PESSIMO Tra l’altro

Ah, che spettacolo sublime ci ha regalato ieri l’Aula parlamentare!

Un autentico capolavoro di inconsistenza politica degno dei peggiori teatri dell’assurdo.

La Premier, con la calma e la competenza di chi sa il fatto suo, ha preso la parola, ha spiegato le sue ragioni, ha risposto con argomenti saldi e precisi.

E dall’altra parte?

Il nulla cosmico.

Un silenzio assordante, rotto solo dal fruscio dei fogli sfogliati frettolosamente, quei fogli che sembravano più sceneggiature di un teatrino scolastico che non appunti politici.

L’opposizione si è presentata in pieno stile “studente impreparato interrogato all’ultimo minuto”: discorsi sganciati dalla realtà, letti senza nemmeno tentare di ascoltare o comprendere ciò che veniva detto dall’altra parte.

Quella del Parlamento dovrebbe essere una sede di confronto vivace e dialettico, ma qui siamo al massimo a un brutto recital di parole scritte a tavolino, recitate a memoria senza alcuna traccia di spontaneità o reale partecipazione.

Chi ha scritto quei discorsi?

Probabilmente non molti degli stessi esponenti dell’opposizione.

Perché appena si esce dal copione e si tenta di improvvisare, il sipario cade e si spalanca un caos fatto di slogan vuoti, confusione totale e – in alcuni casi – vera cafonaggine e maleducazione degne della peggior osteria di paese.

E naturalmente, questi signori poi si permettono pure di fare la morale…

Da quale pulpito si chiede?

Da quello di chi ha alle spalle un passato cosparso di ombre, mascherine farlocche e misteri mai chiariti? Attendiamo ancora spiegazioni, ma nel frattempo il senso di già visto e mai risolto pervade l’intera scena.

E che dire di quei due impresentabili che tirano fuori la vecchia stantia battuta dei “delinquenti di galera”?

Mimmi e Gogo – con mogli al seguito – meglio non nominarli nemmeno, perché solo il loro nome provoca nausea e fastidio.

Un vero spettacolo indegno, degno di un cabaret di bassa lega.

La ciliegina sulla torta poi ce la offre lo zerbino svizzero, quella che da sempre si distingue per la sua infaticabile presenza ai Gay Pride: Elly la Svizzera, per gli amici.

Guardarla fa solo tristezza, per non dire pena.

La sua presenza è l’emblema stesso di un’opposizione plasticosa, di facciata, senza alcun peso reale.

E così si conclude il quadro desolante di un’opposizione che non solo non ascolta, ma che non serve neanche più come stimolo al governo.

È un circo triste che non riesce nemmeno a strappare una risata, tanto la sua recita è goffa e priva di mordente.

Un’opposizione incapace di rispondere nel merito, priva di idee e di coraggio, è un’opposizione che ha perso ancora prima di cominciare.

Ieri, in Aula, questa realtà è apparsa agli occhi di tutti con chiarezza cristallina: nessun confronto serio, nessun dibattito costruttivo, soltanto una brutta recita di maleducazione, cafonaggine e superficialità.

Un pessimo teatrino che avrebbe dovuto suscitare almeno un po’ di vergogna, ma evidentemente quel sentimento manca completamente a chi lo ha messo in scena.

Ecco, questo è il triste spettacolo a cui abbiamo assistito, il teatrino tragicomico dell’opposizione che sembra sempre più lontana dall’essere un vero contrappeso politico e sempre più vicina a diventare una barzelletta senza nemmeno il sorriso.

Di Admin

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