E la Proposta della Scuola dei Selciaroli


Roma, la città eterna, è un mosaico di storia, cultura e arte, ma recenti interventi di riqualificazione stanno suscitando preoccupazioni tra cittadini e politici.

I sampietrini «di seconda mano» in via di San Teodoro

Così i blocchetti di leucite in molti punti mostrano tracce di colore rivelando l’utilizzo di materiale di risulta.La cosa si nota soprattutto nei pressi di Porta Romana, dove i conci appaiono più eterogenei.

Ma anche addentrandosi nel centro storico, non è raro imbattersi in campioni di leucite che presentano sfumature giallastre o rossastre, testimonianza di un precedente impiego in contesti diversi.

Un’analisi più approfondita dei blocchetti rivelerebbe forse la provenienza di questi materiali, svelando dettagli interessanti sulla storia costruttiva della città e sul riutilizzo di risorse preesistenti.

Fabio Schiuma, esponente di Fratelli d’Italia, ha preso posizione contro l’Amministrazione del sindaco Roberto Gualtieri, denunciando l’approssimazione con cui sono stati gestiti i lavori in via di San Teodoro. Lo stesso luogo che avrebbe dovuto rappresentare un faro di rinascita per il centro storico è diventato un esempio di incuria, con sampietrini macchiati di vernice e recuperati senza alcuna attenzione ai dettagli.

La questione dei sampietrini va ben oltre il semplice aspetto estetico; Schiuma sottolinea l’importanza di una corretta posa, un’arte che richiede competenze specifiche e una profonda conoscenza delle tecniche tradizionali

.”Non si tratta solo di abbellire una strada,” afferma Schiuma, “ma di preservare un patrimonio culturale che rischia di andare perduto a causa di interventi maldestri.”

L’esponente di Fratelli d’Italia non risparmia critiche all’assessore competente, accusato di superficialità e mancanza di visione strategica per il recupero del tessuto urbano.

“L’Amministrazione Gualtieri sembra più interessata a tagliare nastri che a risolvere i problemi reali dei cittadini e del centro storico,” conclude Schiuma, preannunciando una serie di interrogazioni in Consiglio Comunale per fare luce sulla vicenda e chiedere conto delle responsabilità.

“Non possiamo permettere che la nostra storia venga calpestata da scelte improvvisate e incompetenti.”

«I sampietrini non sono semplici blocchi di pietra», afferma, richiamando l’attenzione su come ogni pezzo racconti una storia e come la loro installazione debba rispettare le peculiarità di ciascuna strada.

Ricordando le parole di Roberto Giacobbi, l’ultimo selciarolo romano, Schiuma mette in luce un significativo problema: la perdita di un sapere artigianale unico.

«Ogni strada ha una sua storia, ogni fondo richiede una tecnica diversa», insiste.

Le modalità di posa non sono banali; ci sono regole precise da seguire: a filarone, ad archi contrastanti, a 45 gradi. La preparazione del fondo, la battitura e la sigillatura sono fasi cruciali che garantiscono non solo la funzionalità, ma anche la bellezza del pavimento.

La mancanza di formazione professionale, sostiene Schiuma, porta a un deterioramento della qualità del lavoro eseguito, con risultati scadenti che danneggiano l’immagine di Roma.

Ma non si tratta solo di una critica al lavoro fatto, bensì di una visione propositiva.

Schiuma propone con forza l’istituzione di una Scuola dei Selciaroli, in collaborazione con artigiani storici e maestranze esperte. «Non è solo una questione di decoro», chiarisce, «ma di tutela del patrimonio, di formazione professionale e di occupazione».

Roma ha bisogno di un rilancio di un mestiere che è parte integrante della sua storia e della sua identità.

La proposta di Schiuma si allinea con la necessità di riattivare una tradizione che rischia di scomparire, creando così nuove opportunità lavorative per i giovani e garantendo allo stesso tempo interventi di alta qualità nel cuore della capitale.

«Non si può parlare di valorizzazione del centro storico e poi accettare posa approssimativa», continua, evidenziando la contraddizione insita negli attuali approcci di riqualificazione.

In un momento in cui Roma cerca di risollevarsi dalle sfide economiche e sociali, l’importanza di mantenere elevati standard qualitativi diventa cruciale.

La gestione Gualtieri, secondo Schiuma, dimostra una carenza di visione e di rispetto per le tradizioni artigiane.

«La riqualificazione sta diventando solo propaganda», avverte, mentre la città merita eccellenza. Non si può permettere che i lavori effettuati diventino oggetto di ironia e scherno sui social media.

L’accento posto su un’adeguata formazione professionale non è solo un’esigenza di settore, ma un imperativo per la valorizzazione dell’intero patrimonio culturale di Roma.

Investire nei mestieri tradizionali significa tutelare non solo l’estetica della città, ma anche la sua anima.

La proposta di Schiuma della creazione di una Scuola dei Selciaroli vuole proprio andare in questa direzione, restituendo prestigio a un’arte che è sempre stata un simbolo d’eccellenza per la Capitale.

In conclusione, la lotta di Fabio Schiuma non è solo contro una mera questione di decoro urbano, ma per la salvaguardia di un’identità collettiva e di un sapere che deve essere trasmesso alle future generazioni. Roma, con la sua storia millenaria, ha bisogno di riqualificarsi con consapevolezza e rispetto, non solo per il suo passato, ma anche per il futuro che intende costruire.

Un plauso, dunque, all’iniziativa di Schiuma, che si fa portavoce di un’esigenza sentita da molti romani: quella di preservare l’autenticità di una città che rischia di smarrire la propria anima dietro l’anonimato del cemento e l’omologazione globale.

La pavimentazione in selci, con la sua irregolarità studiata, con la sua capacità di raccontare storie silenziose ad ogni passo, rappresenta un antidoto alla superficialità e all’appiattimento culturale.

Investire nella Scuola dei Selciaroli significa investire nel futuro di Roma, significa tramandare un’eredità preziosa che altrimenti andrebbe irrimediabilmente perduta.

Significa, in definitiva, riconoscere il valore intrinseco di un’arte che, pur umile nella sua apparenza, custodisce un’essenza profonda e un legame indissolubile con la storia e l’identità della Città Eterna.

Un futuro dove le mani dei selciaroli tornano a lavorare con orgoglio, dove ogni sampietrino posato racconta una storia di passione, dedizione e artigianalità.

È tempo di agire, è tempo di investire nelle competenze, di riconoscere il valore del lavoro fatto con cura, per dare a Roma l’eccellenza che merita.

Di Admin

Lascia un commento