La sbornia è finita.

Mettetela così: dopo settimane trascorse a brindare – o forse a sognare ad occhi aperti – nella confortante bolla dell’illusione elettorale, l’ultimo sondaggio Pagnoncelli per il Corriere della Sera è arrivato come una doccia fredda.

Elly Schlein, la paladina del “campo largo” e dell’entusiasmo rinnovato, è stata riportata bruscamente alla realtà che, ahimè, non le fa esattamente un regalo.

Fratelli d’Italia cresce, il PD perde terreno fino ad arrivare al 20,1%, insomma praticamente a un passo dal perdere quel “2” magico davanti che rende le percentuali meno tristi.

E tutti lì, a grattarsi la testa.

Per qualche settimana la sinistra si era convinta che il vento fosse cambiato.

C’erano referendum, piazze gremite, titoli roboanti sui giornali, entusiasmo da stadio e un “campo largo” che prometteva bene più di una primavera fiorentina.

Insomma, si respirava aria di grande rimonta, quasi fosse la fine del tunnel.

Poi sono tornati “i temi veri”.

Sì, quei temini fastidiosi come sicurezza, immigrazione e lavoro che non ti lasciano dormire e non si risolvono con uno slogan carino o un post su Instagram.

E lì, cari amici, il PD è sparito nel nulla, evaporato come neve al sole.

Perché Schlein e soci, con tutto il loro armamentario di alleanze costruite più contro un nemico comune (Meloni, il fantasma che spaventa) che per una reale proposta politica, non hanno una risposta credibile.

Hanno manifesti colorati, slogan roboanti, ma non una vera linea di governo.

È come presentarsi a una gare di cucina con solo la ricetta ma senza gli ingredienti.

Si può provare a bluffare, magari, ma il palato degli elettori è ormai ben allenato.

Nel frattempo, il centrodestra, con tutta la sua compattezza poco glamour ma molto efficace, continua a marciare spedito.

Fratelli d’Italia sale nei sondaggi, il Governo tiene botta e i dati economici e occupazionali sembrano smentire ogni giorno quel racconto catastrofista che la sinistra continua a ripetere come un disco rotto.

Alla fine è semplice: il PD non sta costruendo un’alternativa, ma torna sempre al punto di partenza, come un cane che si morde la coda, o come quella pubblicità che tanto odi ma che vedi comunque ogni santo giorno.

Insomma, la sbornia è finita.

E adesso?

Toccherà fare i conti con una sinistra che deve abbandonare le illusioni e mettersi seriamente al lavoro, se davvero vuole sperare di tornare in partita.

Ma forse questa volta serve qualcosa di più di un campo largo e qualche slogan ben assestato.

Servono idee, proposte concrete, e – mi permetto – un po’ meno selfie e un po’ più polvere sotto le unghie.

Se no, sarà solo un’altra notte brava, seguita dal solito mal di testa.

Di Admin

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