Il giornalismo sportivo italiano piange la scomparsa di Bruno Pizzul, icona indimenticabile che ha segnato un’epoca. 

Una voce inconfondibile che sapeva raccontare e farci emozionare , un vero gentiluomo, un professionista ,molto dotato, che mancherà al giornalismo e allo sport e soprattutto al mondo del calcio.

Nato a Cormons (Udine), Pizzul è morto a Gorizia e avrebbe compiuto 87 anni sabato prossimo.

Bruno Pizzul era l’ultimo rappresentante di una dinastia di giornalisti che ha raccontato – prima alla radio, poi in televisione – pagine di storia dello sport e di calcio in particolare.

Maturità classica, laurea in giurisprudenza, quindi l’insegnamento di materie letterarie nelle scuole medie, fino all’assunzione in Rai del 1969, dopo aver partecipato al concorso nazionale per radio-telecronisti.

Sono i primi passi di una lunga storia professionale che lo porterà a raccontare con la sua voce inconfondibile le gesta della Nazionale in cinque Mondiali e quattro Europei tra il 1986 – quando succede a Martellini – ed il 2002.

Era un’Italia che si sentiva grande e legittimamente sognava di conquistare un trofeo. 

Non sarebbe successo in quei 16 anni.

Così Pizzul, pur descrivendone alcune delle pagine più importanti, non riuscì ad incrociare mai l’Italia campione.

La sua eredità, fatta di competenza e professionalità, ma soprattutto piena di passione, continuerà a vivere nel ricordo di chi ha avuto la fortuna di ascoltarlo.

Di Admin

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