Cimini-Schiuma, “su Via Acqua Acetosa Ostiense, Papillo, Colle Parnaso pesano ritardi di 15 anni negli interventi”

Quindici anni. Un lasso di tempo che nella vita di una città può rappresentare un’era intera, un’eternità di attese, promesse e speranze disattese.

Questo è il bilancio amaro che Roma Capitale e il Municipio IX lasciano al territorio dell’Eur, in particolare nelle zone di Via Acqua Acetosa Ostiense, Papillo e Colle Parnaso.

Un quadrante strategico del capoluogo che avrebbe dovuto essere al centro di interventi mirati per migliorare la sicurezza, la vivibilità e la qualità della vita dei suoi residenti.

E invece, ancora oggi, si ritrova intrappolato in un immobilismo che pesa come un macigno sulle spalle di chi abita e lavora lì.

A denunciare questa situazione è la nota congiunta firmata da due figure rappresentative dell’impegno civico e politico locale: Massimo Cimini, presidente dell’associazione “Decima IX Eur”, e Fabio Schiuma, dirigente nazionale di Fratelli d’Italia.

Le loro parole dipingono un quadro fosco, ma necessario per fare luce su un problema che non può più essere ignorato.

Via Acqua Acetosa Ostiense, arteria vitale per la mobilità della zona, continua a presentare criticità irrisolte da troppo tempo. I cittadini si trovano quotidianamente a dover fronteggiare disagi causati da infrastrutture obsolete o mai completate. Una realtà difficile da accettare per una metropoli che ambisce a mantenere uno standard elevato di servizi pubblici e sicurezza stradale.

Anche il parcheggio di Via Italo Calvino rimane incompiuto, rappresentando non solo un’occasione persa per alleviare i problemi di sosta, ma anche un simbolo di inefficienza nella gestione delle risorse.

La complanare tra Papillo e Colle Parnaso, altro progetto importante per la fluidità del traffico locale, è anch’essa ferma al palo a causa di ritardi accumulati: quindici anni di attesa senza evidenze di progresso reale.

Ma non è tutto: l’area dei Casali di Via Alberto Moravia, ricca di potenzialità, è stata lasciata in uno stato di degrado senza alcun passo concreto verso una riqualificazione che potrebbe valorizzare ulteriormente il territorio e offrire nuovi spazi per la comunità.

Ad aggravare la situazione c’è la mancanza di trasparenza e di risposte riguardo alla destinazione degli oneri concessori versati dai costruttori, fondi che potrebbero essere utilizzati proprio per finanziare interventi di miglioramento.

Questi ritardi e mancanze rappresentano molto più di semplici disservizi: sono la testimonianza di un’amministrazione incapace di programmare, decidere e portare a termine opere essenziali. Un’amministrazione che ha lasciato un’eredità pesante, fatta di promesse non mantenute e di cittadini che si sentono abbandonati a sé stessi.

È quindi urgente invertire questa tendenza. Serve un cambio di passo che metta al centro la trasparenza nella gestione pubblica, la responsabilità politica e soprattutto la volontà di agire concretamente. I cittadini del Municipio IX hanno diritto a risposte immediate e a vedere realizzati quei progetti che da troppo tempo rimangono sulla carta.

L’Eur, con le sue potenzialità e la sua posizione strategica, non può permettersi di restare impantanato in silenzi e inerzie. È ora di dare voce e spazio a una nuova stagione di sviluppo, inclusione e rispetto delle esigenze di chi vive quotidianamente questo territorio. Le sfide sono molte, ma con un’amministrazione all’altezza e una partecipazione attiva della comunità, si possono superare.

Massimo Cimini e Fabio Schiuma lanciano quindi un appello chiaro e deciso: è tempo di mettere fine a quindici anni di ritardi e mancate risposte. Non si tratta solo di infrastrutture, ma della dignità e della qualità della vita di migliaia di persone. Serve un impegno serio, condiviso e sostenuto da tutti gli attori coinvolti per trasformare finalmente l’Eur in un luogo vivibile, sicuro e moderno, degno della grande città che è Roma.

Non si può più aspettare. I cittadini meritano rispetto, ascolto e, soprattutto, fatti concreti. Solo così si potrà rinnovare la fiducia nella politica e costruire un futuro migliore per questa parte così importante della Capitale.

Il momento di agire è adesso.

Di Admin

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