
Quello che è certo è che la Meloni non perderà voti, anzi avrà un notevole aumento di voti, tra coloro che si erano posizionati nel grande bacino dell’astensione, rafforzandola sicuramente.
L’inchiesta sul rimpatrio di Almasri rischia di diventare uno dei temi centrali del confronto politico nelle prossime settimane, con un centrodestra determinato a difendere la propria posizione e un’opposizione pronta a sfruttare il caso per mettere in difficoltà il governo.
La stessa Giorgia Meloni, con un video sui social, ha informato direttamente i cittadini della vicenda, un gesto che ha rafforzato il dibattito pubblico e acceso nuove polemiche sulla magistratura e il suo presunto coinvolgimento nella battaglia politica.
“Ci vogliono far arrivare al 40%“, taglia corto un ‘big’ di Fratelli d’Italia.
E forse proprio questo dato politico impedisce alle opposizioni di godere appieno del nuovo assist della magistratura.
“E’ un colpo di coda dei magistrati, è un’operazione di marketing, giustizia ad orologeria”, il ‘refrain’ nella maggioranza.
Nel centrodestra si fa anche riferimento al precedente del 1994, quando Silvio Berlusconi ricevette un avviso di garanzia durante il G7 di Napoli, evento che segnò profondamente la sua parabola politica.
Il vicepremier e leader di Forza Italia, Antonio Tajani, ha dichiarato:
“Difendo la separazione dei poteri e condanno scelte che suonano come una ripicca per la riforma della giustizia.”
“Vergogna, vergogna, vergogna. Lo stesso procuratore che mi accuso’ a Palermo ora ci riprova a Roma con il governo di centrodestra. Riforma della giustizia, subito!”
Se da una parte il centrodestra punta a usare questa vicenda per accelerare la riforma della giustizia, dall’altra le opposizioni cercano di trasformarla in un nuovo caso politico che possa incrinare l’unità dell’esecutivo.
Con l’indagine ancora in corso, la vicenda resta aperta e destinata a influenzare il dibattito politico nelle prossime settimane.
