De Ficchy Giovanni
Giornalista Esperto in Geopolitica

In occidente è stato un tabù per molto tempo, nessuno, ha mai azzardato questa ipotesi, mentre gli intellettuali russi ne parlano tranquillamente in televisione.
Una guerra della Russia contro la Nato è possibile, forse anche probabile, sicuramente più di quanto molti credano.
Un piano segreto del governo tedesco, che si prepara a una potenziale aggressione russa contro la Nato, è stato divulgato dal quotidiano Bild, rivelando che il ministero della Difesa del Paese si sta preparando a una guerra totale per il 2025.
L’ipotesi prevede l’arrivo di truppe russe in Bielorussia e nell’exclave di Kaliningrad, il territorio più occidentale della Russia, con conseguente pressione sul confine con la Polonia.
il Cremlino mobiliterebbe 200.000 nuove reclute per una nuova offensiva in Ucraina che consentirebbe alle truppe di Mosca di compiere progressi significativi nel Paese vicino entro giugno.
Mosca potrebbe spostare le truppe al confine bielorusso con la Polonia e a Kaliningrad, che si trova stretta tra Polonia e Lituania.
Secondo il governo tedesco, è molto probabile che le truppe russe prendano di mira il Suwalki Gap, una striscia di terra all’interno del confine polacco con la Lituania.
Nel frattempo, il Cremlino spingerebbe la narrativa anti-Nato in patria, sostenendo che l’alleanza si sta preparando ad attaccare la Russia.
Dal dicembre 2024 ci sarebbe un “conflitto di confine” mentre “gli Stati Uniti potrebbero essere senza leader per qualche settimana” in seguito alla possibile sconfitta elettorale di Joe Biden.

Certo è che l’intento di Putin di riprendersi con il tempo gli spazi dell’allora impero russo e i paesi confinanti non è stato mai tenuto nascosto dal leader russo, tant’è che dal suo discorso alla conferenza sulla sicurezza globale del 2007, la Russia ha incrementato i rapporti con Georgia, Ucraina e Kazakistan e da qui “l’intervento a fianco degli indipendentisti dell’Ossezia del sud, in chiave anti-georgiana (2008), l’annessione della Crimea (2014), l’aiuto militare per sedare proteste di piazza in Kazakistan, su richiesta del presidente kazako (gennaio 2022, poco prima dell’avvio delle operazioni in Ucraina)”.
L’avvertimento arriva anche da Fabian Hoffmann, ricercatore per l’Oslo Nuclear Project dell’Università di Oslo, esperto di politiche di difesa, tecnologia missilistica e strategia nucleare.
L’analista ha descritto uno scenario in cui l’Alleanza Atlantica, e in particolare i suoi Paesi europei, dovrebbe prepararsi allo scontro con Mosca.
E quindi organizzarsi per ripristinare un potere di deterrenza nei confronti della Russia in brevissimo tempo per evitare un conflitto armato.
