SOCIALE, SANTORI (LEGA)

In un momento di grande crisi economica e sociale per Roma, arriva una notizia che fa riflettere e crea sconcerto tra i cittadini.
Fabrizio Santori, capogruppo della Lega a Roma Capitale, denuncia quello che definisce un clamoroso fallimento dell’amministrazione Gualtieri: un progetto da 400mila euro affidato a una ONG per cercare famiglie romane disponibili ad accogliere migranti gratuitamente si è concluso, dopo soli tre mesi, con appena tre adesioni.
Una risposta impietosa da parte della città, che rivela uno stato di malessere profondo e una frattura tra le esigenze reali delle persone e le scelte politiche dell’attuale maggioranza capitolina.
Il progetto in questione puntava a creare un modello di “accoglienza diffusa”, un sistema in cui le famiglie romane potessero aprire le proprie case a migranti con regolare permesso di soggiorno senza ricevere alcun rimborso.

A coordinare questa iniziativa è stata Refugees Welcome Italia, unica partecipante al bando pubblico indetto da Roma Capitale, che ha ricevuto quasi mezzo milione di euro per un incarico che evidentemente non ha avuto il successo sperato.
Il dato dei tre soli ospiti accolti negli appartamenti privati è emblematico: l’esperimento si è arenato di fronte a una realtà ben diversa da quella immaginata dagli assessori e dal Campidoglio.
Santori commenta duramente la situazione sottolineando come questa scelta sia totalmente scollegata dalle priorità dei cittadini romani.
In un contesto segnato da bollette alle stelle affitti sempre più insostenibili e un crescente senso d’insicurezza e degrado urbano chiedere ai romani di fare un gesto d solidarietà senza alcun sostegno economico appare fuori luogo ed insensato.
La spesa milionaria destinata alle cooperative e alle ONG spesso non sufficientemente controllate finisce infatti per alimentare un sistema d’accoglienza costoso ed inefficace mentre le famiglie in difficoltà ed gli stessi residenti della città sono lasciati soli a confrontarsi con problemi concreti quotidiani.
La proposta di Santori è chiara e concreta: invece di bandi complicati e costosi che coinvolgono intermediari sarebbe stato molto più efficace attivare un semplice albo della solidarietà gestito direttamente dai servizi sociali municipali.
Un registro dove le persone disposte ad aiutare potessero iscriversi autonomamente senza sprechi di denaro pubblico e con il pieno controllo diretto degli enti locali.
Questa soluzione oltre a essere più economica avrebbe potuto favorire un legame più autentico solidale tra cittadini aiutando allo stesso tempo migliaia di famiglie realmente in difficoltà sul territorio.
Ma la critica più forte è sulla strategia generale dell’amministrazione Gualtieri, accusata da Santori di dare importanza all’accoglienza senza limiti e di proteggere immigrati clandestini e occupanti irregolari a danno della sicurezza e del benessere della gente di Roma.
Invece di spendere soldi per la sicurezza, la manutenzione della città, i servizi essenziali e il supporto alle famiglie in difficoltà, la giunta capitolina sembra essere coinvolta in un “ennesimo esperimento ideologico” che non tiene conto delle vere necessità di una città che chiede risposte concrete e immediate.
Roma sta passando un momento difficile: l’aumento del costo della vita, la crisi economica che pesa su tutti, l’insicurezza nelle strade e la necessità di proteggere le persone più deboli sono cose che dovrebbero essere al centro dell’agenda politica della città.
La questione dell’immigrazione e dell’accoglienza non può essere affrontata con superficialità o ideologie astratte, ma ha bisogno di soluzioni pratiche e sostenibili, che mettano prima di tutto la protezione della comunità e non solo gli interessi di alcune cooperative e ONG.
In questo contesto, spendere centinaia di migliaia di euro per un progetto che non ha portato risultati importanti è una sconfitta per tutta l’amministrazione e una mancanza di rispetto verso i contribuenti romani.
Il sistema dell’accoglienza deve essere ripensato alla luce delle realtà sociali ed economiche, valorizzando il ruolo attivo dei cittadini e favorendo modelli d’integrazione efficaci, trasparenti e condivisi.
Santori invita quindi il Campidoglio a fare un passo indietro e a rivedere le proprie strategie ascoltando davvero le esigenze dei romani impegnandosi in una politica vera di supporto alle famiglie promozione della sicurezza cura della città.
La solidarietà e l’accoglienza possono esistere ma non a discapito dei cittadini soprattutto non attraverso progetti costosi che rischiano diventare solo un libro dei sogni irrealizzabile. Il fallimento di questo progetto da 400mila euro è un campanello d’allarme per tutta la classe politica e amministrativa romana: bisogna tornare a mettere le persone al centro con azioni concrete controlli rigorosi e uno spirito vero collaborazione tra istituzioni cittadini.
Solo così Roma potrà ritrovare equilibrio sociale economico culturale diventando una città più sicura accogliente viva per tutti i suoi abitanti.
In conclusione il messaggio Santori è chiaro coinvolgente basta sprechi inefficienze ora serve una politica fatta buon senso responsabilità ascolto perché Roma merita più i romani lo sanno bene
L’accoglienza deve essere valore condiviso ma gestito intelligenza rispetto senza siano sempre solo cittadini pagare prezzo scelte sbagliate progetti fallimentari.
È ora di cambiare direzione, per il bene di una città che desidera guardare al domani con fiducia e onore, ponendo in cima alla lista la qualità della vita di chi ci vive ogni giorno.
