La gatta della canzone era davvero un personaggio unico, una presenza costante e familiare che ha segnato profondamente quei giorni trascorsi nella soffitta di Boccadasse.

Ogni pomeriggio, puntuale come un orologio svizzero, mi aspettava sul terrazzo, sporgendosi con curiosità non appena mi vedeva avvicinare. Il suo comportamento era quasi teatrale: sembrava consapevole di essere una protagonista silenziosa nelle mie giornate, un’ombra dolce e affettuosa nella mia vita spesso in bilico tra sogno e realtà.

Ricordo ancora quel pomeriggio malinconico in cui cadde maldestramente e si fece male a una zampa. Da allora, ogni volta che la rimproveravo, lei mi guardava con quegli occhi grandi, pieni di dolore e qualche accenno di rancore, e poi, quasi a volersi giustificare o forse a chiedere pietà, mostrava la zampa ferita e cominciava a mugolare con un suono lamentoso, così umano da strappare il cuore anche al più severo degli animi.

Era un piccolo patto non detto fra noi, uno scambio di dolcezza e comprensione che andava oltre le parole.

Se un giorno deciderò di andare da uno psichiatra, gli chiederò di aiutarmi a spiegare due aspetti profondi di me stesso: il mio amore sconfinato per i gatti e, più in generale, per tutti gli animali – fatta eccezione per le scimmie, che trovo inquietanti proprio perché troppo simili a noi – e il mio bisogno viscerale del mare.

Durante il periodo in cui vivevo a Milano, dove il respiro marino è solo un ricordo lontano, ogni sera prendevo un taxi per andare all’Idroscalo, quel grande specchio d’acqua artificiale, ma sufficiente a saziare il mio desiderio di infinito liquido.

Stare lontano dal mare mi è sempre risultato impossibile, come se mancasse qualcosa di vitale dentro di me.

Credo che per me l’acqua abbia la stessa funzione di quella misteriosa “energia orgonica” descritta da Wilhelm Reich, quell’energia vitale che emana dal corpo durante un orgasmo.

Il movimento incessante e ritmico delle onde mi investe e mi rigenera, mi dà nuova vita.

È un rito, un contatto sacro con la natura che nutre la mia anima inquieta.

Questa passione per il mare si riflette anche nella musica.

Nel brano “Sapore di sale”, abbiamo scelto di utilizzare il basso-chitarra del fratello di Little Tony, appena tornato dall’America.

Quel suono profondo e avvolgente era perfetto per evocare il rumore ritmato delle onde che si infrangono, un elemento sonoro che dava vita e respiro alla canzone.

Ennio Morricone, il nostro maestro dell’arrangiamento, andava pazzo per questo tipo di texture sonore. Per rendere tutto ancora più speciale, aveva persino una fischiatrice professionista perché, diceva, fischiare intonati non è cosa da dilettanti, serve tecnica e orecchio fine.

Ma la vera gemma di quella registrazione è stata la partecipazione di Gato Barbieri. Bernardo Bertolucci mi aveva parlato di questo sassofonista argentino, un uomo che stava attraversando un brutto momento e aveva bisogno di lavorare.

Mi ci volle una certa dose di determinazione e qualche litigata con gli organizzatori delle chiamate degli strumentisti per farlo entrare nel nostro gruppo.

Ma ne è valsa ogni fatica. Il sax che si sente subito dopo il ritornello è proprio lui, un’apertura sonora che aggiunge al pezzo un’anima profonda, vibrante, capace di trasportarti in un altro mondo.

Riflettendo su tutto questo, comprendo come la mia vita sia stata modellata da queste passioni apparentemente semplici: gli animali, il mare e la musica.

Tre elementi che si intrecciano e si alimentano a vicenda, creando un universo personale ricco di emozioni e di significati. È questo intreccio che ha dato vita alle mie canzoni, che ha nutrito la mia creatività e ha fatto sì che ogni nota raccontasse più di una storia, più di un semplice ricordo.

La gatta sul terrazzo, il suono del mare e il sax di Gato Barbieri sono diventati simboli indelebili di un tempo e di un luogo che porto sempre con me, dentro il cuore e nell’anima.

Di Admin

Scopri di più da Giornalesera.com

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere