
In un momento storico in cui la sicurezza nelle nostre città dovrebbe essere una priorità indiscussa, Roma continua a manifestare segnali di forte disagio e inefficienza nel settore della Polizia Locale.
Fabrizio Santori, capogruppo della Lega in Assemblea Capitolina, lancia un appello accorato, mettendo in luce una realtà sconcertante che riguarda il cuore pulsante della capitale: “Fa sorridere, se non fosse grave, che il sindaco Gualtieri oggi invochi riforme sulla Polizia Locale quando il Partito democratico ha governato per anni senza fare nulla, e lui stesso è stato Ministro dell’economia.

Oggi pretende dal Governo ciò che non ha mai realizzato.”
Questa denuncia va ben oltre il semplice rilievo politico. Santori ricostruisce un quadro impietoso fatto di promesse non mantenute e di un’amministrazione incapace di affrontare concretamente le emergenze quotidiane.
Se da una parte il Governo nazionale ha finalmente deciso di intervenire con riforme attese da tempo, che in molti casi riguardano proprio la Polizia Locale e la sua organizzazione territoriale, dall’altra il Campidoglio sembra bloccato in un immobilismo pericoloso, fatto di annunci e mancate azioni.
Il risultato, purtroppo, è sotto gli occhi di tutti i cittadini romani: una Polizia Locale lasciata sola, senza strumenti adeguati e priva di una strategia operativa efficace.
“Si parla di riforma nazionale – prosegue Santori – ma a Roma non si riesce nemmeno a fare ciò che è già possibile: assunzioni, organizzazione e dotazioni.”
La carenza di personale è drammatica: migliaia di agenti mancanti proprio quando serve urgentemente rafforzare il presidio del territorio.

Purtroppo, invece, l’amministrazione comunale pensa ad appena 150 nuovi ingressi dalla graduatoria, un numero assolutamente insufficiente rispetto all’emergenza sicurezza che attraversa la capitale.
Le condizioni in cui lavorano gli agenti della Polizia Locale sono altrettanto preoccupanti.
Operano senza armi, senza taser, spesso senza mezzi e tecnologie all’avanguardia indispensabili per affrontare una realtà complessa e in continuo mutamento.
A ciò si aggiunge una carenza formativa che impedisce agli agenti di essere aggiornati professionalmente secondo standard moderni, condizionando negativamente la loro capacità di rispondere ai bisogni dei cittadini.
Ancora più grave è il fatto che questa forza, fondamentale per la sicurezza urbana, venga utilizzata prevalentemente come macchina da multe. “Vengono impiegati soprattutto per fare cassa con le contravvenzioni – sottolinea Santori – invece di garantire un reale presidio del territorio e tutelare la sicurezza pubblica.”

Questo triste scenario deve indurre la politica romana a una seria riflessione e, soprattutto, a scelte coraggiose e concrete.
La sicurezza non può essere un tema delegato a slogan elettorali o a sterili polemiche.
È necessario investire in modo strutturale nel rafforzamento della Polizia Locale, sia dal punto di vista numerico che tecnologico e formativo.
Solo così si potrà restituire ai romani la serenità che meritano e garantire un vero controllo del territorio che oggi manca in molte zone della città.
La Lega chiede quindi al sindaco Gualtieri e all’amministrazione capitolina di passare dalle parole ai fatti, smettendo di inseguire riforme irrealizzate e concentrandosi su ciò che è possibile fare subito: assumere, dotare di strumenti moderni e pianificare una strategia efficace per la Polizia Locale.
Il tempo delle promesse non mantenute è finito.
Roma ha bisogno di sicurezza reale, di presidi visibili e di agenti supportati da una politica concreta e responsabile.
Non si può più permettere che la tutela dei cittadini sia sacrificata sull’altare dell’inerzia amministrativa.
La capitale d’Italia merita rispetto e protezione, e chi governa deve assumersi pienamente questa responsabilità, dimostrando di avere a cuore la vita e il benessere di chi la abita ogni giorno.
La sicurezza deve tornare a essere il pilastro su cui costruire il futuro di Roma, a partire da un potenziamento serio e concreto della sua Polizia Locale.
