Ben 8 miliardi di investimenti strategici e nuovi campus in Lombardia e Piemonte

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di George G Lombardi

L’Italia si trova oggi al centro di una rivoluzione nel settore digitale e delle energie rinnovabili.

Il gruppo Aruba S.p.A., leader nazionale nei servizi cloud e data center, ha fatto un passo decisivo acquisendo tre centrali idroelettriche attive nel territorio piemontese, segnando una svolta importante nella produzione di energia verde destinata a supportare le infrastrutture digitali.

Questa iniziativa si inserisce in un contesto più ampio di investimenti strategici che coinvolgono sia la Lombardia che il Piemonte, con programmi plurimiliardari volti a consolidare il ruolo del nostro Paese come polo tecnologico europeo.

L’acquisizione delle centrali idroelettriche in Piemonte Aruba ha recentemente integrato nel suo parco energetico tre nuove centrali idroelettriche localizzate lungo la Stura di Lanzo, rispettivamente nei comuni di Cafasse, Balangero e Lanzo Torinese.

Questi impianti, con una potenza complessiva di circa 1.600 kW, generano annualmente circa 10 GWh di energia rinnovabile.

Con questa operazione, il portafoglio idroelettrico di Aruba raggiunge le undici centrali distribuite su più regioni italiane, capaci di produrre oltre 60 GWh all’anno, contribuendo così a una riduzione significativa dell’impronta carbonica delle strutture digitali aziendali.

È importante sottolineare che queste centrali funzionano esclusivamente sfruttando il flusso naturale dell’acqua per azionare le turbine, senza alcun prelievo idrico per operazioni di raffreddamento dei data center.

Quest’ultimo, come nel caso del campus di Ponte San Pietro, è gestito separatamente tramite tecnologie come il free cooling con acqua di falda, assicurando un approccio sostenibile e innovativo.

La crescita esplosiva del mercato italiano dei data center Il settore dei data center in Italia sta vivendo una fase di espansione senza precedenti, spinta dalla crescente domanda di servizi cloud avanzati, intelligenza artificiale e dalla necessità di rafforzare la sovranità digitale nazionale.

La Lombardia, soprattutto l’area metropolitana milanese, si conferma epicentro dell’attività con la maggior parte della capacità installata e dei progetti in corso, ma anche il Piemonte sta emergendo come fulcro strategico grazie a interventi mirati.

Il Consiglio dei Ministri, guidato dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, ha recentemente riconosciuto di preminente interesse strategico nazionale due programmi di investimento con un valore complessivo pari a 8 miliardi di euro.

Queste iniziative rappresentano un’accelerazione storica per il settore, orientata a sostenere la competitività e la trasformazione digitale del Paese.

Il programma “Equinix per l’Italia” Il primo progetto consiste nella realizzazione di sette nuovi data center situati nei comuni lombardi di Settimo Milanese e Cusago.

Con un investimento totale di 4 miliardi di euro previsto tra il 2026 e il 2033, queste strutture saranno all’avanguardia, capaci di ospitare servizi di colocation, connettività e carichi hyperscale dedicati all’intelligenza artificiale.

L’intero fabbisogno energetico sarà soddisfatto da fonti rinnovabili, in linea con gli standard di sostenibilità più rigorosi.

Il progetto comporterà circa 1.500 posti di lavoro durante la fase di costruzione e oltre 500 occupati a regime, contribuendo significativamente allo sviluppo economico locale.

Cavour Hyperscale Campus: rigenerazione industriale e innovazione in Piemonte Il secondo programma riguarda la trasformazione dell’ex centrale elettrica Galileo Ferraris di Trino, in provincia di Vercelli, in un campus hyperscale di rilevanza nazionale ed europea.

Prevedendo una potenza compresa tra 300 e 400 MW e un investimento analogo di 4 miliardi di euro, questo progetto rappresenta una sfida ambiziosa di rigenerazione industriale.

Il cronoprogramma stabilisce l’avvio della conferenza di servizi entro fine 2026, con autorizzazione unica entro il 2027 e attivazione del primo lotto entro il 2028.

Durante la costruzione saranno impiegati fino a 2.000 lavoratori, mentre a regime si prevede un organico altamente qualificato di 300-350 unità, con un indotto stimato di circa 1.000 posti di lavoro collegati.

Per accelerare il percorso autorizzativo, il Governo nominerà commissari straordinari dedicati, dimostrando un impegno concreto per la semplificazione e la rapidità nell’attuazione di questi investimenti strategici.

Nuovi progetti e sfide sul territorio nazionale A Brescia, il 22 luglio è stato annunciato un grande data center da 120 MW a Travagliato, grazie alla partnership tra The Blossom Avenue Partners e Edge Gate.

Il sito, esteso su 130.000 metri quadrati, porterà un contributo economico al Comune superiore agli 11 milioni di euro.

Tuttavia, l’iniziativa ha sollevato alcune polemiche riguardo alla trasparenza nelle fasi di presentazione, segnalando l’importanza di un dialogo costruttivo con le comunità locali.

Nel milanese, il gruppo DAMAC Digital, parte del colosso emiratino Damac, si appresta a realizzare il MIL01 sull’ex sito Gefco-Citroën a Pregnana Milanese.

Questo data center coprirà circa 55.000 metri quadrati con una potenza iniziale prevista di 200 MW e apertura operativa entro fine 2028.

Parallelamente, AiOnX (gruppo SWI) sta sviluppando il Pregnana Innovation Campus su un’area di circa 220.000 metri quadrati, con 150 MW di capacità e tempistiche di completamento intorno ai tre anni.

Retelit potenzia la rete di interconnessione Intanto, Retelit continua a espandere il proprio Avalon Campus, il più grande hub carrier-neutral italiano di interconnessione.

Tra i nuovi sviluppi vi sono data center AI-ready a Milano Bisceglie e Corsico, con una capacità iniziale di 13,6 MW e prime attivazioni previste per il 2027.

Un piano di investimenti da 350 milioni di euro mira a rafforzare la rete nazionale in supporto alle nuove esigenze di cloud computing, edge computing e intelligenza artificiale, consolidando la posizione di avanguardia italiana.

Numeri e prospettive per il futuro Secondo l’Osservatorio Data Center del Politecnico di Milano e i principali report di settore, la capacità IT installata in Italia ha toccato i 609 MW nel 2025.

Nel triennio 2026-2028 sono programmati investimenti superiori ai 25 miliardi di euro su oltre 80 progetti, con l’obiettivo di superare 1 GW entro fine 2028 e avvicinarsi a 2 GW nei primi anni Trenta.

La Lombardia, grazie anche alla nuova legge regionale n. 11/2026 dedicata all’insediamento sostenibile dei data center, mantiene un ruolo centrale, favorendo lo sviluppo su aree brownfield e promuovendo criteri di efficienza energetica e tutela ambientale.

Tra opportunità e responsabilità

Queste iniziative testimoniano l’evoluzione dell’Italia verso un modello di sviluppo digitale ecocompatibile, capace di attrarre investitori globali e creare nuove opportunità di lavoro qualificato.

La sinergia tra energie rinnovabili e infrastrutture digitali rappresenta una sfida non solo tecnologica, ma anche culturale e politica.

In tale contesto, è fondamentale che il Governo Meloni, il Ministro Urso e le amministrazioni regionali e locali mantengano una visione chiara, pragmatica e libera da ideologie fuorvianti.

Occorre vigilare contro le distorsioni culturali e le influenze esterne che potrebbero rallentare o compromettere questo percorso di progresso, essenziale per la competitività dell’Italia nel panorama globale.

L’impegno collettivo delle istituzioni, delle imprese e della società civile sarà determinante per tradurre queste risorse e progetti in realtà concrete, capaci di garantire un futuro digitale sostenibile e prospero per il nostro Paese.

L’energia idroelettrica piemontese, unita alla forza innovativa dei nuovi data center lombardi e piemontesi, segna una strada di eccellenza da percorrere con coraggio e determinazione.

Di Admin

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