Ma qualcuno vive fuori dalla realtà

Il risultato del recente referendum è inequivocabile: ha trionfato il No.

Un’indicazione chiara, netta, che parla il linguaggio diretto degli italiani.

Eppure, nonostante questo pronunciamento popolare così definito, c’è chi nel cosiddetto “campo largo” sembra voler ignorare la volontà espressa dagli elettori.

Come se avesse già in tasca le chiavi di Palazzo Chigi, come se il voto fosse solo un dettaglio da trascurare o, peggio, da interpretare a proprio piacimento.

Ma la realtà, alla fine, è diversa e molto meno accomodante di quanto qualcuno voglia far credere.

Conosco personalmente molte persone di centrodestra che hanno votato No al referendum. Quando provi a chiedere loro il perché della scelta, spesso si trovano in difficoltà a dare una spiegazione esaustiva, quasi come se avessero agito d’istinto.

Ma una cosa emerge con chiarezza: quelle stesse persone, pur se deluse o critiche nei confronti di alcune dinamiche, non voterebbero mai per quella che appare come un’accozzaglia di personaggi incapaci e inutili lestofanti pronti a guidare il Paese nelle prossime elezioni politiche.

È come se il voto al referendum fosse stato un gesto di protesta, una forma di dissenso verso un sistema e una classe politica che troppo spesso dimenticano le reali esigenze della gente.

E mentre il Paese manda un messaggio così netto e chiaro, cosa fanno quelli che aspirano al potere? Si dividono, si scontrano con ferocia, litigano senza tregua, come in una tragicommedia.

Ciascuno di loro cerca di posizionarsi al meglio per accaparrarsi una poltrona a Palazzo Chigi, senza preoccuparsi minimamente del bene comune o di quello che hanno appena detto gli italiani.

Invece di ascoltare e riflettere, sembrano impegnati solo a spartirsi il potere, facendo scendere in campo anche alleanze impensabili fino a pochi mesi fa.

Pensate un attimo a quell’immagine surreale: il cosiddetto “mago di Oz”, uno che molti credevano ormai marginale, arriva a stringere accordi perfino con il “maghino squib”, colui che anni fa contribuì a farlo cadere, favorendo la salita di Mario Draghi.

E tutto per un pezzo di potere, per un angolo di governo da spartire.

L’orgoglio, la dignità, i principi, tutto messo da parte e buttato nel cestino della politica.

Ormai non c’è limite al compromesso, nemmeno quando si tratta di consegnare il Paese a chi in passato aveva ricevuto il mandato di guidarlo fino a un certo punto.

Ma non finisce qui.

Il “mago di Oz” sembra già proiettarsi oltre, pronto a guardare a Pechino, forse immaginando di ordinare tecnologie futuristiche come monopattini volanti o occhiali da sole che possano combattere il cambiamento climatico in modo quasi magico.

Nel frattempo, “La Svizzera” – ironico nomignolo dato a parte di quella stessa coalizione – chiede ufficiosamente gay pride tutto l’anno e punta addirittura a far diventare ministro della famiglia Zan, il cui nome è diventato simbolo di battaglie sociali spesso dibattute con forte intensità in Parlamento e nelle strade.

Dall’altra parte, il duo dei “pagliacci” sembra invece intenzionato ad approvare leggi che lasciano interdetti, addirittura quelle che andrebbero a spalancare le porte della politica a persone che dovrebbero trovarsi in carcere, minando così alla radice la credibilità di tutto il sistema democratico e rappresentativo del Paese.

A questo punto, la domanda è inevitabile e semplice: ma davvero credono che gli italiani non abbiano capito?

Credono che il popolo italiano sia così ingenuo da non vedere oltre slogan e promesse irrealizzabili?

Gli italiani, invece, hanno capito benissimo.

Hanno visto chi è seriamente credibile e chi no.

Chi affronta i problemi concreti del Paese e chi continua a vivere in un mondo parallelo fatto di propaganda, menzogne e illusioni.

Il referendum non è stato solo un voto su un quesito specifico: è stato un segnale forte, un campanello d’allarme.

Non un verdetto definitivo, certo, ma un messaggio chiaro e inconfondibile.

E forse, proprio per questo, invece di continuare a sognare poltrone e potere, qualcuno dovrebbe iniziare a fare i conti con la realtà, con la volontà degli italiani, con la necessità di un cambiamento vero e responsabile.

Solo così si potrà tornare a guardare avanti con speranza e costruire un futuro solido per il nostro Paese.

Di Admin

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