
Guido George Lombardi, consigliere del tycoon: «Si è sentito tradito per il “no” dell’Italia all’uso delle basi militari contro Teheran. Ma ha sbagliato a esporsi così» Sono in viaggio per dirigermi a Washington, dice Lombardi.
Guido George Lombardi, consigliere del tycoon: «Si è sentito tradito per il “no” dell’Italia all’uso delle basi militari contro Teheran. Ma ha sbagliato a esporsi così»
Sono in viaggio per dirigermi a Washington, dice Lombardi. «Lì potrò capire meglio cosa stia succedendo, quali siano le reali intenzioni di tutti i protagonisti di questa vicenda.
La situazione è molto delicata, ogni mossa sbagliata potrebbe avere conseguenze inimmaginabili».
Lombardi è noto per la sua fitta rete di contatti nell’establishment americano, un vero e proprio “pontiere” tra l’Italia e gli Stati Uniti.
«Il presidente ha una visione molto chiara, ma a volte le dinamiche internazionali sono complesse e non sempre prevedibili. Credo che ci sia bisogno di un dialogo più serrato, di una maggiore comprensione reciproca per evitare escalation che non gioverebbero a nessuno».
Le sue parole, cariche di preoccupazione, riflettono il clima di incertezza che aleggia sui rapporti transatlantici. «L’Italia ha un ruolo importante, non deve essere sottovalutato. Dobbiamo essere capaci di far sentire la nostra voce, di difendere i nostri interessi, ma sempre nell’ottica di una collaborazione leale e costruttiva»
. Lombardi è convinto che un chiarimento sia necessario, soprattutto per ricucire lo strappo con il presidente americano, che a suo dire, si sarebbe sentito personalmente colpito dalla posizione italiana.
«È una questione di fiducia, di lealtà tra alleati. Se si rompe quel filo, poi è difficile rimettere insieme i pezzi».
