De Ficchy Giovanni

Mentre il mondo si confronta con problemi seri come il cambiamento climatico e l’intelligenza artificiale, la sinistra di Venezuela e Colombia ci offre un nuovo episodio della sua telenovela internazionale, con dosi di drammaticità, traboccante patriottismo e un pizzico di realismo magico da far impallidire Gabo .

L’autoproclamato erede di Simón Bolívar, Nicolás Maduro, ha deciso di inviare un messaggio affettuoso a Gustavo Petro, perché, ovviamente, tra “rivoluzionari” dobbiamo sostenerci a vicenda in tempi di crisi.

Maduro, con la sua caratteristica eloquenza, ha scritto su Instagram: “Presidente Gustavo Petro, conti sull’esperienza e sulla forza del popolo venezuelano”. Ebbene, se quella “esperienza” prevede continui blackout, iperinflazione e file eterne per comprare la carta igienica, Petro ne prenderà sicuramente atto.

Da parte sua, Petro, mai estraneo alla retorica ampollosa, ha deciso di alzare la posta e ha scritto a Donald Trump una lettera degna di un film d’azione a basso budget.

Con la sicurezza di chi non ha paura di nulla, Petro ha dichiarato: “Abbattimi, presidente, e le Americhe e l’umanità risponderanno”.

Resta da chiedersi chi saranno “le Americhe”, se in America Latina la maggior parte dei governi sarà impegnata ad affrontare problemi più urgenti, come l’inflazione e la disoccupazione.

Ma la storia non finisce qui. Petro, con il suo noto disprezzo per il petrolio, ha fatto anche un’offerta di amicizia a Trump con una punta di surrealismo: “Forse un giorno, davanti a un sorso di Whisky che accetto, nonostante la mia gastrite, potremo parlare francamente di questo” Se la storia ha dimostrato qualcosa è che la diplomazia di solito non si basa sui problemi di stomaco, ma comunque è sempre bene avere una scusa a portata di mano.

E mentre Petro si aggrappa al suo whisky (con la gastrite), Trump non ha tardato a rispondere: tariffe al 25%, poi al 50%, restrizioni sui visti e possibili sanzioni economiche.

In risposta, Petro, nel suo caratteristico spirito retto, ordinò tariffe reciproche sui prodotti americani. In altre parole, una guerra commerciale che promette di regalarci grandi titoli sui giornali, ma pochi benefici per i cittadini comuni.

Per completare questa farsa, Petro ha concluso il suo manifesto assicurando che “la Colombia è il cuore del mondo”, in una dimostrazione di modestia che può essere paragonata solo alla dichiarazione di Maduro sulla “forza del popolo venezuelano”.

Insomma, la sinistra latinoamericana continua a regalarci momenti d’oro con il suo modo particolare di fare politica: tanto verbo, poca strategia e una sceneggiatura degna di esportazione.

Non ci resta che aspettare il prossimo episodio per vedere chi batte chi in questa commedia politica senza fine.

Di Admin

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