DE FICCHY GIOVANNI

La Commissione Mitrokhin, gli atti dei processi e degli archivi dell’Est, e documenti “riservatissimi” mai resi pubblici, hanno tracciato una linea interpretativa sinora inedita, restituendo quel tragico evento a una più ampia cornice storica e geopolitica, senza la quale è impossibile arrivare alla verità.

Veniamo ai fatti.

Al momento dell’arresto a Roma, la notte del 9 gennaio 1982, il terrorista rosso Giovanni Senzani viene trovato in possesso di un appunto, scritto di suo pugno, che riassume i contenuti di un colloquio avuto a Parigi con Abu Ayad, capo dei servizi segreti dell’Olp, l’Organizzazione per la liberazione della Palestina. Quest’ultimo confida al leader brigatista che le recenti azioni terroristiche avvenute in Europa celano la regia dell’Urss, intenzionata a sanzionare la politica dei paesi europei in Medio Oriente.

Senzani annota uno dei tre attentati elencati da Ayad con la sigla «Bo», che io – in qualità di giudice titolare dell’inchiesta, che indagava sulle azioni compiute a Roma dalle Brigate rosse a partire dal 1977 –, non senza sorpresa, interpreterò come un evidente riferimento alla strage avvenuta alla stazione ferroviaria di Bologna il 2 agosto 1980.

Invio copia del documento ai colleghi emiliani che stanno indagando sul la carneficina. La notizia, tuttavia, non si rivelerà di alcuna utilità.

A riconoscerne l’importanza sarà invece Carlo Mastelloni, il magistrato del Tribunale di Venezia che condurrà in modo esemplare l’istrut toria sul traffico di armi tra l’Olp e le Brigate rosse. Altro fatto saliente. Poche settimane dopo, interrogo Ro berto Buzzatti.

Il brigatista pentito riferisce di aver assistito a un in contro tra Senzani e un certo Santini, un uomo del Kgb vicino ai servizi segreti italiani e legato a una persona che conosce gli indicibili retroscena della strage di Bologna.

L’identikit di Santini mi lascia sgomento per l’incredibile somiglianza con Pietro Musumeci, l’ufficiale del Sismi in seguito condannato per il depistaggio dell’inchiesta bolognese.

Ma la differenza di altezza tra i due soggetti porta a escludere che Musumeci sia realmente l’uomo descritto da Buzzatti. E anche quella pista si rivela infruttuosa.

Sempre nel 1982, all’aeroporto di Fiumicino, viene arrestata Christa-Margot Fröhlich.

La terrorista tedesca Margot Frohlich in un’immagine ripresa a Roma nel 1982, quando venne arrestata all’aeroporto di Fiumicino dopo che nel doppio fondo della sua valigia fu trovato dell’esplosivo.

La terrorista tedesca trasporta una valigia contenente un potente esplosivo e alcuni detonatori.

Chiamato a condurre anche quell’inchiesta, appuro i rapporti tra la donna e l’Ori, il gruppo filopalestinese di «Carlos lo Sciacallo», un pericolosissimo terrorista venezuelano legato agli apparati dell’Est, attualmente detenuto in Francia dove sta scontando l’ergastolo.

Fra i personaggi più enigmatici ed emblematici del periodo storico più misteriosofico del Novecento ve n’è uno che risalta in maniera particolare.

Questi, un guerrigliero ed un terrorista che ha dedicato la propria esistenza alle cause più disparate, dall’anti-imperialismo di stampo marxista-leninista all’antisionismo, è ancora in vita e si chiama Ilich Ramírez Sánchez, sebbene il mondo lo conosca come Carlos lo sciacallo.

Illich Ramirez Sanchez, alias Carlos, noto come “lo Sciacallo” è stato condannato all’ergastolo per l’attentato del 1974 in un centro commerciale di Parigi nel quale morirono due persone.
Carlos già sconta in Francia l’ergastolo per l’uccisione di due poliziotti nel 1997 ed è stato condannato anche per quattro attentati a Parigi e Marsiglia tra il 1982 il 1983, costati la vita a 11 persone.
Tornato alla sbarra per l’attentato in un centro commerciale nella capitale francese nel 1974, al terrorista venezuelano, oggi 67enne, è stata comminata la terza condanna del carcere a vita.
L’uomo più ricercato al mondo negli anni Settanta e all’inizio degli anni Ottanta, quando l’Europa era nel mirino di gruppi simpatizzanti della causa palestinese,
Carlos fu catturato a Khartum nel 1994 dalle truppe d’élite francesi e da allora è detenuto in Francia.

La Guerra fredda è stata un’epoca di conflitti per procura, rivoluzioni pilotate, omicidi politici, terrorismo e misteri, tanti misteri.

Carlos a cavallo tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80, ha inizio una lunga stagione di attentati, consumati con successo o falliti, dietro alla quale è stato provato, o supposto, il suo coinvolgimento. Nell’elenco del terrore rientrano l’attentato agli uffici tedeschi di Radio Europa Libera (1981), la strage sul Capitole ad Ambazac (1982), l’attacco alla sede parigina della rivista Al-Watan al-Arabi (1982), l’attacco con razzi alla centrale elettronucleare Super-Phénix (1982), le bombe alla stazione centrale di Marsiglia e sui TGV (1983) e l’attentato al consolato francese a Berlino Ovest (1983) compiuto con la collaborazione dell’Esercito segreto armeno per la liberazione dell’Armenia.

 La procura di Bologna ha indagato sulla pista palestinese dal 2014.

Una seconda nota su carta intestata del Viminale, datata 31 luglio 2009, riporta una serie di informazioni inviate al Capo del Dipartimento centrale della Polizia di Prevenzione.

I funzionari del Ministero dell’Interno riferiscono che «le rogatorie condotte in Germania ed in Francia non hanno permesso di consolidare la tesi investigativa».

«D’altro verso la Stasi in ben due rapporti del 1985 attribuisce a Separat l’attentato del 23 dicembre 1984 sul treno rapido 904 nella tratta Bologna Firenze.

Tale circostanza, tuttavia, non risulta oggetto di approfondimenti».

La nuova pista nasce dopo una clamorosa scoperta effettuata da Gian Paolo Pelizzaro, giornalista e consulente della stessa commissione.

Pelizzaro rinviene presso la Questura di Bologna alcuni documenti da cui risulta la presenza in città, la mattina del 2 agosto 1980, di Thomas Kram, un altro terrorista tedesco sospettato di militare proprio nel gruppo filopalestinese di Carlos lo Sciacallo.

Secondo i commissari di maggioranza, la presenza di Kram è correlata all’attentato, concepito e realizzato dal Fronte popolare per la liberazione della Palestina (Fplp), gruppo filosovietico affiliato all’Olp, per punire l’Italia. 

Dunque ricapitolando i funzionari del ministero, dichiarano che le rogatorie, non hanno portato elementi….,

Per quanto riguarda l’attentato sul 904, non ci sono stati approfondimenti…

La Ricerca Storica NON DEVE AVERE DOGMI.
I Dogmi sono già di difficile accettazione nella Religione, si pensi nella vita normale degli Esseri Umani e delle Società, specie dopo 40/50 anni .

Prima che non sia più possibile , visto che ha già 72 anni.
Ci può essere anche polemica, sia individuale che politica, ma la Magistratura, a mio parere, avrebbe l’obbligo di ascoltare questo individuo,
Si è tolta la Pena di Morte dicendo che ” è meglio un delinquente fuori, libero, che un innocente ingiustamente incarcerato”
Perché questo non deve valere per persone condannate all’ergastolo, che è la PENA DI MORTE DA VIVO?

Di Admin

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