Il Monza cade, Gattuso pretende continuità

La Lazio conquista la quinta vittoria nelle ultime sei partite, supera anche l’ostacolo Monza e resta aggrappata alla vetta della classifica insieme all’Inter.

Un successo prezioso, costruito con un primo tempo di grande intensità e messo a rischio da una ripresa troppo passiva, nella quale i biancocelesti hanno smesso di giocare con la stessa ferocia mostrata nei primi quarantacinque minuti.

Il risultato finale, 3-1, racconta soltanto in parte l’andamento di una gara che la Lazio avrebbe potuto chiudere molto prima e con maggiore tranquillità.

La squadra di Gattuso ha dominato per lunghi tratti, soprattutto all’inizio, ma ha anche mostrato quei difetti di gestione e di concentrazione sui quali il tecnico dovrà intervenire con decisione nelle prossime settimane.

La vittoria, comunque, consente alla Lazio di tenere il passo dell’Inter e di conservare la vetta. È il dato più importante, quello che certifica la solidità del percorso intrapreso.

Cinque vittorie in sei partite non arrivano per caso: rappresentano il frutto di una squadra che ha trovato identità, convinzione e una precisa idea di calcio.

Ma proprio perché gli obiettivi sono ambiziosi, non è possibile accontentarsi soltanto dei tre punti.

## Un primo tempo quasi irresistibile

La Lazio approccia la partita nel modo migliore.

Aggressiva, compatta, intensa, capace di accorciare le distanze tra i reparti e di recuperare il pallone in zone pericolose.

Il Monza fatica a uscire dalla propria metà campo e viene costretto a difendersi praticamente per tutta la prima parte dell’incontro.

I biancocelesti attaccano con continuità, muovono la palla rapidamente e trovano con regolarità gli spazi sulle fasce.

La pressione è organizzata, il ritmo elevato e la squadra sembra avere sempre un uomo in più vicino alla zona del pallone.

È la Lazio che Gattuso vuole vedere: feroce nelle transizioni, ordinata quando perde il possesso e capace di trasformare il recupero in un’immediata occasione offensiva.

Il vantaggio arriva come naturale conseguenza di una superiorità evidente.

La Lazio non si limita a controllare il match: lo comanda. Il Monza è schiacciato, spesso costretto a difendersi dentro la propria area e incapace di trovare soluzioni per alleggerire la pressione.

Il raddoppio conferma la sensazione di una partita indirizzata.

I biancocelesti sembrano in pieno controllo e, soprattutto, danno l’impressione di poter colpire ancora.

La differenza tra le due squadre è netta: per intensità, qualità delle giocate e capacità di occupare il campo.

L’espulsione di Lucchesi, arrivata poco dopo la mezz’ora, dovrebbe rendere ancora più semplice il compito della Lazio.

Il Monza resta in dieci e, in quel momento, tutto lascia pensare a una ripresa destinata a trasformarsi in una formalità.

La squadra di Gattuso ha il doppio vantaggio, l’uomo in più e una partita dominata

È proprio qui, però, che nasce il problema.

## La ripresa cambia completamente volto

Dopo l’intervallo la Lazio rientra in campo con un atteggiamento completamente diverso. L’aggressività cala, il pressing perde efficacia e la squadra arretra troppo.

I reparti si allungano, il pallone viene gestito con meno velocità e il Monza, pur in inferiorità numerica, comincia a guadagnare metri.

Il gol di Goglichidze arriva subito e riapre una partita che sembrava già chiusa.

La rete rappresenta un campanello d’allarme, ma la Lazio non riesce a reagire con la necessaria immediatezza.

Invece di tornare a imporre il proprio gioco, si lascia trascinare in una gara più sporca, nervosa e imprevedibile.

Il Monza prende coraggio.

La squadra ospite comprende di poter fare male e comincia ad affacciarsi con maggiore frequenza dalle parti della porta biancoceleste.

La Lazio, nonostante la superiorità numerica, non riesce a sfruttare gli spazi lasciati dagli avversari e appare spesso vulnerabile sulle seconde palle e nelle ripartenze.

Il doppio vantaggio avrebbe dovuto consentire ai biancocelesti di gestire la partita con maturità. Invece, il controllo diventa passività.

