lo ha dichiarato, proprio a novembre, Ilaria Cucchi, senatrice dell’Alleanza Verdi e Sinistra, vice-presidente della Commissione Giustizia del Senato, in un’interpellanza al ministro degli Interni Matteo Piantedosi, che – quando era Prefetto di Roma – aveva istituito due commissioni proprio su Anzio e Nettuno, dopo l’inchiesta “Trifone” che, nel febbraio 2022, ha portato all’arresto di 65 persone (39 in carcere e 26 agli arresti domiciliari), per traffico di rifiuti e carichi di droga provenienti dal Sudamerica.

Il fenomeno mafioso a Ostia si è sviluppato a partire dagli anni ’70 del Novecento. Il litorale romano è una delle aree a più elevata densità criminale, per via della presenza di esponenti affiliati a tutte le mafie storiche, affiancate negli anni da organizzazioni autoctone che nel tempo hanno assunto forme di controllo sia sul territorio sia sui principali settori economici
Ad esempio ad aprile 2020 con l’operazione Apogeo furono confiscati 18 milioni di euro di beni agli Spada.
Il 13 gennaio 2021 la Prima Corte d’appello di Roma, stabilì, in linea con quanto deciso in primo grado, che il Clan Spada è un’associazione per delinquere di stampo mafioso. Sono state emesse condanne per oltre 150 anni e confermato l’ergastolo per Roberto Spada .
Il 13 gennaio 2022 la Corte di Cassazione ha stabilito in via definitiva che il Clan Spada è un’associazione a delinquere di stampo mafioso. Secondo Giulio Vasaturo, legale di Libera, «questa pronuncia consegna alla storia una verità processuale ora intangibile che vale a smentire quanti hanno sin qui minimizzato la presenza e la pervasività delle mafie nella città di Roma»
Succede, succede sempre più spesso.
Il litorale romano e, in particolare Ostia, si conferma una zona nevralgica della criminalità in Italia, dedita soprattutto al traffico degli stupefacenti, ma non solo.
Con un incrocio tra malavita locale e criminalità organizzata che qui sembrano andare a braccetto, per il traffico di droga e per la gestione di negozi.
In modo che molti calabresi, titolari di esercizi commerciali ad Ostia e Anzio, non abbiano problemi sul territorio.
La ‘ndrangheta, certo.
Ma pure la mafia albanese sta guadagnando terreno, soprattutto a Roma, con l’obiettivo di contare di più nello “scacchiere criminale” della Capitale.
Ma le mafie, già da tempo, operano, si alleano e prosperano non soltanto a Roma, ma soprattutto fuori dal Grande Raccordo Anulare.
Lo ha spiegato con dovizia di dettagli il VI e il VII Rapporto “Mafie nel Lazio”, reso noto lo scorso 21 ottobre dall’Osservatorio per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio, con la ‘ndrangheta segnalata in grande ascesa in tutta la regione
Un’alleanza tra la cosca Bellocco di Rosarno e il clan Spada è emerso, ad esempio, dall’inchiesta del Ros dei Carabinieri, coordinata dalla Procura di Reggio Calabria, che a dicembre ha portato all’arresto di 76 persone.
Ma non solo Ostia: anche Anzio e Nettuno (“città gemelle” in tutto: comuni sciolti per mafia il 22 novembre scorso) sono in mano ad organizzazione criminali.
Nel mio libro Roma Criminale ,che ripercorre l’evoluzione di un decennio di criminalità organizzata: al fianco della malavita locale, ora, però, ci sono anche i clan della ‘ndrangheta e della Camorra.
Il mio libro ,racconta la vera storia dell’ascesa della criminalità nel territorio di Ostia, sullo sfondo dei suggestivi panorami del litorale romano: un po’ metropoli un po’ villaggio cresciuto a dismisura, tra spiagge contese, locali notturni, racket di case popolari e immigrazione clandestina.
“Ostia è la più grande realtà territoriale sciolta per mafia nel nostro Paese”, dichiarava Alfonso Sabella, magistrato della procura di Roma.
E, in dieci anni della nostra storia, la situazione a Ostia e dintorni è decisamente peggiorata, con regolamenti di conti sempre più frequenti e visibili, rendendo quasi invivibile la vita di chi ci abita.
Soluzioni, nell’immediato, purtroppo non se ne vedono.
E quando ad Ostia accade qualcosa, fa sempre rumore, fa sempre notizia.
Anche se, forse, per il grande pubblico, Ostia – oltre al mare – è ricordata soprattutto per la famosa testata di Roberto Spada al giornalista Daniele Piervincenzi. Era il 7 novembre 2017.
(Per la cronaca, Roberto Spada è tornato in libertà ad inizio ottobre 2022, dopo aver scontato la condanna).

