Il valore del limite: educare per una società senza violenza

Fratelli e sorelle,

Il dolore che ci colpisce oggi è immenso. Due giovani vite, Ilaria e Sara, sono state spezzate in modo crudele e insensato. A nome mio e della Congregazione dei Monaci Francescani Cattolici Ortodossi, voglio esprimere la nostra più profonda vicinanza alle famiglie delle vittime, che stanno affrontando un lutto che nessuno dovrebbe mai vivere. Siamo con voi, nel cuore e nella preghiera.

Questi tragici eventi ci obbligano a riflettere sulla società che stiamo costruendo. Non possiamo ignorare il fallimento pedagogico che ci circonda: genitori che, nel tentativo di essere amici dei propri figli, dimenticano il loro ruolo di educatori. Abbiamo allevato una generazione che non conosce il significato di un “no”, che non sa accettare il rifiuto. E così, al primo ostacolo, al primo rifiuto, si scatenano rabbia e violenza.

Un “no”, uno schiaffo, una punizione non hanno mai ucciso nessuno. Sono strumenti di educazione, di confine, di realtà. Le coltellate, invece, quelle uccidono. Quelle sono il risultato di una società che non ha insegnato il valore del limite, del rispetto, della responsabilità.

Insegnate ai vostri figli che non si può ottenere sempre tutto. La vita non è un algoritmo che premia ogni desiderio, né un riflesso perfetto dei social media. La realtà è fatta di sacrifici, di fallimenti, di lezioni dure ma necessarie.

Insegnate loro che la libertà non è assoluta. La loro libertà finisce dove inizia quella degli altri. È un equilibrio delicato, ma fondamentale per vivere in armonia con il mondo che li circonda.

Questi insegnamenti, per quanto duri, sono atti d’amore. Sono il ponte tra l’infanzia e la maturità, tra l’illusione e la verità. Non abbiate paura di essere fermi, di dire “no”, di mostrare che la vita è più complessa di un post perfetto. È così che si cresce.

Ma non è troppo tardi. Genitori, tornate a essere guide, esempi di fermezza e amore. Insegnate ai vostri figli che il rispetto per l’altro è sacro, che un “no” non è una sconfitta, ma una lezione di vita. Solo così possiamo sperare in un cambiamento, in una società dove la vita e la dignità di ogni persona siano rispettate.

A tutte le donne che hanno subito violenza, voglio dire: non siete sole. La nostra congregazione è qui per voi, per ascoltarvi, per sostenervi, per lottare insieme affinché nessun’altra donna debba vivere ciò che avete vissuto.

Che il sacrificio di queste giovani vite non sia vano, ma diventi il seme di un cambiamento profondo e duraturo.

+ Padre Masseo

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