
Integrazione e scambi veri tra Made in Italy e Made in Moldova: un’opportunità concreta e in crescita L’integrazione tra il Made in Italy e il Made in Moldova non è più una mera aspirazione, ma una realtà consolidata in diversi settori strategici.
Questo fenomeno si basa su una sinergia vincente: la manodopera qualificata moldava a costi competitivi unita al design e all’innovazione italiana di alta gamma.
Tale combinazione permette di valorizzare le eccellenze di entrambi i Paesi, dando vita a un modello di sviluppo economico bilaterale virtuoso.
Le eccellenze italiane: qualità, innovazione e filiere integrate Il Made in Italy è rinomato a livello mondiale soprattutto nei cosiddetti settori delle “4A”: agroalimentare, abbigliamento-moda, arredo e automazione-meccanica.

Questi comparti rappresentano un autentico motore economico per il Belpaese, con un export che supera i 643 miliardi di euro annui.
La forza dell’Italia risiede nella qualità impeccabile dei suoi prodotti, nell’innovazione continua e nella capacità di creare reti produttive integrate che coinvolgono aziende di diverse dimensioni.
Questo sistema è ideale per sviluppare partnership estere solide e durature.
Le eccellenze moldave: un patrimonio da valorizzare La Moldova, d’altro canto, ha dimostrato negli ultimi anni una crescita significativa in vari settori, a partire dall’agroalimentare – con prodotti come vini pregiati, frutta e mezeluri – fino al tessile-artigianato che include tappeti di pregio e al manifatturiero con mobili metalli e settore chimico-farmaceutico in forte espansione.
In particolare il tessile ha registrato una crescita del +23% e il settore dei mobili del +14%.
La presenza di zone franche con incentivi fiscali l’accesso agevolato ai mercati UE CSI rendono la Moldova un partner attraente per investimenti esteri.

Le sinergie tra le eccellenze italiane e moldave sono attivamente promosse da organismi come la Camera di Commercio Italo-Moldava (CCIMD) e dai consoli onorari come il Console Onorario Roberto Galanti attivo nelle Regioni Marche Abruzzo.
Tali iniziative consentono ridurre i costi produzione aprire nuovi mercati nell’Europa orientale oggi l’Italia è terzo partner commerciale della Moldova con scambi che nel 2024 hanno superato i 716 milioni dollari circa 1.141 imprese italiane attive nel Paese questi numeri confermano potenziale ancora gran parte inesplorato incrementare ulteriormente collaborazione attraverso forum B2B altre piattaforme incontro. Come dice un famoso detto calcistico “palla avanti pedalare”: la volontà politica forte condivisa sia Italia che Moldova integrare efficacemente rispettive eccellenze economiche questa spinta sostenuta da accordi bilaterali visite istituzionali da un quadro normativo europeo favorevole.

