Grazie al petrolio 40anni fa il Venezuela era il più prospero paese del Sud America, tanto che centinaia di migliaia di italiani e spagnoli emigrarono verso il paese.

Negli anni Ottanta oltre la metà delle attività a Caracas appartenevano a italiani o loro figli .

Negli anni ‘90 inizio un certo declino a causa della corruzione e rapacità della classe politica, ciononostante brasiliani e colombiano emigravano a flotte verso il Venezuela, che comunque sia era ancora il più ricco paese della regione grazie al petrolio. .

Nel 2002 grazie all’onda di indignazione per il ladrocinio del presidente Pérez,Hugo Chavez promettendo che avrebbe rigenerato la politica nazionale vinse le elezioni e sfruttando i trend di forte ascesa del petrolio ( che giunse a 147 dollari nel 2007) distribuendo prebende e agevolazioni varie alle classi povere, riuscì a diffondere apparentemente anche tra i poveri un certo benessere.

Chavez è stato il tipico esempio di presidente socialisti da repubblica delle banane, infatti la sua politica economica e sociale può essere riassunta in “usiamo i soldi del petrolio per dare sussidi, bonus e regalie varie al popolo in modo da rimanere al potere”.

Dopodiché l’accentuazione delle politiche demagogiche di sinistra e la caduta dei prezzi del petrolio hanno portato al collasso dello stato .

Il chavismo sapeva solo distribuire ( e in maniera molto diseguale tra la popolazione ) la ricchezza senza preoccuparsi di produrla, cosicché ora il Venezuela deve pure importare parte del petrolio , nonostante abbia i più grandi giacimenti al mondo . La produzione e caduta a picco negli ultimi anni, per fuga del personale dei pozzi petroliferi e mancanza di trivellazioni e mantenimento nei pozzi .

Il Paese è caduto in mano a veri e propri delinquenti.

Non si può riassumere un problema così complesso in due battute, così che se vuoi sapere continua a leggere.

Fidel Castro fece credere a Chávez che lui era il messia e che era venuto a salvare il mondo (certamente guidato e protetto da lui, grazie a un modico compenso: 100.000 barili di petrolio al giorno gratis, più 80.000 dipendenti cubani infiltrati a ragione di 2.000 dollari al mese, dei quali 1.800 andavano al governo cubano, più altre prebende che permetterebbero a Cuba di sopravvivere).

Per instaurare il comunismo occorreva creare l’uomo nuovo (un tipo lavato di cervello e sottomesso, incapace di reagire) e per questo occorrevano almeno 20 anni.

Secondo la costituzione Venezuelana del 1998 non era possibile la rielezione del presidente e il periodo presidenziale durava 5 anni.

Così che la prima cosa che fece Chávez fu cambiare la costituzione per poter essere rieletto a vita.

Anche creò un apparato elettorale per far si che potesse vincere le elezioni per sempre.

Quindi apparentemente era una democrazia.

Comunque Fidel sapeva che il popolo prima o poi reagirebbe e così iniziarono a prendere una serie di misure, leggi e operazioni per garantire il controllo del potere per sempre, copiando il modello cubano.

Il modello consiste nel impoverimento della popolazione, perché un popolo povero e affamato si deve sottomette al potere per mangiare.

Questo viene accompagnato dalle promesse (perché chi spera di avere qualcosa non reagisce contro colui che gli ha promesso), distruzione del sistema sanitario (perché un popolo malato non può reagire contro l’oppressore), distruzione dell’educazione (perché un popolo ignorante è facilmente manipolabile) e così via (ci sono molte altre).

Tutte queste misure furono prese in un periodo di circo 8 -10 anni.

Fu un processo graduale per permettere l’adeguamento.

Anche la paura gioca un ruolo importante e così si crearono i “colectivos” (delinquenti armati civili per proteggere il governo, capaci di uccidere liberamente e impunemente durante le manifestazioni contro il governo), si crearono le milizie (500.000 civili armati) e si permise l’entrata della guerriglia colombiana e dei terroristi del Hezbollah e Hamas.

