Signore e signori, preparatevi, perché Sigfrido Ranucci l’ha rifatto.

Anzi, per dargli quel tocco internazionale da cospirazione planetaria, diciamolo in inglese: Sigfrido did it again.

Ve lo ricordate l’antipasto della scorsa settimana alla Festa di Avs?

Un piccolo spettacolo che faceva già presagire il gran show.

Ebbene, l’altra sera, a testimonianza che la coerenza non è certo un optional (almeno per lui), lo stesso numero teatrale è andato in scena alla Festa del Fatto. Con lui sul palco, due spettatori d’eccezione e visibilmente stupiti: Ilaria Proietti e Luca Sommi.

Va detto: la loro espressione vagamente disorientata vale almeno tre premi Oscar all’interpretazione dell’incredulità.

Il merito di aver scoperto questa perla spetta a Luciano Capone del Foglio, il quale, grazie a un tweet efficace quanto una frecciatina al vetriolo, mi ha permesso di recuperare quella che ormai dovremmo chiamare la “performance ranucciana” – ormai oltre la semplice leggenda, quasi un cult.

La trama è semplice ma avvincente: Sigfrido, durante l’acquisto di un’automobile, si becca la richiesta – attenzione, tenetevi forte – della tessera sanitaria.

Qui il salto logico degno di un romanzo di Dan Brown: chiama in causa nientemeno che Peter Thiel, il capo di Palantir, uno dei re del big tech mondiale.

Perché, si sa, quando compri una macchina a Roma, dietro quei moduli burocratici si cela in realtà un complotto internazionale!

Ora, a chiunque dotato di un minimo di buon senso – e di nozioni basilari sulla burocrazia italiana – verrebbe da spiegare che la tessera sanitaria contiene il codice fiscale, una semplicissima informazione che non gliela chiede Peter Thiel in persona, né Elon Musk o Mark Zuckerberg, ma il solidissimo Pubblico Registro Automobilistico.

End of story, fine del romanzo di fantascienza.

Ma per Sigfrido no, qui inizia il delirio.

Scordatevi la realtà: entra in scena il frullatore della paranoia.

Si mescolano senza pietà democrazia e sorveglianza, Peter Thiel e l’11 settembre, una spruzzata di Tolkien (perché mica poteva mancare il fantasy), segretezza dei dati, la polizia ICE di Trump, Bin Laden, Gaza, omicidi mirati in Libano e Iran…

Insomma, un menù completo per chi vuole una serata all’insegna del mal di testa.

E proprio mentre ci chiediamo se Sigfrido stesso si renda conto delle sesquipedali sciocchezze che sta mettendo in fila, arriva la bomba finale: con camicia bianca sbottonata fino all’inguine – sì, la scenografia fa molto “anticomplotto” – dichiara che Peter Thiel “quando viene a Roma incontra Pietro Dettori, Welcome to favelas, e ci partecipa Capezzone”.

No, non è uno scherzo.

Ma non finisce qui.

Si passa poi all’azienda Rheinmetall, “che produsse armi per il nazismo”, un tocco di storia che dà tutto un altro tono al discorso.

Gran finale: “Da Palantir esce un documento che va collocato nell’ambito del nuovo nazismo, e la gente lo deve sapere”.

Standing ovation, signori miei.

Il video, ovviamente, campeggia ovunque su X e sui canali social de Il Tempo.

No, non è un deepfake dell’intelligenza artificiale.

Non è una gag montata apposta per deridere Sigfrido Ranucci, il nostro ex conduttore di Report.

È tutto, purtroppo, tragicamente vero.

Ed eccoci alla ciliegina sulla torta del complotto globale: Sigfrido pare convinto che ci sia una macchinazione planetaria orchestrata da Peter Thiel, in combutta con il perfido Capezzone e i ragazzi di Esperia.

Un’alleanza così oscura che nemmeno Trump, Netanyahu, la CIA, il Mossad, Diabolik, Batman e il leone della Metro Goldwyn Mayer insieme avrebbero potuto immaginare.

Ora, facciamo un check rapido: o l’uomo è confuso, scosso, magari un po’ turbato dalla vita e quindi – facciamolo pure – merita pietà e perdono; oppure, e qui si apre un abisso inquietante, ci sta raccontando come costruiva le puntate di Report.

Sì, avete capito bene, tutto qui. Sipario.

Ah, dimenticavo il dettaglio più gustoso: in tutto questo marasma, Sigfrido continua imperterrito a dimenticare chi è il vero bombarolo della situazione.

Il suo amico di lunga data Lavitola, quello che “sgusciava le vongole” per lui e non solo.

Grande Ranucci: sveli i complotti galattici, ma non dai conto dei petardi esplosivi sparati dall’amico del cuore.

Che spettacolo.

Enorme applauso per Sigfrido e il suo viaggio interstellare nel mondo delle teorie improbabili.

Non vediamo l’ora del prossimo episodio.

Stay tuned!

Di Admin

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