
Profili criminologici e interrogativi giuridici
L’annuncio di una conferenza stampa convocata dal governatore della Florida Ron DeSantis e dal procuratore generale James Uthmeier riaccende l’attenzione internazionale sul caso dell’abbattimento di due aerei dell’organizzazione
**Hermanos al Rescate**, avvenuto il 24 febbraio 1996.

La conferenza, prevista presso la Florida International University alle ore 10:00, dovrebbe riguardare una presunta “ordinanza di arresto” nei confronti di Raúl Castro, ex presidente e figura centrale dell’apparato politico e militare cubano.
Fin dall’inizio, tuttavia, è necessario distinguere tra un annuncio politico, un atto investigativo e un provvedimento giudiziario effettivamente esecutivo.

La convocazione non conferma che Castro sia stato arrestato, né chiarisce quale autorità abbia emesso il presunto mandato, su quale base normativa e con quali possibilità concrete di esecuzione. Proprio questa distinzione è essenziale per analizzare il caso con gli strumenti della criminologia e del diritto penale internazionale.

## Il fatto criminale al centro dell’indagine
Il 24 febbraio 1996 due velivoli civili utilizzati da Hermanos al Rescate furono abbattuti dalle forze cubane.
L’organizzazione, nata per individuare e assistere persone in difficoltà durante le traversate marittime tra Cuba e Florida, svolgeva anche attività di denuncia politica contro il governo dell’Avana.
Nell’episodio persero la vita quattro persone: **Carlos Costa, Armando Alejandre Jr., Mario de la Peña e Pablo Morales**.
Le vittime si trovavano a bordo di due aerei civili abbattuti da velivoli militari cubani in acque internazionali o in una zona la cui qualificazione giuridica è stata oggetto di controversie.
Dal punto di vista criminologico, l’evento presenta diversi elementi tipici dei crimini commessi attraverso apparati statali: impiego della forza militare, possibile catena gerarchica di comando, selezione di un obiettivo collegato a un conflitto politico e successiva difficoltà nell’individuazione delle responsabilità individuali.
Quando un atto letale viene realizzato da un’organizzazione statale, l’analisi non può limitarsi all’autore materiale.
Occorre ricostruire chi abbia pianificato l’operazione, chi l’abbia autorizzata, quali informazioni fossero disponibili e se il risultato fosse prevedibile o addirittura ricercato.
## La responsabilità del vertice politico
Il nome di Raúl Castro è stato associato al caso per il ruolo che ricopriva nell’apparato militare e politico cubano.
Secondo l’impostazione investigativa resa pubblica dalle autorità della Florida, l’ex leader avrebbe potuto avere una responsabilità di comando o di supervisione rispetto alle decisioni che portarono all’abbattimento degli aerei.
Sul piano criminologico, la cosiddetta **responsabilità del superiore** non equivale automaticamente alla responsabilità penale per ogni atto commesso dai subordinati.
Per configurarla è normalmente necessario dimostrare alcuni elementi: l’esistenza di un rapporto di autorità effettivo, la conoscenza — o la possibilità concreta di conoscere — il rischio o la commissione del reato e l’omissione di misure ragionevoli per prevenirlo o reprimerlo.
Esiste poi una seconda ipotesi: quella della partecipazione diretta o della responsabilità per pianificazione.
In tal caso l’accusa dovrebbe sostenere che il soggetto non si limitò a occupare una posizione gerarchica, ma contribuì alla decisione, ordinò l’operazione oppure partecipò a un piano criminale comune.
La differenza è fondamentale.
Un’accusa basata soltanto sul prestigio o sul potere politico del sospettato sarebbe fragile.
Un procedimento sostenibile dovrebbe invece presentare prove documentali, testimonianze, comunicazioni operative, ordini militari, registrazioni o altri elementi capaci di collegare concretamente il vertice alla decisione di usare la forza letale. ## Le accuse annunciate
Il 4 marzo, James Uthmeier ha dichiarato che la Florida aveva riattivato un’indagine criminale sull’abbattimento dei due aerei.
Il procuratore ha inoltre affermato che la sua predecessora, Ashley Moody, aveva tentato di promuovere l’incriminazione e che l’amministrazione Biden avrebbe ostacolato quello sforzo. Si tratta di un’accusa politicamente significativa, ma che dovrà essere distinta dalle prove relative al fatto originario. Successivamente, il 20 maggio, è stata annunciata un’accusa federale contro Raúl Castro per reati collegati all’attacco.
