Recensione di Pierpaola Meledandri.

Il testo recensito, è  incentrato sulla tematica della benevolenza, come declinazione dell’amore, elemento edificante per la Chiesa, che ha rappresentato nella storia dell’umanità, secondo lo stesso assunto paolino un  Suo pilastro basilare.

L’Autore, Giuseppe De Lucia Lumeno definisce la benevolenza, rifacendosi al pensiero di Joaquìn Navarro-Walls, come una caratteristica dell’essere umano che aiuta a superare ostilità e indifferenza, non un valore da imporre, ma un dare incondizionato e disinteressato, senza alcuna contropartita valevole tanto nelle piccole, che  nelle grandi cose…così in cielo, come in terra…

La benevolenza, bellezza del bene, è un comportamento spiritualmente complesso dell’essere umano, dovrebbe precedere ogni azione e costituire il fondamento delle relazioni interpersonali, essenziali per lo svolgimento della vita sociale.

Non si tratta, quindi, di  filantropia,  volontariato, ma semplicemente l’unica modalità per meritare di essere persone degne, in ogni circostanza della vita. Come passare dall’azione singola benevolente all’agire coordinato, per incidere nel quadro dell’esistenza?

“ Caritas Edificat”, il  noto assunto paolino (cfr. pag. 8 introduzione), considera il binomio in ogni azione umana  e alla sua base.

Questo fantastico progetto, potrà avvenire solo recuperando un principio di vita elevato, spesso trascurato o rimosso, decidendo di optare per il binomio rivoluzionario proprio di :“Caritas aedificat”.

Il Pontefice Giovanni Paolo II, sosteneva che : “Con chi soffre non si deve avere fretta” (dal Convegno “ Curare la malattia , dare senso al dolore” del 29 aprile 2011),  chi soffre necessita di qualcosa in più rispetto  a ciò che la persona sofferente merita e necessita.

Ai giorni nostri, a maggior ragione,  dovrebbe essere fortificato dall’essenziale  comandamento e principio:“Ama il tuo prossimo come te stesso”.

Purtroppo, l’odierna epoca è fortemente caratterizzata da egoismo, corsa ai beni materiali, al potere, con compressione della sfera spirituale; spesso la sofferenza dell’umano  non viene accolta  con pazienza, solidarietà e amore, essendo l’attuale sistema divenuto  un motore che produce forti disomogeneità e disuguaglianze: dolore.

 Sorge la necessità della costruzione di un nuovo scenario in cui la benevolenza, la solidarietà tra gli uomini siano considerate quali fari valoriali prioritari: applicando tale regola, a partire dalle frange più umili e disagiate, proprio a quanti sopravvivono nell’assoluta marginalità .

Nella pagina antecedente la prefazione, del Dottor Stefano Lucchini, Papa Benedetto XVI ha riflettuto su un concetto basilare: l’origine dell’esistenza, comprende che : “Vita è relazione.

Nessuno ha la vita da sé stesso, e solamente per sé stesso. Noi l’abbiamo dall’altro, nella relazione con l’altro. Se è una relazione è  nella verità,  nell’amore, è un dare e un ricevere, essa da pienezza alla vita, la rende bella” (Roma San Giovani in Laterano 1.10.2010).

Il nostro cammino in questa dimensione, secondo Joaquìn Navarro-Walls deve avvenire tenendo i piedi ben per terra, con gli occhi rivolti al cielo. Interpretandone il sentire, è palese che non si possa prescindere dal richiamo dalla nostra realtà di creature materiali, fragili, limitate,  ma con all’interno la scintilla divina:  l’anima che ci indirizza, nella fugacità della vita, verso l’Assoluto.

Mai come ora, occorre la costruzione di una “città degli uomini” (il nuovo mondo di valori su cui basarsi secondo il messaggio del testo): che ci si prodighi a rendere l’agire in un grande e profondo movimento collettivo di trasformazione che guidi verso il cambiamento, da un sistema ove sono stanziali  visioni sovente individualiste e aride, in un progetto di perfezionamento globale.

