
Il successo della carbonara si registra anche oltre frontiera.
Nel 2022 la pasta ha stabilito un record con un balzo del 16%, (fonte Coldiretti), delle esportazioni arrivando ad un valore superiore a 3 miliardi.
Tutto ciò ha segnato anche il proliferare di carbonare tarocche, ovvero inquinamento della prestigiosa pietanza italiana con ingredienti diversi e non genuini.
Tre volte su 10 (il 36% dei casi) la carbonara infatti è «sbagliata»: così sbagliata che sarebbe un sacrilegio chiamarla «carbonara»
“la Carbonara è una sola, come Venezia”.
In realtà sono solo cinque ingredienti per uno dei piatti più famosi e amati della cucina italiana nel mondo: pasta, guanciale, pecorino, uova e pepe.
La ricetta è stata modificata impiegando panna, funghi, gruviera, pomodoro, il bacon al posto del guanciale, il Parmesan invece del Pecorino romano.
E’ una battaglia contro innovatori delle carbonara e delle sue varianti, ritenute anche un attacco al made in Italy.
Ingredienti per 4 persone:
400 g di spaghetti freschi acqua e farina – 200 g di guanciale stagionato laziale (pezzatura g 1500/2000) – 4 uova biologiche – 200 g di pecorino romano DOP – Pepe nero selvaggio del Madagascar in grani q.b.
Procedimento:
Pulite il guanciale dalla cotenna, tagliatelo prima a fette e poi a strisce quadrate da un centimetro.
Sbattete un uovo intero, il tuorlo di tre delle uova e 100 gr di pecorino in una boule di vetro; mettete il composto a riposare in frigo per almeno 10 minuti.
Scaldate una padella antiaderente possibilmente in ferro e rosolate a fuoco vivace le strisce di guanciale; quando sarà diventato ben croccante spegnete il fuoco.
Portate a bollore, intanto, abbondante acqua in una casseruola. Salatela poco e tuffateci dentro gli spaghetti.
Qualche minuto prima della cottura della pasta mettete nuovamente la padella con guanciale sul fuoco basso per farlo ravvivare.
Prima di scolare la pasta, togliete dalla casseruola un po’ di acqua di cottura e mettetela da parte.
Scolate la pasta due minuti prima del tempo di cottura e versatela nella padella con il guanciale.
Aggiungete le uova già aperte, il pecorino rimasto e un po’ di acqua di cottura.
Mantecate e saltare il tutto finché il composto non diventi omogeneo e cremoso.
Se la crema risulterà troppo asciutta aggiungete altra acqua di cottura.
Servite in un piatto fondo arrotolando gli spaghetti con un forchettone, versateci la cremina sopra e rifinite con abbondante pecorino e una bella spolverata di pepe nero.
Secondo la storia, la Carbonara nacque nel 1944 dall’unione tra la pasta italiana e gli ingredienti della ‘Razione K’ dei soldati americani, che consisteva in tuorlo d’uovo in polvere e bacon.
Risalendo la Penisola, i militari americani accompagnavano la ‘Razione K’ agli spaghetti per integrare la dose di carboidrati
Un’altra leggenda, però, narra che furono i carbonai appenninici (carbonari in romanesco), a ideare questo piatto, una sorta di evoluzione della tipica “cacio e ova” di origini laziali e abruzzesi.
Preparandolo quindi con ingredienti di facile reperibilità e conservazione.
Un’ultima ipotesi, infine, ricondurrebbe la genesi della ricetta alla cucina napoletana, individuando nel trattato “Cucina teorico-pratica” di Ippolito Cavalcanti del 1837 una possibile origine della pietanza.
…ed esclamando “viva il made in Italia” … buon appetito…..

