Nicolas Maduro



Ah, che meraviglioso spettacolo ci offre il mondo della geopolitica!

Immaginatevi la scena: a Caracas, i commando statunitensi stanno facendo festa.

Maduro e sua moglie sono già stati prelevati con stile, come se fossero star di un reality show, pronti per il loro viaggio verso gli States.

E chi lo annuncia?

Non può che essere il nostro amato ex-presidente Trump, il re delle dichiarazioni ad effetto – “Il Venezuela è finalmente libero!” – mentre le persone nei bar di Bogotá brindano al nuovo capitolo della storia latinoamericana.

Ma aspettate un attimo, mentre festeggiamo il ‘viva la libertà’ dal calderone sudamericano, voliamo con l’immaginazione fino a Teheran.

Qui troviamo il nostro amico Reza Pahlavi, lo Scià dell’Iran, intento a orchestrare un attacco contro i rivoluzionari nella sua terra.

E chi sostiene il suo piano?

Niente di meno che Pompeo, che conferma il coinvolgimento del Mossad.

È come vedere una serie TV in cui ogni episodio si conclude con un colpo di scena.

La trama si infittisce, le alleanze cambiano e ci si chiede se gli attori non stiano forse esagerando un po’.

Ma non finisce qui! Mentre l’Occidente è col naso all’insù a contemplare il caos, ecco la Cina che guarda con ansia il suo rubinetto di petrolio. Senza il prezioso oro nero del Venezuela e dell’Iran, i cinesi devono riconsiderare la loro strategia militare.

Quella guerra su larga scala contro l’Occidente? Dimenticatela, amici!

Se Pechino non può rifornirsi di petrolio, sarà più impegnata a contare quanti sacchetti di riso le rimangono in magazzino.

Idea geniale, non è vero?

E se la Cina arranca, chi rimane a recitare la parte dello squalo marino?

Ah, indovinate un po’?

La Russia!

Il grande Vladimir Putin, l’uomo che guarda il mondo da un altro angolo, si ritrova in una posizione quanto mai precaria.

Senza il petrolio venezuelano e iraniano, la Russia diventa una specie di barca a vela senza vento.

Potere, diritti umani e gioco degli scacchi geopolitici si trasformano in una farsa comica, dove l’unica cosa davvero in gioco è la capacità di Mosca di riempire il serbatoio dello zio Boris in Europa.

In questo balletto di potere, sembra che le uniche vittime siano i poveri russi che ora si trovano a fronteggiare un futuro incerto, mentre il governo si affanna a trovare soluzioni alternative. “Volatili per diabetici”, come direbbe qualcuno. Che strana ironia, vero?

Nel frattempo, dall’altra parte dell’oceano, ci sono i mercati petroliferi che tremano.

“Ehi, ragazzi! Preparatevi a una tempesta!”, si sentono dire.

I produttori di petrolio occidentali iniziano a lanciarsi in una frenesia di investimenti e riunioni straordinarie.

Le borse balzano come palloni a elio in un giorno di sole, mentre tutti cercano di capire quale sarà il prossimo passo.

Marcia avanti, Occidente!

Con il Venezuela e l’Iran in mani nemiche, la vostra versione della ‘serenità energetica’ è ora a portata di mano.

Dopo tutto, chi avrebbe mai potuto immaginare che il futuro energetico dell’Occidente dipendesse dalla cattura di un paio di dittatori sudamericani e di un sovrano iraniano in esilio?

Ma ecco che le cose si complicano: la Cina, con la sua impressionante capacità di produzione e il suo modello economico centrato sull’energia, si sta preparando a fare la sua mossa.

Gli esperti di geopolitica cominciano a interrogarsi: “Sarà un’alleanza, una nuova guerra fredda o solo un altro episodio di questo dramma senza fine?”

E mentre pensiamo a tutto questo, non possiamo fare a meno di chiederci: dove conduce questa spirale di eventi?

Forse nelle sale di qualche palazzo, dove gli strateghi stanno già pianificando la prossima grande mozione geopolitica.

Magari c’è un incontro segreto tra i leader mondiali, dove discutono di come alimentare il loro ego o semplicemente come evitare di far esplodere tutto con un bel bottone rosso.

Ciononostante, è evidente che il mondo è in tumulto e noi spettatori ci godiamo lo spettacolo, ridendo e piangendo mentre i pezzi vengono mossi sulla scacchiera globale.

Un nuovo ordine mondiale?

Forse.

O forse siamo solo nel bel mezzo di un gioco di poker, dove nessuno sa realmente quali carte stia giocando l’altro.

Di certo, è difficile non lasciarsi trasportare dal sarcasmo mentre osserviamo i grandi protagonisti del mondo volteggiare come ballerini su un palcoscenico instabile.

Rimanete sintonizzati, perché sicuramente ci saranno nuovi colpi di scena all’orizzonte!

Di Admin

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