Se stai con il Venezuela, allora dovresti stare con i venezuelani che vogliono Maduro fuori. La stragrande maggioranza non lo riconosce come leader legittimo.

Il Venezuela, un tempo simbolo di prosperità e ricchezza in America Latina, è oggi una nazione sotto assedio, non solo da parte delle difficoltà economiche, ma anche da un regime che ha trasformato la democrazia in autoritarismo.

Le parole “I stand with Venezuela” sono facilmente pronunciabili, ma dietro di esse si nasconde una domanda cruciale: con chi stai davvero?

Nicolás Maduro non ha mai vinto realmente il potere; lo ha ereditato dalla figura carismatica di Hugo Chávez.

Tuttavia, ciò che doveva essere una transizione democratica si è rapidamente trasformata in una spirale di repressione e manipolazione del sistema politico.

Le elezioni in Venezuela sono state sistematicamente truccate, con oppositori esclusi e media zittiti. L’assenza di tribunali indipendenti e la creazione di istituzioni parallele hanno ridotto al silenzio qualsiasi voce contraria.

Questa non è democrazia, bensì un regime di puro autoritarismo.

Stare con il Venezuela significa schierarsi con i venezuelani che desiderano vedere Maduro fuori dal potere.

I dati dei sondaggi indicano un’opposizione schiacciante alla legittimità del governo attuale, un segnale inequivocabile della disillusione che pervade il paese.

Nonostante le manovre di Maduro per mantenere il controllo, la verità è che la stragrande maggioranza della popolazione non lo riconosce come leader legittimo.

Sotto la sua gestione, il Venezuela è passato dall’essere uno dei paesi più prosperi dell’America Latina a un luogo di devastazione.

I giacimenti di petrolio, tra i più grandi al mondo, sono stati sfruttati fino all’osso e la classe media, un tempo fiorente, è stata decimata.

La catastrofe economica ha condotto a una situazione di iperinflazione, dove i prezzi aumentano a tal punto che il reddito non riesce neppure a coprire i beni di prima necessità.

Gli ospedali sono al collasso, i blackout elettrici sono all’ordine del giorno e la fame è diventata una dolorosa realtà quotidiana per milioni di venezuelani.

Milioni di persone hanno preso la difficile decisione di abbandonare il proprio paese.

Non lo hanno fatto a causa delle sanzioni imposte dalla comunità internazionale, ma perché lo Stato ha sterminato l’economia privata.

Le industrie sono state sequestrate, i fondi pubblici saccheggiati e la produzione petrolifera ridotta a un livello critico.

In questo scenario, il regime di Maduro ha scelto di allinearsi apertamente con potenze come Iran, Russia e Cina, utilizzando il suo paese come pedina geopolitica e rifugio per reti criminali, mentre ostacola qualsiasi approccio dell’Occidente.

È fondamentale sottolineare che coloro che difendono Maduro appellandosi a concetti come “rapimento illegale” o “diritto alla difesa” non stanno affatto difendendo il Venezuela.

Stanno, invece, sostenendo un dittatore che reprime, arresta, tortura e uccide chi osa dissentire.

Le organizzazioni per i diritti umani documentano esecuzioni extragiudiziali, prigionieri politici, sparizioni forzate e giornalisti ridotti al silenzio.

La vera essenza del conflitto in Venezuela risiede nelle vite spezzate e nei diritti calpestati di un popolo che reclama giustizia.

Dire “sto con il Venezuela” dovrebbe significare una cosa sola: stare con il popolo venezuelano, non con il suo carnefice.

È un appello alla solidarietà autentica con coloro che lottano quotidianamente per la libertà e la dignità.

È tempo di sollevare la voce contro le ingiustizie, di interrompere il ciclo di coercizione e paura che il regime di Maduro ha perpetuato per anni.

La lotta per la libertà in Venezuela è una lotta per i diritti umani universali, un principio che trascende le frontiere nazionali e che deve essere sostenuto da tutti noi.

Perché quando diciamo “sto con il Venezuela”, dovremmo intendere che siamo al fianco di un popolo coraggioso, che lotta per liberarsi dalle grinfie di un regime oppressivo.

Siamo chiamati a combattere per la loro libertà, a sostenere le loro richieste di cambiamento e a denunciare le atrocità perpetrate contro di loro.

In questo momento cruciale, le parole contano, e la nostra solidarietà può fare la differenza.

La strada per la libertà è lunga e irta di ostacoli, ma la determinazione del popolo venezuelano è inarrestabile.

Essere solidali significa ascoltare le loro storie, riconoscere il loro dolore e unirsi a loro nella lotta contro l’oppressione.

Il futuro del Venezuela non può essere deciso da un dittatore, ma deve essere plasmato dai suoi cittadini. Il cambiamento è possibile, ma richiede un impegno collettivo da parte di tutti noi.

In conclusione, quando pronunciamo la frase “I stand with Venezuela”, riflettiamo attentamente su cosa significhi realmente.

Adesso si apre una fase difficile e il nostro augurio , assieme alla vicinanza ai tanti cittadini italo-venezuelani , è che il popolo venezuelano sia messo in grado di incamminarsi al più presto sulla strada della Democrazia. 

Dobbiamo assicurarci che il nostro sostegno sia rivolto a chi merita di essere sostenuto: il popolo venezuelano.

Solo così potremo sperare di intraprendere un cammino verso un futuro migliore per tutti.

Di Admin

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