De Ficchy Giovanni

Aborto legale, unioni gay, diritti Lgbt e identità di genere.

Ormai questi obiettivi sono diventati “diritti” umani e universali, entrati prepotentemente in cima all’agenda dell’Onu, impegnata a diffonderli e a pressare gli Stati membri perché li adottino. 

Il Paraguay ha lanciato un importante messaggio e lo ha fatto nel momento in cui, qualche giorno fa, si è decisamente rifiutato di rispettare le “raccomandazioni” dell’ONU riguardo il diritto d’aborto.

L’attuale Ministro per l’infanzia e la gioventù Walter Gutiérrez ha dichiarato senza mezzi termini: «Loro sono liberi di fare raccomandazioni, ma noi siamo liberi di rinforzare la nostra sovranità nazionale, e abbiamo intenzione di farlo».

«Dovremmo cambiare quanto previsto dalla nostra Costituzione – ha spiegato Gutierrez – poiché viene riconosciuto il diritto alla vita fin dal momento del concepimento».

Ha poi proseguito spiegando che l’Associazione Nazionale Repubblicana, conosciuta anche come il Partito Colorado, attualmente quello maggioritario in Parlamento, è contrario alla decriminalizzazione dell’aborto e insiste sulla sua posizione di custode della vita umana dal concepimento, nella convinzione che il miglior interesse dei bambini sia di importanza costituzionale.

Pare però che la scelta di inviare queste raccomandazioni al Paraguay derivi da alcune recenti posizioni prese dall’attuale esecutivo proprio per tutelare i bambini: si è scelto infatti, di far prevalere la potestà genitoriale su quella statale.

«Il nostro Governo – ha spiegato sempre Gutiérrez – garantisce la protezione della Vita dal concepimento e ha come obiettivo principale la tutela dei diritti dei bambini tramite un rafforzamento netto del ruolo protettivo della famiglia».

Infatti risulta proprio che una gran parte delle osservazioni riguardanti sei dei maggiori trattati internazionali includano spinte verso l’aborto e verso temi Lgbt, questi ultimi categorizzati sotto la dicitura «orientamento sessuale e identità di genere» (SOGI, secondo l’acronimo inglese), nonostante nessuno di questi sei trattati contenga riferimenti diretti all’aborto o ai «nuovi diritti» gay: il che è come firmare un patto e poi sentirsi avanzare pretese che il patto non contempla.

Adesso uno Stato del Sud America sta alzando la testa e sta combattendo per continuare a far valere quei valori che sembrano essere stati dimenticati dai più, dimostrandoci che ne vale sempre la pena, a prescindere da quanto stiano in alto quelli che li attaccano.

Di Admin

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