Tra le ipotesi indicate figurano l’omicidio, la cospirazione finalizzata all’uccisione di cittadini statunitensi e la distruzione di aeromobili.
Queste contestazioni, se formalmente depositate davanti a un tribunale competente, avrebbero una gravità eccezionale.
L’omicidio riguarderebbe la morte dei quattro occupanti; la cospirazione implicherebbe l’esistenza di un accordo criminale tra più soggetti; la distruzione di aeromobili aggiungerebbe una dimensione specifica legata alla sicurezza del trasporto aereo e alla protezione di mezzi civili.
Tuttavia, l’esistenza di un’accusa non equivale a una condanna. In uno Stato di diritto, ogni imputato conserva la presunzione di innocenza fino a una decisione definitiva.
La notorietà dell’imputato, la natura politica del caso e la gravità delle accuse non possono sostituire la prova oltre ogni ragionevole dubbio.
## Mandato, incriminazione e avviso internazionale L’espressione “ordine di arresto” può essere utilizzata in modo impreciso nel linguaggio pubblico. Occorre distinguere almeno quattro strumenti.
Il primo è un **atto d’accusa** o un’incriminazione, con cui l’autorità giudiziaria formalizza le contestazioni penali.
Il secondo è un **mandato di arresto**, emesso da un giudice e diretto alle forze dell’ordine competenti.
Il terzo è una richiesta di arresto provvisorio all’estero, normalmente collegata a una procedura di estradizione. Il quarto è una **notifica internazionale**, come una Red Notice dell’Interpol, che non costituisce di per sé un mandato globale obbligatorio, ma segnala agli Stati membri che una persona è ricercata da un’autorità nazionale.
La conferenza di DeSantis e Uthmeier dovrebbe chiarire quale di questi strumenti sia effettivamente in discussione.
Se il mandato fosse stato emesso negli Stati Uniti, la sua esecuzione dipenderebbe in larga misura dalla presenza dell’indagato in una giurisdizione collaborante.
Se Castro si trovasse a Cuba, la situazione sarebbe radicalmente diversa: Washington non dispone normalmente della possibilità di eseguire unilateralmente un arresto sull’isola senza il consenso delle autorità cubane.
La cooperazione internazionale costituisce quindi il principale ostacolo pratico.
Un eventuale fermo potrebbe diventare possibile se Castro viaggiasse in un Paese disposto a cooperare con gli Stati Uniti, oppure se si verificasse un cambiamento nelle relazioni diplomatiche e giudiziarie.
In assenza di tali condizioni, l’atto potrebbe avere soprattutto valore simbolico, politico e processuale.
## Criminologia del potere e violenza politica
Il caso rientra in un’area di studio che la criminologia definisce spesso come **criminalità di Stato** o **violenza di Stato**.
In queste situazioni, il potere pubblico — che normalmente dovrebbe prevenire e perseguire i reati — può diventare lo strumento attraverso cui la violenza viene organizzata, legittimata o occultata.
La violenza di Stato presenta caratteristiche peculiari.
Può essere presentata come un’azione necessaria per la sicurezza nazionale; può essere coperta dal segreto militare; può beneficiare di una narrativa ufficiale che descrive le vittime come minacce; può produrre ostacoli all’accesso alle prove e alla testimonianza.
Inoltre, gli autori possono godere di protezione politica o diplomatica, soprattutto quando appartengono ai vertici di un governo.
Nel caso degli aerei di Hermanos al Rescate, una domanda criminologica centrale riguarda la percezione della minaccia.
Il governo cubano considerava le attività dell’organizzazione una provocazione o un’intrusione nella propria sovranità.
Ma, anche ammettendo l’esistenza di una minaccia politica, resta da stabilire se l’uso della forza letale contro velivoli civili fosse necessario, proporzionato e conforme alle norme applicabili. La qualificazione dell’atto dipende anche da elementi concreti: la posizione degli aerei, la loro identificazione, le comunicazioni intercorse, gli avvertimenti eventualmente impartiti, la possibilità di ricorrere a procedure non letali e la consapevolezza che a bordo vi fossero persone.
Ogni ricostruzione seria dovrebbe basarsi sui fatti appurati
