De Ficchy Giovanni
Esperto in materie Economiche

Mentre il governo Barnier cade perché non c’è una maggioranza possibile, a causa della folle idea di Macron di costruire una alleanza posticcia per fermare la Le Pen.
Così ora i cugini francesi, sono molto preoccupati per una paralisi dell’economia dovuta a una crisi da debito.
Infatti la sera prima del voto decisivo sulla sfiducia al governo Barnier, le trasmissioni di approfondimento francesi discutevano se a gennaio le pensioni possono essere pagate anche nel caso non venga approvata alcuna legge di Bilancio.
La Francia spende ogni anno, quasi 55 miliardi di euro di interessi, questo è il costo del debito che è arrivato vicino al 110 per cento del Pil.
Ora torniamo all’estate del 2009, quando in situazioni simili era la Grecia, oppure a quella del 2011, quando eravamo noi italiani, in piena crisi.
Quando il ministro Tremonti, propose una impopolare riforma delle pensioni, che determinò il rifiuto della Lega di Umberto Bossi, con la relativa crisi dello Spread, e caduta del governo Berlusconi.

L’inflazione globale non è stata in alcun modo prevista dagli economisti.
Tra il 1995 e il 2023 ,il prezzo medio dei beni commercializzabili è cresciuto di quasi il 53%, quello delle spese obbligate è aumentato del 120% con la componente energia aumentata che è salita di quasi il 175%.
La maggior parte delle società occidentali ha scelto, quarant’anni fa, di dare la priorità alla lotta contro l’inflazione rispetto a qualsiasi altra considerazione politica, un gran numero di banche centrali occidentali si ritiene ormai costretto a imitare la politica monetaria antinflazionistica della Federal Reserve statunitense.
Le regole relative all’Unione Economica, e dei presupposti non esenti da criticità su cui tali regole erano state scritte, e ponendo in luce come l’erroneità dei presupposti abbia quindi aggravato i predetti difetti, enfatizzati dalla preminenza del principio della disciplina dei bilanci degli Stati membri rispetto ad altri principi che pur potevano assumere un ruolo altrettanto importante nella costruzione dell’Unione economica (e monetaria).
Si tratta di un modello che non può più reggere, i popoli europei, stanno facendo cadere i governi socialisti, e liberal socialisti, varati dai Macron, da Scholz, e sicuramente tra poco cadrà anche il governo spagnolo.
La crisi non è del debito in realtà , ma è delle regole che si autoimposta l’Unione Europea, non più sostenibili, non più accettabili nella realtà
Durante la Pandemia nell’Eurozona la perdita di Pil si è attestata al -7,5% con un impatto del -7% sulla Germania, -7,2% sulla Francia, -9,1% sull’Italia, -8% sulla Spagna e -10% sulla Grecia.
L’Unione Europea è stata fondata con a base una forma di capitalismo mitigato dall’attenzione alla giustizia sociale e con l’offerta di servizi pubblici volti a garantire una qualità minima della vita per tutti i cittadini, anche i meno fortunati.
L’Unione ora si trova tuttavia a dover fare i conti con una condizione nuova, quasi impensabile prima, e a diverse debolezze diventate evidenti tutte insieme nel volgere di uno strettissimo lasso di tempo.
La crisi pandemica, seguita dall’esplosione dei conflitti bellici, che da due anni, produce morti, distruzione, oltre ad aver reso indispensabili cambiamenti importanti delle nostre vite, basti pensare al costo dell’energia.
Noi europei abbiamo scoperto di essere invece in seria difficoltà nel confronto con concorrenti potenti e agguerriti, più veloci, spesso più giovani, voraci, in molti casi caratterizzati anche da sistemi politici di stampo non democratico, basti pensare alla Cina e alla Russia.
Siamo divenuti così marginali, lenti, perfino deboli, questo produce sgomento, e cerchiamo allora riparo in formule di riforme sempre più marcate allo stato sociale.
La realtà è che in Europa solo il governo della Signora Meloni è ancora forte , con un vero programma di lungo periodo, sarà possibile che la Francia , con la Le Pen possa seguire i suoi passi ?
