De Ficchy Giovanni

In un’epoca in cui la politica si tinge sempre più di sfumature surreali, non possiamo fare a meno di notare l’ultima perla che proviene dall’universo del centrosinistra marchigiano.

Sì, stiamo parlando di Matteo Ricci, il candidato che ha deciso di regalare un nuovo significato a un comune treno diretto a Pesaro.

Chiamandolo “Treno per Gaza”, ha sollevato un’ondata di risate e incredulità tra elettori e commentatori, perché, come tutti sappiamo, il treno per Gaza transita… beh, non attraverso le Marche!

Immaginatevi la scena.

Gli impiegati delle ferrovie, con il loro impeccabile cappotto blu, mentre annunciano: “Attenzione, cari passeggeri, alle fermate di Ancona e Macerata potete scendere per una visita a Gaza!

Non dimenticate di comporre il numero verde per informazioni turistiche!”

La verità è che chiunque provi a salire su un treno per Gaza dalle Marche potrebbe trovarsi in una di quelle situazioni da film comici, dove il protagonista finisce in una destinazione completamente sbagliata.

Ma andiamo oltre. In questo scenario surreale, arriva la notizia che SWG ha bollato come fake news un sondaggio circolante nel Pd riguardo alla teoria che “se si riuscissero a far votare molti elettori, allora si vincerebbero le elezioni”.

È difficile non ridere di questa affermazione.

Cioè, davvero pensano che basta far votare la gente per vincere?

È come dire che se si invitano gli amici a cena, allora si otterrà un ristorante a cinque stelle.

Chi non vorrebbe mangiare in un luogo del genere?

Ecco quindi che ci troviamo davanti a un candido dibattito politico che oscillerebbe tra il patetico e il comico, se non fosse per il fatto che si parla di elezioni, di futuro e di speranze.

Dall’altro lato, l’idea che si possa semplicemente attivare un “batta le mani” per ottenere un voto – magari comprando anche qualche sorriso gratuito – pare un po’ infantile, eppure è ciò che si percepisce quando ci si immerge nel mondo delle promesse.

In un contesto come quello delle Marche, dove la cultura della tradizione si mescola a quella dell’innovazione, la domanda sorge spontanea: dove sono finiti i politici che si prendono sul serio?

Quelli capaci di dialogare con i cittadini, piuttosto che usare slogan paradossali?

Come possono pensare di vincere le elezioni ribattezzando mezzi pubblici o diffondendo dati gonfiati da sondaggi fasulli?

E così, Matteo Ricci sale sul suo “Treno per Gaza” (che in effetti, sembra più un ritrovo di ironia che di politica sana) e ci regala uno spettacolo che meriterebbe di essere rappresentato a teatro, ma senza alcun dubbio a spese del malcapitato contribuente marchigiano.

Le immagini i treni stracolmi di passeggeri, pronti a partire verso scenari esotici, dovrebbero far riflettere chiunque.

Alla fine, che la politica marchigiana sia diventata una sorta di grande palcoscenico dove si recitano commedie surreali è un dato di fatto.

I cittadini forse non chiedono tanto: solo un viaggio serio, sicuro e diretto, con fermate reali e non distopie pubblicitarie.

Ma per ora, accontentiamoci di guardare il teatrino di una campagna che non smette mai di stupirci.

Quindi, cari marchigiani, la prossima volta che salirete su un treno, assicuratevi di controllare la destinazione.

Che sia Pesaro o Gaza, le sorprese sono sempre dietro l’angolo.

E chissà, magari riusciremo a convertire ogni viaggio in un’avventura indimenticabile, alla ricerca di un voto, di una speranza e di un sorriso… sperando che il prossimo annuncio non sia: “Attenzione, cari passeggeri, questo treno prosegue per il Paese delle Meraviglie!”

Di Admin

Scopri di più da Giornalesera.com

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere