
Questo libro si può definire un Fanta thriller psicologico, poiché si serve di situazioni terrorizzanti per scandagliare la tematica del rapporto che abbiamo con la nostra immagine …
Divenuta al momento, per alcuni, quasi un’ossessione, che si riversa poi negli innumerevoli “selfie”, a tutte le ore del giorno ed in tutte le situazioni, anche le più estreme al fine di affermarci con noi stessi e in relazione agli altri.
Giulio, il protagonista del romanzo è un giovane trentenne ancora in cerca di una sua precisa identità, sia professionale che privata.
Inaspettatamente eredita da un suo zio Eduardo, fratello del padre, a lui quasi sconosciuto, ma di chiara fama come scienziato geniale.
Questi in ogni caso è anche un po’ folle, poiché è riuscito, nelle sue invenzioni, a mettere insieme genetica e tecnologia.
Come prima cosa Giulio si propone di andare a visitare l’abitazione dello zio defunto, che già il notaio gli preannuncia come “molto singolare”.
Il bizzarro manufatto, molto isolato, si trova sul punto più alto della SEMPREVISA, nella catena dei MONTI LEPINI (Appennino centrale).
In effetti, giù all’esterno, presenta un aspetto estremamente singolare e, come primo impatto ricorda a Giulio un quadro di van Gogh.
Anche all’interno vi si ritrovano inspiegabili stranezze, quali i colori scelti, le più varie nuance di nero al primo piano e un uniforme colore seppia al secondo.
Gli interruttori della luce sono posizionati in modo anomalo, come se la casa fosse abitata da nani ed innumerevoli specchi, coperti da teli neri.
Punto focale dell’enorme soggiorno è un quadro posizionato sull’imponente camino, che ritrae Eduardo con una strana foggia di vestito, ed affiancato da una figura a lui molto somigliante.
In seguito Giulio decide di invitare, per un lungo fine settimana di inizio estate, un gruppo di amici che gli ha presentato la sua ragazza del momento, composto dal due coppie, più quella composta da lui e Laura e da una single.
Costei è la più particolare, che vanta anche latenti doti da sensitiva, ed a cui la scrittrice si è divertita a darle il suo stesso nome, e cioè MYRIAM!
Giulio coinvolge il gruppo di amici in una sorta di “caccia al tesoro’, con l’intento di trovare “il laboratorio fantasma” dello zio, che deve per forza trovarsi lì.
Tutto procede per il meglio, quando, durante una devastante tempesta tra i monti, che finirà per isolarli dal resto del mondo, la luce elettrica andrà via .
Alla ricerca di un generatore, che si trova nei sotterranei, arriveranno a trovare degli strani macchinari sconosciuti …
E da lì inizieranno i guai e diverranno preda di situazioni terrificanti , da cui, apparentemente, non troveranno scampo.
Il finale è un susseguirsi di colpi di scena che, naturalmente, non è possibile anticipare, per non togliere la sorpresa agli aspiranti lettori.
Farà da guida agli spaventati ed increduli protagonisti, quasi un Virgilio in forma felina, uno straordinario gatto, a cui Myriam darà il nome del defunto zio Eduardo.