La gestione del risultato si trasforma in un rischio continuo e il Monza sfiora più volte il gol del pareggio.

È una lezione importante, che Gattuso non mancherà di sottolineare.

Una squadra che punta a restare in alto non può concedersi simili cali di concentrazione, soprattutto quando si trova in superiorità numerica e ha già costruito un vantaggio significativo.

Le partite non finiscono quando si passa in vantaggio, né quando l’avversario resta in dieci. Finiscono soltanto quando la squadra mantiene attenzione, intensità e lucidità fino all’ultimo minuto.

## Tavares e Isaksen, una spinta preziosa

Tra gli elementi positivi della serata ci sono le prestazioni di Tavares e Isaksen, protagonisti delle iniziative più pericolose della Lazio.

La loro capacità di attaccare lo spazio e puntare l’uomo ha creato diversi problemi alla difesa del Monza, soprattutto nel primo tempo.

Tavares ha confermato di essere una risorsa fondamentale quando riesce a giocare con continuità e libertà.

La sua spinta sulla fascia consente alla Lazio di allargare il campo, aumentare la presenza offensiva e creare superiorità numerica. Quando il portoghese accelera, la squadra guadagna metri e diventa più imprevedibile.

Isaksen, invece, ha dato vivacità e imprevedibilità al fronte offensivo.

Le sue accelerazioni hanno costretto il Monza a raddoppiare spesso la marcatura, aprendo spazi per i compagni.

È mancata, in alcune circostanze, la scelta decisiva nell’ultimo passaggio, ma il contributo alla manovra è stato evidente.

Proprio da queste situazioni la Lazio avrebbe dovuto ricavare il terzo gol molto prima.

Con un uomo in più e un avversario costretto ad allungarsi, attaccare gli spazi avrebbe dovuto essere la soluzione naturale.

La squadra, invece, ha spesso rallentato l’azione e consentito al Monza di ricompattarsi.

Il talento individuale non basta se viene meno la coralità.

Nel primo tempo la Lazio è sembrata una squadra; nella ripresa, per lunghi tratti, ha giocato più sulle iniziative personali e sulla gestione del vantaggio.

È una differenza che Gattuso vorrà eliminare.

## Pinamonti chiude i conti

Nel finale arriva il gol di Pinamonti, il primo con la maglia della Lazio.

Una rete pesantissima, non soltanto per il valore personale del centravanti, ma anche per il momento in cui è arrivata.

Il 3-1 mette finalmente al riparo i biancocelesti da una beffa che, fino a pochi minuti prima, sembrava tutt’altro che impossibile.

Pinamonti trova il modo di incidere e regala alla squadra una conclusione di partita più serena.

Per un attaccante, sbloccarsi è sempre importante.

Per un giocatore arrivato con aspettative significative, lo è ancora di più.

Il primo gol può rappresentare una svolta sul piano della fiducia e della consapevolezza.

La Lazio ha bisogno di un Pinamonti coinvolto, concreto e capace di trasformare in gol il lavoro costruito dalla squadra.

La sua rete ha anche un valore simbolico.

Dopo aver rischiato di riaprire completamente la partita, la Lazio riesce a chiuderla con un’azione che restituisce ordine al risultato e conferma la superiorità mostrata nel complesso dei novanta minuti.

Resta però il rammarico per aver complicato una gara che, dopo il primo tempo e l’espulsione di Lucchesi, sembrava indirizzata senza discussioni.

## Gattuso dovrà battere ancora sugli stessi tasti

La Lazio di oggi ha le qualità per giocare un calcio brillante, intenso e spettacolare.

Lo ha dimostrato nel primo tempo, quando il Monza è stato travolto da una squadra aggressiva, compatta e organizzata.

Ma ha anche dimostrato di non poter ancora abbassare il livello di attenzione.

Gattuso insisterà proprio su questo punto.

La crescita di una squadra passa dalla capacità di ripetere per novanta minuti ciò che funziona per quarantacinque.

Non è sufficiente partire forte: bisogna saper mantenere ritmo e concentrazione anche dopo aver trovato il vantaggio.

Il tecnico dovrà lavorare sulla gestione dei momenti della partita.

Gestire non significa smettere di giocare.

Di Admin

Lascia un commento

Scopri di più da Giornalesera.com

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere