De Ficchy Giovanni

Ormai l’attacco, la critica, la volgarità, l’ arroganza, la distruzione dei valori del passato, e l’imposizione di nuove ideologie sono patrimonio della sinistra che, più che costituire un partito politico, rappresenta un virus dilagante nel tessuto sociale.

In queste ore, si sta decidendo la formazione della futura Commissione Europea.

Il Nostro paese, esprime un candidato di estremo valore, e competenza Raffaele Fitto, candidato a ricoprire la carica di Vice ministro con deleghe pesanti, in materie molto importanti per la economia della nostra nazione .

Ma Raffaele Fitto è stato anche il regista della svolta che ha condotto Giorgia Meloni nei Conservatori europei.

Grazie alla fiducia della premier, gli venne affidato il ruolo più delicato ; la gestione del Pnrr e del Sud. Il Pnrr si è rivelato sin da subito il dossier più impegnativo del previsto.

In Europa il contesto politico è cambiato in questi cinque anni: oltre ai popolari che hanno mantenuto pressoché stabile (in realtà, leggermente in aumento) il loro consenso, la sinistra europea ha visto crollare il proprio indice di gradimento.

I socialisti hanno perso una ventina di seggi, mentre i macroniani, assieme ai Verdi, hanno conosciuto un vero e proprio declino.

Ancora permane ancora forte, nonostante la batosta elettorale, quella compagine di sinistri e burocrati (spesso un tutt’uno) legata a Bruxelles con vari interessi.

Sul vicepresidente Raffaele Fitto di problemi e critiche da parte dei socialisti invece ce ne sono a valanghe, e tali da mettere a rischio la stessa approvazione della seconda commissione von der Leyen.

Fitto infatti può diventare così, il granello di sabbia che inceppa il meccanismo della nuova Commissione europea. 

Per non parlare del gruppo dei parlamentari Verdi, la cui bocciatura di Fitto è scontata, insieme ai comunisti italiani hanno sparato a zero ;” riteniamo del tutto inaccettabile l’attribuzione di incarichi di particolare rilievo a rappresentanti di governi sovranisti che ostacolano ogni progetto di integrazione europea e sono subalterni a logiche di guerre e corse agli armamenti”.

Se la vicepresidenza esecutiva affidata al commissario italiano sarà confermata i socialisti sono però orientati proprio a negare la fiducia,  Andrea Orlando, del Pd,  ad esempio, è tassativo: “Un voto per Fitto comprometterebbe il profilo europeista del Pd”. 

Nonostante le tensioni sia nella delegazione italiana che nell’intero gruppo, Fitto dovrebbe alla fine ottenere il semaforo verde.

L’audizione di ieri è andata bene, per ottenere il definitivo “disco verde” per il nuovo incarico tutto è rimandato alla valutazione che l’Europarlamento farà a data da destinarsi su tutti e sei i vicepresidenti della nuova Commissione .

Di Admin

Rispondi

Scopri di più da Giornalesera.com

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere