
Oggi, sfogliando i soliti giornali condotti dai soliti giornalisti, mi sono imbattuto in un articolo che mi ha lasciato basito.
Si raccontava con grande enfasi e un certo compiacimento che gli iraniani, aiutati dai cinesi, avrebbero avuto la brillante idea di sviluppare missili capaci di “sentire passivamente” i raggi infrarossi per colpire gli aerei americani.
Un titolo fatto apposta per catturare l’attenzione ma che tradisce una grave ignoranza tecnica e storica. Permettetemi di dirlo senza giri di parole: è incredibile la superficialità con cui alcuni media trattano questi argomenti, diffondendo disinformazione e alimentando pregiudizi piuttosto che fornire un’informazione corretta e approfondita.
Questi missili a guida infrarossa, noti come missili a ricerca termica, esistono da oltre 60 anni, e non si tratta di una “nuova invenzione iraniana” o di un segreto tecnologico svelato solo recentemente grazie alla Cina.
Già dalla fine degli anni ’50, durante la Guerra Fredda, sono stati messi a punto sistemi di guida passiva ai raggi infrarossi, capaci di individuare il calore emesso dai motori degli aerei.
Esempi famosi sono i missili Stinger e Sidewinder, utilizzati ampiamente dagli Stati Uniti e dai loro alleati in numerosi conflitti, dal Vietnam fino ai giorni nostri.
Tali tecnologie sono ampiamente documentate, analizzate e insegnate nelle accademie militari di tutto il mondo.
Perché allora questa narrazione distorta?
Perché certi giornalisti – spesso poco preparati o spinti da interessi politici e commerciali – tendono a presentare vecchie tecnologie come novità assolute, gettando un’ombra di mistero e pericolo su determinati paesi, in questo caso l’Iran?
Il risultato è una rappresentazione schematica, dove la realtà complessa viene ridotta a slogan sensazionalistici che non fanno altro che confondere i lettori e alimentare stereotipi pericolosi.
Invece di limitarsi a titoli gridati senza fondamento, sarebbe auspicabile che i media dedicassero più spazio all’approfondimento tecnico, al contesto storico, alle implicazioni geopolitiche reali.
Solo così si può comprendere veramente cosa significhi lo sviluppo e l’uso di queste armi, senza cadere nella trappola della facile demagogia.
Il pubblico ha diritto a un’informazione seria, trasparente e consapevole, non a messaggi costruiti sull’ignoranza e sull’appiattimento culturale.
Solo così possiamo crescere come società informata e responsabile, capace di affrontare le sfide globali con lucidità e spirito critico.
È un invito a tutti noi a non fermarci mai alla superficie delle notizie, ma a scavare più a fondo, a verificare, a capire. Perché la conoscenza è la vera arma contro l’ignoranza.