Tutto accompagnato dalla corruzione delle forze armate, tuttora leali al governo di Maduro.

L’efficienza della produzione risente delle solite e prevedibili magagne che emergono causa incompetenza perché sostituita dalla fedeltà insita nella gerarchia di qualunque tipo, in questo caso, militare.

Fra i militari nessuno è competente a sufficienza per capire come agire e cosa inventare, a maggior ragione se il popolo a cui chiedere una prestazione è preoccupato di obbedire senza responsabilizzazione personale.

Anche bisogna aggiungere che la delinquenza è (sin dai primi anni) fuori controllo.

Prima ti uccidevano per rubarti un paio di scarpe, adesso ti uccidono per vedere se hai qualcosa da rubarti.

Un morto ogni 20 minuti.

Caracas è la città più pericolosa del mondo.

Oggi giorno c’è un coprifuoco autoimposto: prima dell’imbrunire tutti rientrano a casa.

Il denaro è potere.

Quindi Chávez dai primi anni prese il controllo dell’industria petrolifera (gestita da venezuelani, perché era stata nazzionalizzata nel 1975, ma dove esisteva un sistema meritocratico: PDVSA era la seconda al mondo dopo la EXXON-MOBIL).

Per prendere il controllo dovette cacciare 20.000 professionisti e assunse 130.000 altri dipendenti/simpatizzanti.

Ovviamente l’industria petrolifera in mano a gente incapace passò da produrre 3 milioni di barili al giorno a produrre 1 milione. E coerentemente anche furono espropriate (rubate) imprese, fabbriche, aziende, masserie, per darle al popolo o al controllo dei militari e ovviamente tutte fallirono (depredate).

Così che oggi l’economia è completamente distrutta.

Il governo per poter pagare i suoi dipendenti ha stampato denaro creando questa iperinflazione.

In queste condizioni economiche, dove scarseggia il cibo e costa un carro di soldi (al Bolívar gli hanno tolto 8 zeri e con la banconota di più grande valore non riesci a pagare una fotocopia della stessa banconota) è chiaro che la gente debba scappare via.

Manca l’energia elettrica, mancano le medicine e i beni di prima necessità, senza dimenticare la delinquenza spietata.

il Venezuela avrebbe dovuto ridurre le spese (ossia tagliare i sussidi e i regali al popolo), ma questo avrebbe fatto odiare il governo, quindi il successore di Chavez, Maduro (un autista di autobus per capirci) decise di mettersi a stampare moneta: ciò ha provocato un folle aumento dell’inflazione che ha distrutto i risparmi di tutti i venezuelani, ha provocato una terribile recessione e ha causato proteste ed emigrazione che ha portato all’emigrazione del 13–15 % della popolazione:

In particolare, negli ultimi anni, in seguito a diversi fattori tra i quali la diffusa corruzione, la politica economica governativa e la diminuzione del prezzo del petrolio, principale fonte di guadagno per l’economia venezuelana, lo status economico del Venezuela è notevolmente peggiorato con un aumento del crimine, dell’inflazione, della povertà e della penuria di generi alimentari e di largo consumo.

A causa della conseguente diminuzione della qualità della vita, nel 2014 sono incominciate proteste di piazza che sono diventate vere e proprie sommosse quotidiane dal 2016.

Durante il suo governo l’opposizione democratica è stata repressa violentemente.

Le organizzazioni internazionali per la tutela dei diritti umani hanno segnalato diversi casi di uccisioni, tortura e altri maltrattamenti, inclusi episodi di violenza sessuale, ai danni di manifestanti.

Il sistema giudiziario è stato impiegato per ridurre al silenzio i dissidenti, anche tramite il ricorso alla giurisdizione militare per perseguire i civili.

Di Admin

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