L’inchiesta prodotta e trasmessa dalle televisioni pubbliche di Danimarca, Finlandia, Norvegia e Svezia, “The shadow war”, ha infatti accusato Mosca di star svolgendo un’operazione di mappatura delle infrastrutture sottomarine con l’obiettivo di preparare atti di sabotaggio nella regione, che colpiscano in particolare luoghi chiave dell’energia, come i parchi eolici presenti al largo del Regno Unito.
Secondo i media scandinavi, che per mesi hanno analizzato le rotte di navigazioni di molte imbarcazioni russe nel corso degli ultimi 10 anni, ci sono almeno una cinquantina di pescherecci e navi da ricerca russe che navigano nel Mare del Nord alla ricerca di informazioni sensibili, sfruttando lo status di imbarcazioni civiliche le rende molto più libere di muoversi e di avvicinarsi alla costa.

Come ho detto, non è una novità per noi, ma è per questo che abbiamo creato le Forze di Difesa svedesi.
E poi a volte accadono eventi che ci impongono di reagire. Ma non entrerò nel merito in questo momento”, ha detto.
Sulla stessa posizione anche Eivind Vad Petersson, segretario di Stato norvegese “Sappiamo da molti decenni che la Russia è impegnata in questo tipo di attività.


Adottiamo misure attive per limitarle, fermarle e prevenirle, ma è anche una realtà con cui dobbiamo convivere”, ha affermato.
La Russia ha negato ogni accusa di spionaggio, spostando l’attenzione sul sabotaggio dei gasdotti Nord Stream dello scorso settembre, i cui responsabili non sono ancora stati identificati.
“I media dei Paesi citati sbagliano nelle loro indagini e ancora una volta preferiscono accusare la Russia senza motivo”, ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.
“Preferiremmo che prestassero maggiore attenzione all’attacco terroristico ai gasdotti Nord Stream e alla necessità di un’indagine internazionale trasparente, urgente e ampia su questi atti di terrorismo e sabotaggio senza precedenti”, ha aggiunto.

