Ah, gli asili gratis!

Finalmente un’idea che promette di risolvere i problemi dell’umanità con la stessa facilità con cui si aprono le patatine.

Non importa che tu sia un miliardario o un pensionato in difficoltà; l’asilo è per tutti, come l’amore incondizionato di una madre, o come un vizio di forma in un contratto di mutuo.

Perché mai dovremmo limitare questa possibilità solo a chi ne ha veramente bisogno?

La chiave è nel “gratis per tutti”, perché giustamente, chi non ha un reddito elevato potrebbe anche non aver voglia di educare i propri figli.

Che meravigliosa egalità sociale!

Ma procediamo oltre. Trasporti pubblici gratis?

Ma certo!

Perché non regalare anche auto di lusso a chiunque ne faccia richiesta?

La logica è la stessa: se idraulico e CEO possono affrontare lo stesso bus, perché non farlo con la Lamborghini?

Dopotutto, l’importante è che i VIP non si sentano troppo oppressi dalla folla, giusto?

E mentre ci siamo, perché non trasformare i negozi comunali in boudoir di lusso, dove chiunque può acquistare champagne e caviale a prezzi da discount? Un’idea sublime!

L’efficienza del settore pubblico è nota in tutto il mondo, proprio come i fantastici treni italiani che arrivano in orario.

Le categorie più vulnerabili, come studenti e anziani, già godono di sconti sui trasporti.

Ma perché limitarsi a loro?

Chi non sogna di vedere un anziano con un latte macchiato gratuito sul tram affollato?

Facciamo pagare gli altri!

Forse possiamo introdurre un sistema di biglietti a scalare: chi guadagna di più paga di più.

Geniale, vero?

O, in alternativa, possiamo semplicemente abolire i prezzi e gettare alle ortiche qualsiasi nozione di economia!

Veniamo ora alla proposta di negozi pubblici a prezzi bloccati.

Cosa c’è di meglio che una mia bottega dove posso comprare zucchero a 50 centesimi, mentre il resto del mondo lo vende a un euro?

Magari creiamo un sistema di inefficienza monumentale, così tutti possono godere della gioia di vivere un sogno comunista.

Immaginate la burocrazia: assegni, ricevute, documenti… sarà come avere un hobby permanente!

E non dimentichiamo le splendide storie di successo come i “food stamps” americani!

Sapete, quei buoni pasto che sono al centro di discussioni accese su povertà e assistenzialismo?

Hanno una sorta di magia dietro di loro: ti permettono di mangiare senza realmente affrontare il problema della tua mancanza di fondi.

In Italia abbiamo già il REI (Reddito di Inclusione), ma chi ha voglia di migliorare qualcosa che funziona? Meglio complicare la vita a tutti creando un sistema di scaricabarile burocratico che ci faccia sentire utili.

Perché mai dovremmo renderci conto che un aiuto diretto per le famiglie indigenti è molto più efficiente rispetto all’idea di costruire negozi statali?

È chiaro che l’ideologia parla più forte della ragionevolezza.

Dopotutto, l’importante è avere una grande idea che faccia notizia, non importa se sia sostenibile o logica.

In conclusione, la proposta sugli asili gratis è solo la punta dell’iceberg di un mare di idealismi disastrosi. Ci avviamo verso un futuro in cui regna l’inefficienza, dove l’uguaglianza sociale è l’obiettivo, indipendentemente dal costo.

E mentre ci gasiamo su questi sogni, aspettiamo tranquillamente il giorno in cui i nostri sogni di uguaglianza diventeranno realtà… sempre, naturalmente, a spese del contribuente.

Cheers!

Ah, l’ironia dell’assurdo!

Di Admin

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