
La soluzione? La sessantunesima.
In Europa, fare impresa è un viaggio attraverso 27 ordinamenti diversi, un mosaico complesso composto da oltre 60 forme societarie nazionali. Questo panorama, per quanto ricco e variegato, rappresenta una barriera significativa per chi desidera espandere il proprio business oltre i confini nazionali.
La Commissione Europea lo sa bene e ha provato a dare una risposta: EU Inc., una nuova forma societaria unica, creata in 48 ore, valida in tutto il territorio dell’Unione.
Un’idea che promette semplificazione e velocità, due ingredienti essenziali per favorire l’imprenditorialità transnazionale.
L’intenzione dietro EU Inc. è indubbiamente buona, ma il metodo solleva più di una perplessità.
EU Inc. non elimina nessuna delle 60 forme esistenti, non scalfisce i 27 ordinamenti nazionali e, soprattutto, non snellisce alcun iter burocratico nei singoli Stati membri.
In pratica: si aggiunge un ulteriore strato a un sistema già complesso e fragile, come un nuovo piano costruito su fondamenta che stanno crollando.
Perché accade questo?
La risposta è semplice, anche se raramente viene messa in chiaro: ogni forma giuridica nazionale protegge interessi consolidati.
Notai, camere di commercio, avvocati societari, uffici burocratici regionali – tutti questi attori traggono vantaggio dalla complessità che EU Inc. pretende di risolvere, così facendo fingendo di voler semplificare mentre, in realtà, aggiunge solo un altro livello di regolamentazione.
Semplificare davvero significherebbe tagliare queste rendite di posizione, e in Europa eliminare rendite – ovvero interessi radicati – è qualcosa di impensabile.
Non si fa, perché toccare queste dinamiche significa perdere consenso politico.
E quindi cosa accade? Si aggiungono strati, uno dopo l’altro, e si chiamano “riforme”.
L’esempio di un artigiano napoletano che vuole vendere i suoi prodotti in Germania è emblematico. Egli non ha bisogno di una sessantunesima forma giuridica, bensì di una realtà più snella, in cui bastino due sole forme societarie per muoversi senza ostacoli.
Ma togliere è sempre più difficile che aggiungere: sottrarre burocrazia significa scontrarsi con interessi radicati, mentre aggiungere un regolamento è più semplice e politicamente meno costoso.
Ed ecco allora la genesi di EU Inc., presentata come rivoluzione ma, nella realtà, un’ulteriore complicazione.
C’è però chi ha osato andare controcorrente: l’Estonia.
Questo piccolo Paese ha fatto una scelta drastica e coraggiosa, eliminando quaranta forme societarie invece di crearne una nuova.
Ha sottratto burocrazia anziché sommarla ed è riuscita a creare un modello di gestione societaria più snello ed efficiente.
Tuttavia, come riconoscono molti esperti, questo modello difficilmente può essere scalato a livello europeo.
Perché?
Perché ammettere che il problema non è solo tecnico ma fondamentalmente politico significherebbe mettere in discussione equilibri di potere profondamente radicati.
La differenza sostanziale tra un sistema che funziona e uno che no sta proprio qui: chi funziona sottrae, chi non funziona somma.
L’Europa ha scelto di sommare per trent’anni, e tutte le aggiunte sono diventate “riforme”, anche quando la complessità aumentava anziché diminuire.
Di fronte a questa realtà, EU Inc. non è la soluzione definitiva, ma solo un’ennesima tappa nel percorso ancora lungo e tortuoso verso la vera semplificazione.
Perché, allora, proprio la sessantunesima forma giuridica?
Perché rappresenta simbolicamente l’incapacità politica di affrontare la radice del problema.
Il problema non è quante forme esistono, né quanti ordinamenti nazionali coesistano.
Il problema è la volontà o la mancanza di essa di cancellare, di semplificare, di modernizzare concretamente.
Fino a quando la politica europea continuerà a proteggere interessi consolidati e a evitare decisioni impopolari, nuove forme, come EU Inc., resteranno solo nuovi abiti sopra un corpo già malato.
Il futuro dell’impresa europea passa necessariamente per una rivoluzione culturale e politica: meno burocrazia, meno rendite e più coraggio per cambiare davvero.
Solo così si potrà trasformare il sogno di un mercato unico funzionante in realtà, dando agli imprenditori – dal piccolo artigiano al grande manager – gli strumenti concreti per agire liberamente e con sicurezza su tutto il territorio comunitario.
Fino ad allora, la sessantunesima forma giuridica sarà solo un’altra aggiunta a un sistema che continua a sommare e mai a sottrarre.
E la semplicità rimarrà un obiettivo lontano, schiacciato sotto il peso di interessi troppo forti per essere messi in discussione.
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EU Inc. è un’idea affascinante e necessaria, ma la sua concreta efficacia dipende da un vero cambio di strategia, da un ripensamento politico profondo.
La soluzione alle 60 forme giuridiche non è una nuova forma, bensì la capacità di eliminare, semplificare, unificare davvero.
Solo così l’Europa potrà offrire agli imprenditori un terreno fertile e libero da inutili complicazioni, per costruire un futuro di crescita, innovazione e integrazione reale.
Chi vuole davvero riformare l’Europa smette di sommare e comincia a sottrarre.
E questa è la vera rivoluzione di cui abbiamo bisogno.
