Dario Miccheli

Ieri le sezioni riunite della Cassazione hanno deciso che il saluto romano , che non comporti azioni penalmente rilevanti, ho sia atto a incorrere nel reato di ricostituzione del “presciolto” partito fascista , è consentito per celebrazioni che non siano contrarie all’ordine pubblico .

La stessa corte indica una pletora di assoluzioni , che la magistratura ordinaria ha messo in atto negli ultimi tempi.

Peraltro , la stessa corte riapre il caso Ramelli.

Tutto questo accade nel momento di maggior pressione delle sinistre sul governo per chiedere una significativa operazione contro il ”neofascimo” in Italia.

Il saluto romano, come il pugno chiuso comunista , non sono simboli di odio, ma di appartenenza sociologica e non inneggiano alla violenza e all’omicidio.

Che finalmente la magistratura trovi la quadra con lo scorrere del tempo e con la storia passata da settanta cinque anni, consegnando l’odio politico alla storia è una gradevole sensazione , per tutti coloro che vorrebbero sapere dei tanti buchi della storia italiana che non hanno mai trovato risposta, dalle stragi ai singoli omicidi , come appunto quello di Sergio Ramelli , che la corte riapre come caso da ristudiare nelle aule di tribunale.

Dovranno darsi pace gli odiatori seriali della sinistra, capaci solo di vedere ovunque streghe da bruciare, come durante la santa inquisizione.

Seppelliamo la tragedia della guerra civile, e diamo giustizia alle vittime del sessantotto italiano, sia di destra che di sinistra, smettendo di invocare la gogna per chi, democraticamente la pensa diversamente .

Direi che è arrivata l’ora della riconciliazione , al fine di impedire che i nostri figli e nipoti ricomincino ad uccidersi.

La magistratura, sembra che anche lei si stia evolvendo in senso di prendere coscienza della realtà effettuale, l’Italia e una democrazia compiuta e reale, e non c’è bisogno di riciclare l’odio e i fantasmi del passato.

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