Nella prefazione del testo, il  Dottor Arulani, Presidente della” Biomedical  University Foundation”,  richiamando Joaquìn Navarro-Walls, in occasione del lancio avvenuta in data 13 gennaio 2017, ricorda un importante passo:“La benevolenza è caratteristica specifica delle persone umane e come tutte le caratteristiche specifiche, può crescere, aumentare, può diminuire, può scomparire.

Nessun altro essere può essere benevolente come l’uomo” E ancora….”ogni atto di benevolenza è soprattutto un dono per chi dona, non tanto per chi riceve…” (C.f.r. pag. 11 prefezione al testo del Dottor Arulani, Presidente della sopra citata Biomedical  University Foundation).

Per ’Autore: “Il libro ha in sé, quella discreta e forte capacità di introdurci all’interno di una dinamica ove l’umano sembra avere smarrito le tracce.” (C.f.r prefazione, pag. 12).

Già nel Vangelo il Cristo indica la rivoluzione del Cristianesimo tramite la benevolenza e la donazione totale, ricordiamo le parole di Ns. Signore nel Vangelo di Matteo (Mt. 19,23-30): Gesù allora disse ai suoi discepoli: «In verità vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli. 24 Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno dei cieli». 25 A queste parole i discepoli rimasero costernati e chiesero: «Chi si potrà dunque salvare?». 26   E   Gesù,    fissando su  di  loro lo sguardo,  disse:  «Questo   è  impossibile  agli   uomini, ma a Dio tutto è possibile”.
27 Allora Pietro prendendo la parola disse: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne otterremo?». 28 E Gesù disse loro: «In verità vi dico: voi che mi avete seguito, nella nuova creazione, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù di Israele.  29 Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna. 30 Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi i primi».

Le frasi del Vangelo   sono  un’esortazione alla perfezione, con il monito di spogliarsi della materia a favore dello spirito, di donare, sinonimo di amore- benevolenza , come gli  Apostoli.

Luigi Sturzo ravvisa che : “ L’amore nel prossimo, non consiste nelle parole, né nelle moine, ma nelle opere e nella verità”  (C.f.r. pag. 55 testo).

Tale compito diviene nell’era dell’ HIGH TECH, più complesso:  ove il pensiero unico indotto, disorienta le masse; nonché nella crisi valoriale e sociale delle economie di mercato, la speculazione e al facile guadagno, stravolgono i rapporti umani, in un agone verso  la supremazia e per l’accumulo, con consequenziale  frammentazione dell’io e competizione  per futili motivi.

La cultura individualista, avvelena e non edifica: ci troviamo di fronte ad un bivio ove si potrebbe auspicare un  mutamento antropologico, verso i valori decantati nel saggio, appartenenti anche a  Illustri predecessori storici: siamo ancora in tempo, per uno stravolgimento morale positivo. L’attuale quadro politico non ha dato segni,  di prospettare una visione sociale che non sia scissa, nei fatti e non nello sciorinare di parole vuote, dalla costruzione globale di un pianeta, che abbia rispetto, degli esseri umani, della natura, dalla ricerca e l’attuazione di un’economia sostenibile..   

La postfazione a cura di  Dottor Gulio Sapelli a pagina 83, si interroga se la benevolenza può rivoluzionare la post pandemica realtà triste, decadente e colma di individuale disperazione. La sua risposta è affermativa, la stessa può salvarci dalla collettiva “pazzia”, in cui il quadro degli ultimi anni ha trascinato questo martoriato pianeta; la lettura e comprensione del libro suggerisce molteplici chiavi, sulla carità edificante, tramite benevolenza. Solo seguendo  quanto sviscerato nel saggio,  la persona potrà giungere alla propria elevazione, nonché creare  sinergia tra le coscienze , edificando un pianeta migliore:  sfida del secolo, creare un  nuovo modo di pensare e di agire, da comunicare con i propri simili e  diffondere…

* Breve profilo dell’ autrice della recensione: Pierpaola Meledandri .

 Avvocato  patrocinante in Cassazione, civilista  e amministrativista, con varie specializzazioni  maturate.  Si è occcupata di docenza per Sindacati, Ordini e Categorie professionali. Gionalista pubblicista dal 10 gennnaio 2022, ha redatto numerosi articoli , nel  corso degli anni,  su riviste e periodici su svariate tematice, nonché ha collaborato in collettanea per la stesura di testi.

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