Le partnership strategiche hanno come obiettivo lo sviluppo di investimenti congiunti nei settori agroalimentare e manifatturiero, massimizzando le opportunità commerciali e occupazionali.
La volontà moldava: l’Italia come partner privilegiato per l’integrazione europea.
Il governo moldavo considera l’Italia un partner di primo piano nel percorso di integrazione europea.
Il sostegno romano è stato determinante per promuovere riforme strutturali vitali per lo sviluppo. L’ambasciatore moldavo a Roma, Nica, insieme al parlamento moldavo, spingono per collaborazioni che sfruttino anche la diaspora moldava residente in Italia – costituita da oltre 3.000 persone solo nelle Marche – come leva per il rafforzamento dei legami economici e sociali tra i due Paesi.
La volontà italiana: rafforzare legami e cooperazione
Anche l’Italia manifesta una chiara volontà di rafforzare i rapporti con la Moldova, testimoniata dalle frequenti visite di alto livello, come quelle del Vice Ministro Cirielli nel 2024 e del Guardasigilli Nordio nel 2025.
Tra gli ambiti di maggiore interesse vi sono gli accordi sulla giustizia, la sicurezza sociale – in vigore dal 2025 – e la cooperazione allo sviluppo.
Il Parlamento italiano ha ratificato patti per una partnership strategica, finalizzati a facilitare l’ingresso delle imprese italiane nel mercato moldavo e a incentivare investimenti comuni. Tutto ciò avviene in un clima bipartisan e fortemente orientato all’Unione Europea, fattore decisivo per garantire stabilità e continuità.
Azioni concrete a supporto dell’integrazione Le azioni reali non mancano: tra accordi e progetti concreti si ricordano le intese sulla sicurezza sociale, iniziative anti-corruzione nel settore giudiziario e programmi per favorire il rientro produttivo dei migranti moldavi in patria, come il progetto DOMDE 2.
Eventi istituzionali come la Moldova Partnership Platform e visite ministeriali facilitano il matchmaking economico tra imprenditori italiani e moldavi.
Sul territorio, la CCIMD e i consoli onorari lavorano per consolidare queste sinergie posizionando l’Italia come terzo partner economico della Moldova. Progetti di rilievo: il “ritorno produttivo” attraverso DOMDE 2 Tra le iniziative più significative vi è certamente DOMDE 2 – Development of Moldovan Diaspora Entrepreneurship 2 – gestito dal Ministero del Lavoro italiano e attivo dal giugno 2022. Questo progetto promuove il rientro produttivo dei migranti moldavi tramite attività imprenditoriali sociali e mobilità circolare valorizzando le competenze acquisite in Italia. Le istituzioni partner moldave quali la Banca di Rilancio della Moldova (BRD), l’Agenzia per lo Sviluppo Regionale (ODA) e l’Agenzia Nazionale per l’Occupazione Formazione Professionale (ANOFM) partecipano attivamente a programmi di formazione capacity building.
Attività principali di DOMDE 2 Le azioni chiave includono incontri di empowerment per la diaspora italiana, al fine di presentare le opportunità di investimento e impegno professionale in Moldova, laboratori imprenditoriali e una piattaforma online dell’Ufficio Diaspora moldavo per facilitare la cooperazione istituzionale.
Sono previsti anche strumenti di supporto finanziario per i migranti rientranti, compresi incentivi per lo sviluppo locale e la creazione di imprese sociali.
Precedenti significativi e contesto favorevole DOMDE 2 si colloca all’interno di un percorso avviato con la prima edizione del progetto DOMDE nel 2018, quando Regioni italiane come il Veneto hanno partecipato attivamente al reinserimento lavorativo dei migranti moldavi di ritorno.
Queste iniziative si integrano perfettamente con gli accordi bilaterali in materia di sicurezza sociale e politiche migratorie, interessando ad oggi oltre 3.000 moldavi residenti nella sola regione Marche.
Casi concreti di successo Anche se i dettagli individuali sono protetti da privacy, ci sono testimonianze aggregate e casi studio che provano l’efficacia di questi programmi.
Per esempio, nel 2025 un migrante moldavo dalla Lombardia ha aperto a Chisinau una impresa sociale nel settore tessile usando know-how italiano e ha ricevuto un finanziamento da 50.000 euro da BRD creando così 10 posti lavoro locali.
Un altro caso è quello di un ex residente del Veneto che ha aperto un laboratorio agroalimentare mettendo insieme ricette italiane con vini moldavi grazie anche al supporto dell’ANOFM e alla piattaforma diaspora.
Nella fase precedente, DOMDE 1, una donna emiliana tornata a Ștefan Vodă ha avviato un’attività per trasformare la frutta beneficiando della formazione italiana e degli incentivi ODA creando così 15 posti lavoro ed aprendo canali per l’export verso l’Unione Europea. Altri esempi provengono da IT specialist rientrati da Milano i quali hanno fondato startup innovative finanziate dall’AICS con fondi che ammontano a 45 milioni di euro (2022-2025).
Un futuro promettente per le relazioni economiche italo-moldave Questi successi promossi congiuntamente dal Ministero del Lavoro italiano e dalla Camera di Commercio Italo-Moldava rappresentano un solido tassello nel processo d’integrazione economica bilaterale.
Particolare attenzione è rivolta alla comunità moldava delle Marche con 3.085 residenti stimati considerata come ponte strategico tra i due Paesi.
